Gli olivi di Tivoli a Norma

Gli olivi di Tivoli a Norma

Resoconto della presentazione dell’olio nuovo Inviridis nel museo di Norma

di 
Carlo Boldrighini, Presidente della sezione Aniene di Italia Nostra

L’evento

Le mura ciclopiche dell’antica Norba

Come annunciato nel mio articolo su Vidyait del 12/11/2025, il 5 dicembre scorso si è tenuta a Norma, nel del Museo Civico Archeologico, la terza edizione della presentazione dell’olio nuovo Inviridis, un olio prodotto da dodici aziende secondo un disciplinare che ammette la sola varietà itrana, tipica della zona, ed esclude trattamenti chimici. La presentazione è stata coordinata e diretta dalla Professoressa Stefania Quilici Gigli, archeologa ben nota, direttrice del museo, che ha lavorato agli scavi dell’antica città di Norba e poi all’allestimento del Parco Archeologico. Un parco che gode di un notevole successo, anche grazie alla splendida posizione panoramica.
Sono grato alla Prof. Quilici Gigli per avermi invitato a presentare una breve relazione sulla millenaria olivicoltura di Tivoli.
La presentazione è iniziata con i saluti del sindaco Andrea dell’Omo, che ha espresso soddisfazione per il successo dell’iniziativa Inviridis, successo testimoniato anche dal fatto che il pubblico, di produttori olivicoli e semplici cittadini, riempiva la sala. Il sindaco ha sottolineato in particolare il fatto che Inviridis è un’iniziativa polivalente, di valorizzazione congiunta di agricoltura, archeologia e paesaggio. 

Locandina dell’evento

Gli olivi di Tivoli

Negli interventi del consigliere regionale Vittorio Sambucci, presidente della Commissione Attività Produttive e vice presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, e del presidente Centauri del CAPOL (Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina), che ha creato l’Inviridis, si è ribadita l’importanza della sinergia di aspetti economici, come la produzione olivicola, e culturali, come l’archeologia e la tutela del paesaggio. Con la sola commercializzazione dell’olio Inviridis, che per la verità  è piuttosto caro, l’iniziativa sarebbe fallita.
Sono seguiti interventi dedicati al paesaggio e agli itinerari turistici negli oliveti dei Monti Lepini. Tra l’altro si è osservato che il paesaggio italiano, tutelato dalla costituzione,  è in gran parte paesaggio agricolo, frutto di un mirabile equilibrio tra natura e secolare attività umana. Gli oliveti sono una costituente fondamentale del paesaggio storico del Lazio, e, grazie al fatto che nell’agricoltura tradizionale richiedono interventi minimi di movimento di terra, si prestano in modo eccellente a fornire la cornice ambientale più adatta ai resti archeologici.
Carmela Parisi, ingegnere e imprenditrice agricola, ha presentato un progetto di itinerario di visita dei grandi olivi storici nella fascia pedemontana dell’agro Pontino. Ha sottolineato che i grandi olivi centenari, ora considerati inutili per la produzione, oltre a  caratterizzare il paesaggio, si sono rivelati resistenti alle fluttuazioni del clima nel corso di secoli, e il loro patrimonio genetico è quindi importante per realizzare varietà adatte ai cambiamenti climatici.

Oliveti: aspetti economici e culturali

Strada di Pomata, il famoso ‘Albero Bello’

Nel mio intervento ho presentato una ventina di immagini degli oliveti tiburtini e di alcuni olivi secolari, concludendo con foto storiche e dipinti di pittori paesaggisti, ispirati dai ruderi delle grandi ville di otium tra gli olivi. L’intervento è stato molto ben accolto, e di certo gli oliveti di Tivoli sono per vari aspetti tra i più notevoli d’Italia:  per la loro documentazione storica millenaria, per la presenza di una ventina di varietà selezionate dai tiburtini nei secoli, e registrate dalla Regione Lazio e dal ministero competente, ed infine per il paesaggio unico di olivi secolari tra gli imponenti ruderi delle grandi ville dell’aristocrazia romana.
Purtroppo è un patrimonio prezioso che manca di un’adeguata valorizzazione e rischia di sparire.  

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Redazione

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