Cani delle cave, parte il progetto tra Tivoli e Guidonia: 42 sterilizzazioni in meno di una settimana
Entra nella fase operativa “Cani Liberi e Accuditi”, il progetto promosso da LAV insieme ai Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio. Circa 60 gli animali censiti nell’area delle cave: dopo sterilizzazione, identificazione e controlli, quelli ritenuti idonei potranno tornare a vivere liberi sul territorio.
Sono già 42 i cani sterilizzati in meno di una settimana, 19 maschi e 23 femmine, mentre 34 animali sono stati reimmessi nell’ambiente in cui vivevano. Sono i primi numeri della fase operativa di “Cani Liberi e Accuditi”, il progetto nato dal protocollo sottoscritto da LAV con i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio per affrontare in maniera strutturata la presenza dei cani che da anni vivono nell’area delle cave.
Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa al Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli Terme, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci di Tivoli e Guidonia Montecelio, Marco Innocenzi e Mauro Lombardo, dei rispettivi delegati al Benessere Animale Antonello Livi e Laura Rossetti, dei rappresentanti della ASL Roma 5 e del GOS-Protezione Civile. Per LAV erano presenti Alessandra Ferrari, responsabile Area Animali Familiari, e Beatrice Rezzaghi, responsabile Unità di Emergenza.
Circa 60 cani censiti nell’area delle cave
La conclusione delle operazioni di sterilizzazione non coinciderà con la fine del progetto.
La fase sul campo è arrivata dopo mesi di confronto e preparazione tra amministrazioni, LAV e Servizio Veterinario.
Dal 24 settembre 2026 è operativo un ospedale veterinario da campo, predisposto da LAV e dotato anche di spazi destinati alla degenza degli animali prima e dopo gli interventi di sterilizzazione.
Il censimento effettuato a febbraio e aggiornato la scorsa settimana da Stray Dogs International Project stima la presenza di circa 60 cani nell’area interessata.
Si tratta in molti casi di animali con caratteristiche ferali o semiferali, abituati da anni a vivere in gruppi sociali e a mantenere una significativa distanza dalle persone. Proprio queste caratteristiche hanno richiesto la definizione di procedure specifiche per intervenire limitando il più possibile lo stress.
Come funziona il progetto
Il percorso previsto per ogni animale comprende diverse fasi: censimento e cattura, valutazione sanitaria e comportamentale, sterilizzazione, applicazione del microchip, iscrizione all’Anagrafe Canina e apposizione di una marca auricolare che consentirà di riconoscere i cani già sottoposti alle procedure.
Dopo le verifiche, gli animali considerati idonei alla vita libera vengono riportati nel luogo di cattura e reinseriti nel proprio gruppo sociale. Per quelli che necessitano di ulteriori cure è invece previsto il trasferimento temporaneo in strutture adeguate, con la possibilità di una successiva reimmissione.
Il ritorno sul territorio sarà accompagnato da un sistema di controllo continuativo. Volontari autorizzati avranno il compito di verificare la presenza e le condizioni dei cani, segnalare eventuali problemi e controllare l’arrivo di nuovi animali.
Anche la distribuzione di acqua e cibo sarà organizzata secondo modalità concordate con gli enti coinvolti, individuando punti che siano, per quanto possibile, distanti da strade, abitazioni e altre zone considerate sensibili.
Innocenzi: «Abbiamo definito una procedura precisa»
Il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi ha ripercorso il percorso amministrativo e operativo che ha portato all’avvio del progetto.
«Con questo progetto siamo riusciti a risolvere un problema annoso – ha dichiarato Innocenzi –. Siamo partiti dalla delibera di gennaio, con l’approvazione degli indirizzi e dello schema di convenzione con LAV, poi abbiamo costruito un percorso condiviso con la Regione Lazio, il Comune di Guidonia Montecelio, la ASL Roma 5 ed il Gruppo Operativo Soccorso. Abbiamo definito una procedura precisa: censimento, cattura, valutazione sanitaria e comportamentale, sterilizzazione e identificazione».
Il sindaco ha inoltre sottolineato l’importanza della verifica dei risultati nel tempo e della collaborazione tra gli enti coinvolti.
Lombardo: collaborazione tra istituzioni e associazioni
Sul valore della collaborazione si è soffermato anche il sindaco di Guidonia Montecelio Mauro Lombardo.
«L’iniziativa “Cani liberi e accuditi” rappresenta un’importante occasione di confronto e condivisione tra istituzioni, operatori del settore e associazioni impegnate nella tutela degli animali. La corretta cura e gestione dei cani presenti sul territorio rappresenta soltanto un dovere normativo, ma un indicatore del livello di civiltà di una comunità».
Lombardo ha evidenziato inoltre la necessità di mettere in rete competenze, esperienze e buone pratiche per costruire interventi capaci di coniugare benessere animale, sicurezza e sensibilizzazione della cittadinanza.
LAV: libertà e tutela possono convivere
Alla base del progetto c’è la scelta di evitare il trasferimento permanente in strutture chiuse per quegli animali che, dopo le valutazioni previste, risultino compatibili con la permanenza sul territorio.
«L’obiettivo non è semplicemente catturare e sterilizzare i cani, ma costruire un modello di gestione che permetta agli animali idonei di continuare a vivere liberi, tutelati e in sicurezza nel territorio che conoscono e all’interno dei loro gruppi sociali», ha spiegato Alessandra Ferrari, responsabile Area Animali Familiari di LAV.
Un intervento che richiede particolare attenzione anche nelle operazioni di cattura, cura e sterilizzazione. Beatrice Rezzaghi, responsabile dell’Unità di Emergenza LAV, ha spiegato che è stato sviluppato, insieme al personale tecnico veterinario, un metodo finalizzato a ridurre al minimo lo stress degli animali e a consentirne il ritorno in libertà nel minor tempo possibile.
«Non vogliamo sostituire la libertà con un box quando non è necessario. Vogliamo creare le condizioni perché questi cani possano continuare a vivere nell’ambiente che conoscono, mantenendo i propri gruppi sociali e le proprie competenze, ma con una tutela che fino a oggi è mancata», conclude LAV.
Il monitoraggio continuerà nel tempo
La popolazione canina dell’area delle cave continuerà a essere monitorata per verificare il numero degli animali presenti, le loro condizioni di benessere e l’eventuale comparsa di nuovi individui. L’obiettivo è arrivare a una gestione stabile nel tempo, evitando che la situazione torni a diventare emergenziale.
Per questo LAV e i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio puntano anche sul coinvolgimento dei volontari locali e sulla collaborazione dei cittadini.
Il progetto vuole così sperimentare nell’area delle cave un modello nel quale tutela degli animali, controllo della popolazione canina e sicurezza del territorio possano procedere insieme, consentendo, quando le condizioni lo permettono, ai cani di continuare a vivere liberi nel proprio ambiente ma all’interno di un sistema organizzato di cura e monitoraggio.
