Raddoppia l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Ingresso gratuito alla mostra “Marmora Romana”

Raddoppia l’Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Ingresso gratuito alla mostra “Marmora Romana”

Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

Ampliato con l’aggiunta di un nuovo spazio espositivo appena restaurato, l’Antiquarium inaugura la nuova mostra Marmora Romana, a cura di Carlo Gasparri

www.fondazionetorlonia.org

Roma, 17 settembre 2026. Dopo l’inaugurazione dell’Antiquarium nel 2024, in occasione del decimo anniversario della Fondazione, il 18 settembre 2026 ha aperto al pubblico il nuovo spazio dell’Antiquarium con Marmora Romana, una selezione di opere in marmi policromi della Collezione Torlonia, recentemente restaurate nei Laboratori Torlonia.

“Marmora Romana“, apertura al pubblico, Foto M.A.Tomei

La Mostra è dedicata ai marmi policromi, all’omonima opera e alla memoria di Raniero Gnoli (1933–2025), raffinato studioso di indologia e islamistica, autore nel 1971 di un libro – di cui la mostra riprende il titolo – che ha segnato una tappa fondamentale nello studio dei marmi usati in antico a Roma e nell’Impero.

La mostra è allestita in una delle scuderie erette dal Principe Alessandro Torlonia nel 1874 sul lato del parco verso la via Salaria.

Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

L’ampliamento dell’Antiquarium nelle Scuderie di Villa Albani Torlonia rafforza l’impegno della Fondazione, promotrice di una sistematica opera di studio e conservazione dell’Antico nel condividere con il pubblico i risultati dell’attività di restauro condotta nei Laboratori Torlonia con il supporto di Fondazione Bvlgari, al contempo offrendo maggiore rilievo al lavoro di studio reso possibile dal sostegno di Chiomenti.

«Abbiamo fortemente voluto implementare gli spazi dell’Antiquarium inaugurato nel 2024 in occasione dei 10 anni di attività della Fondazione», dichiara Alessandro Poma Murialdo, Presidente Fondazione Torlonia: «L’Antiquarium è infatti il luogo dove la città di Roma può scorgere il risultato del quotidiano lavoro che portiamo avanti: il restauro, lo studio e la divulgazione della Collezione Torlonia e del gusto dell’Antico che ha caratterizzato il collezionismo della Famiglia culminando nell’apertura del Museo Torlonia».

Eros su biga trainata da cinghiali (MT 426), Antiquarium di Villa Albani Torlonia, sala inaugurata nel 2024, Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

La nuova fase espositiva dell’Antiquarium consiste in una mostra che arricchisce il percorso permanente con ulteriori 20 sculture della Collezione Torlonia, di cui 15 recentemente restaurate. Con 44 opere complessivamente esposte, l’Antiquarium si conferma come luogo di conoscenza vivo e accessibile, in dialogo con la città di Roma e il pubblico.

Attraverso busti, elementi architettonici, capitelli, piedi di tavolo e sculture, la mostra racconta l’eccezionale varietà e raffinatezza dei materiali lapidei impiegati negli interni romani, dall’età antica fino ai successivi interventi di recupero in età moderna.

Busto moderno di Marco Aurelio Cesare (MT 348) e Busto moderno di Lucio Vero (MT 350), Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

Tra i capolavori esposti spicca la monumentale Tazza Torlonia, nota anche come Tazza Medici: un’imponente vasca in breccia verde hekatontalithos, databile all’età romana, con piede cinquecentesco.

Un’imponente vasca in breccia verde hekatontalithos su piede moderno, cd. Tazza Medici (MT 506), Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

Accanto a essa saranno presentate opere emblematiche come il cosiddetto Alessandro dalla Collezione Giustiniani, oltre a una serie di busti esposti su rocchi di colonne antiche, in continuità con l’allestimento storico del Museo Torlonia.

A partire dalla fine del II secolo a.C., l’espansione di Roma verso Oriente mise infatti il mondo romano in contatto con le grandi architetture marmoree ellenistiche, avviando un’intensa attività estrattiva e commerciale che trasformò Roma nel centro di diffusione dei marmi colorati nel Mediterraneo. In età augustea materiali pregiati entrarono progressivamente nell’uso comune dell’architettura e della decorazione imperiale, continuando nei secoli a influenzare il gusto europeo attraverso reimpieghi, collezionismo e studi antiquari.

Carlo Ludovico Visconti, I monumenti del Museo Torlonia di sculture antiche riprodotti con la fototipia, Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

Con l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo e la mostra Marmora Romana, la Fondazione Torlonia conferma il proprio impegno nello studio dell’Antico attraverso la valorizzazione della più importante collezione privata di scultura romana al mondo, restituendo al pubblico capolavori recentemente restaurati e nuovi spazi pensati per accoglierli e raccontarli.

Eros su biga trainata da cinghiali (MT 426), Antiquarium di Villa Albani Torlonia, sala inaugurata nel 2024, Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

«Il lavoro di progettazione che riguarda le mostre, in Italia e all’estero, così come le pubblicazioni e l’opera di conservazione e diffusione dell’antico che la Fondazione Torlonia sta portando avanti grazie al sostegno di partner storici come Fondazione Bvlgari per i restauri e Chiomenti per le attività istituzionali, sono una continuazione dell’eterno dialogo dell’antico con il presente: una narrazione ancorata a gesti e valori universali che ritroviamo nei marmi che custodiamo», spiega Carlotta Loverini Botta, Direttrice Fondazione Torlonia: «In un’epoca non facile come quella che stiamo vivendo e di profonde trasformazioni tecnologiche, ci ricordano il senso più profondo della nostra umanità».

Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Marmora Romana, Colophon dell’allestimento, Foto M.A.Tomei

Un ruolo centrale in questo percorso è infatti svolto dai partner della Fondazione, Bvlgari e Chiomenti, che da anni ne affiancano le attività in Italia e all’estero, contribuendo non solo alla loro realizzazione, ma anche alla progettazione e allo sviluppo di nuovi progetti, come la nuova serie podcast OLTRE IL TEMPO. Le opere della Fondazione Torlonia tra memoria e contemporaneità di Chora Media, in collaborazione con La Fondazione Torlonia e condotto da Silvia Beltrametti e Carlotta Loverini Botta. Una collaborazione di lungo periodo che si fonda su una visione condivisa e che rappresenta per la Fondazione una risorsa essenziale per continuare a progettare e realizzare iniziative sempre più ambiziose.

I 25 esemplari che si presentano, provenienti dal Museo Torlonia, in gran parte visibili a Roma per la prima volta, vogliono nell’insieme fornire una impressione dell’impiego, nella scultura decorativa, nella statuaria, come anche nell’architettura, dei marmi colorati, talvolta assai rari, che dalla fine del II sec. a. C. cominciano ad affluire nell’Urbe dalle più remote regioni del Mediterraneo, impiegati nell’architettura monumentale come segno di publica magnificentia, e anche, nelle residenze delle classi alte, come manifestazione di privata luxuria: in ambedue i casi eloquente espressione di autorità e potere.

Vasca d’Africano su trapezofori a cartibulum (MT 382), Installation view Marmora Romana. Antiquarium di Villa Albani Torlonia. Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

La mostra è idealmente articolata in due sezioni. Nella prima è esposta una serie di esemplari provenienti da più antiche collezioni, alcuni in parte o del tutto moderni, in cui sono stati impiegati marmi vistosamente colorati, che nell’insieme rievocano l’effetto che queste opere potevano avere nell’arredo di una dimora patrizia. Tra questi spicca un ritratto femminile, moderno, montato su un busto antico di alabastro semitrasparente di altissima qualità, collocato a fianco di un busto già nella collezione Giustiniani, in cui la testa in basanite di una Iside, o regina tolemaica, era stata trasformata in un Alessandro Magno mediante l’aggiunta di un elmo e di una corazza.

La basanite, il porfido, l’alabastro, sono pietre di provenienza egiziana, e Aegyptiaca potrebbe essere il titolo della seconda sezione della mostra, dedicata a immagini e materiali collegati con questo ambiente: al centro di questa la spettacolare tazza in breccia verde estratta nell’Uadi Hammamat, che gli antichi chiamavano lapis hecatontalithos, uno dei pochissimi manufatti noti di questa materia.  La tazza, già collocata nel XVI secolo al centro della loggia di Villa Medici su di un piede in marmi colorati appositamente eseguito, è arrivata nel ‘700 nella collezione Albani; trasferita nell’800 nel Museo Torlonia, è di nuovo visibile dopo quasi cento anni.

In questa sezione accanto a sculture provenienti da collezioni storiche trovano posto due esemplari – un trapezoforo con figure di Bes e della dea Hator, in porfido, e un capitello in diorite – rinvenuti negli scavi organizzati dal Principe Alessandro Torlonia nella tenuta di Porto tra il 1857 e il 1879.

Collegati con altri materiali provenienti dall’area dell’Isola Sacra conservati nella stessa villa, nel Museo Nazionale Romano e in quello di Ostia, sono riconducibili ad un preciso contesto archeologico, segno tangibile della presenza, in prossimità del maggiore scalo marittimo di Roma, di una attiva comunità multietnica. La nuova mostra segue quella aperta nel 2004 nella contigua scuderia, dove era stata presentata una selezione delle sculture della collezione del cardinale Alessandro Albani che, dopo il passaggio di proprietà della villa nel 1866, erano andate ad arricchire il Museo che il Principe Torlonia andava allestendo in via della Lungara.

Tazza Cesi Torlonia, cratere con simposio bacchico detto Tazza Cesi o Vaso Torlonia (MT 297), Antiquarium di Villa Albani Torlonia, sala inaugurata nel 2024, Foto Agostino Osio ©Fondazione Torlonia

Le due mostre sono le nuove tappe di un programma di graduale presentazione al pubblico dell’intera raccolta.

Statua femminile di Najade con due idrie (MT 197) – Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia

Antiquarium di Villa Albani Torlonia è aperto con i seguenti orari:

  • dal martedì al venerdì: 10:00–16:00;
  • sabato e domenica: 9:00–13:00.

Per Saperne di Più

C.L. Visconti, I monumenti del Museo Torlonia riprodotti con la fototipia, 2 voll., Tipografia Tiberina, Roma 1884- 85

R. GNOLI, “Marmora Romana”, Edizioni dell’Elefante, Roma 1971 [1988 II ed.]

C. GASPARRI, O. GHIANDONI, “Lo studio Cavaceppi e le collezioni Torlonia”, Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte, Roma 1994

S. SETTIS, C. GASPARRI (a cura di), “I Marmi Torlonia. Collezionare Capolavori”, catalogo della mostra ai Musei Capitolini, Electa, Milano 2020-2021

Fondazione Torlonia, “Marmora Romana” – foglio di sala e guida della mostra a cura di Carlo Gasparri, Antiquarium Villa Albani Torlonia, Roma 2026 (distribuito in mostra, 44 schede)

Si veda anche http://fondazionetorlonia.org e http://torloniamarbles.it.

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Redazione

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