Terra Madre 2026, il Lazio protagonista a Torino: presente anche Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene
Si è conclusa a Torino la 16ª edizione di Terra Madre Salone del Gusto, manifestazione organizzata da Slow Food che nel 2026 ha celebrato i 40 anni dell’associazione e i 30 anni del Salone del Gusto. Quattro giorni (dal 24 al 27 settembre) di incontri, degustazioni, mercati e confronti che hanno riunito produttori, contadini, pescatori, cuochi, giornalisti e appassionati provenienti da tutto il mondo, nel segno della biodiversità e della sostenibilità alimentare.
Come è andata Terra Madre
Con il tema “Biodiversity – Be Diversity”, l’edizione 2026 ha portato nel centro di Torino oltre 1.500 delegati della rete Terra Madre provenienti da 120 Paesi, più di 600 espositori e circa 1.000 appuntamenti tra conferenze, Laboratori del Gusto, appuntamenti a tavola e iniziative organizzate negli spazi cittadini.
Particolarmente significativa la partecipazione del Lazio, con la presenza del Presidente di Slow Food Lazio Gabriele Milani e della Vicepresidente Ines Innocentini, che ha proposto 16 appuntamenti dedicati alle realtà e alle produzioni dei diversi territori regionali. Extravergini, nuovi Presìdi Slow Food, prodotti dell’Arca del Gusto, grani tradizionali, castanicoltura e percorsi legati alla cultura e alle produzioni locali hanno raccontato a Torino la ricchezza e la varietà del patrimonio agroalimentare laziale.
Tra le realtà presenti anche Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene, rappresentata dal presidente Gaetano Sansaro, dalla vicepresidente Gabriella Cinelli e dai numerosi soci produttori e attivisti (Rosaria Olevano, Pietro Silvi, Federica Teodori, Irene Antonelli, Cristiano Denni), all’interno di un percorso regionale che ha dato spazio al rapporto tra il patrimonio archeologico, la biodiversità del territorio tiburtino, l’arte e il fiume Aniene, le tradizioni agroalimentari che caratterizzano i borghi limitrofi e le produzioni tipiche come il Pizzutello di Tivoli, divenuto Presidio Slow Food nel 2024.
Interessante tra le attività di Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene il racconto della Gustoteca Slow Food creata a Castel San Pietro Romano grazie al PNRR, riguardante il progetto dei Borghi Maestri: sono stati degustati i prodotti dei Monti Prenestini, tra cui il Giglietto di Castel San Pietro Romano, le Mosciarelle di Capranica Prenestina, il Cacio di Genazzano e il Caciofiore di Cave.
Terra Madre è anche rivolto alle scuole, con attenzione ai bambini e i ragazzi. Quest’anno è stato creato il Grande Gioco dell’Oca dei Presìdi Slow Food, un gioco a colpi di dado alla scoperta della biodiversità delle regioni italiane. Per ogni regione è stato scelto un prodotto. Il Pizzutello di Tivoli è stato scelto per rappresentare la casella del Lazio. Il gioco sarà inviato in tutte le scuole aderenti al progetto Orti a Scuola.
La presenza del Lazio a Terra Madre ha così permesso di portare a Torino una rappresentazione articolata dei suoi territori, dalle realtà viterbesi ai Monti Lepini, dall’Alta Ciociaria all’area romana, dai Castelli Romani alla Valle dell’Aniene e la Sabina Romana, fino al territorio tirrenico del Golfo di Gaeta e Terracina. Un mosaico di produzioni, comunità e tradizioni che si inserisce nella più ampia attività di Slow Food per la tutela della biodiversità e delle produzioni a rischio di scomparsa.
Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il lavoro sull’Atlante dell’Arca del Gusto (presentato dal Presidente della Repubblica Mattarella), raccolto in 18 volumi dedicati ai prodotti dell’Arca del Gusto e ai Presìdi Slow Food, finora solo in versione digitale. Proseguiranno inoltre le iniziative dedicate alle Terre Alte, che rappresentano una parte significativa del territorio italiano e custodiscono un importante patrimonio di biodiversità agricola e alimentare.
Terra Madre 2026 si è conclusa dunque con uno sguardo rivolto ai prossimi progetti, ma anche con la consapevolezza del ruolo delle comunità locali nella salvaguardia del patrimonio alimentare e culturale. Un impegno che, per il Lazio e per realtà territoriali come Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene, continuerà anche dopo la conclusione della manifestazione torinese.


