Roma. Una Mostra da non perdere. “Novecento Italiano”
È in corso a Roma con ingresso gratuito fino al 23 agosto, a Palazzo Bonaparte, la mostra “Novecento Italiano. Opere dalla collezione Generali”.
di
Margherita Bedello
Per chi non lo sappia, spesso c’è un ricco patrimonio d’arte conservato nelle grandi aziende: la Collezione d’arte del Gruppo Generali certamente costituisce una delle raccolte più significative presenti in Italia.
La Mostra propone, per la prima volta, una selezione di dipinti che fanno parte della collezione d’arte con cui il Gruppo Generali ancora una volta si fa protagonista della cultura italiana, attraverso opere che si contraddistinguono per qualità e significato. Sono raccolte in sezioni in funzione dei temi più significativi, che hanno attraversato il nostro Novecento con un’originalità che non ha impedito ai più grandi artisti di dialogare con le altre realtà europee contemporanee.

Sono temi, che partiti dall’inizio del secolo, ci catapultano, in pochi decenni, verso un mondo nuovo ove velocità, cambiamento del rapporto tra sentimento e paesaggio – muto o distillato dalla memoria- il corpo e le sue possibilità, la trasformazione della società, vengono filtrati attraverso le diverse sensibilità degli artisti.
Opere in mostra

Si passa dallo splendido olio delle due amiche di Boccioni alle visioni sospese di de Pisis, alle eleganze di Campigli, alla fisicità di Pirandello, alla classica visione di Casorati, agli splendidi ritratti di Oppi, Donghi, Chini, alla meraviglia di un artista vivente come Mimmo Paladino, di cui è esposto un raro disegno a inchiostro, testimonianza dei suoi precocissimi inizi.
Ma quanti altri ancora: De Chirico, Savinio, Severini, Sironi…!
Ci si avvia all’uscita con una selezione di manifesti d’autore incentrati sulle attività proprie di un Istituto di Assicurazioni, qual è l’origine del Gruppo: tra essi spiccano la tutela dei valori della famiglia, i lavori nei campi, che vengono messi in pericolo oggi, come nel primo trentennio del Novecento, dalle varianti imprevedibili della natura.

Il percorso, con cui si riassume l’idea di Novecento, che l’esposizione vuole trasmettere, si conclude infine con l’esposizione di alcuni splendidi foulard in seta, realizzati con il contributo di artisti famosi e divenuti preziosi oggetti di comunicazione visiva.

Sorpresa finale per gli amanti dell’arte
Insomma, una mostra da vedere entro il 23 agosto quando le porte di questa pregevole iniziativa si chiuderanno e con loro anche la sorpresa / dono finale che non svelo, un’opera importante, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Sono un’archeologa, sono di mestiere piuttosto una storica dell’arte antica e non moderna, e quindi quanto sopra ho voluto comunicare non aspira ad essere una sorta di recensione, e neppure un commento specialistico, ma solo il frutto dell’emozione che ho ricavato dalla visita e della passione che mi anima in questo campo. Sentimenti che un interessante recente articolo sull’ inserto Salute del Corriere della Sera, attribuisce all’ordine delle sensazioni benefiche che giovano alla salute e aiutano a vivere meglio quotidianità e disagi, fornendo difese più efficaci dei farmaci!
Così mi permetto di consigliare ai lettori di Vidya di affrettarsi a visitare questa mostra, considerandola come un vero e proprio elisir di lunga vita!
Bibliografia
Costantino D’Orazio, Novecento Italiano. Opere dalla Collezione Generali. Catalogo Mostra, 2026, euro 30

Sono storica dell’arte e andrò a vedere la mostra incoraggiata da un’amica archeologa e dalla recensione scritta da un’altra archeologa, anche se questo non è un buon periodo per me a causa di un grave lutto. Ma l’arte è la bellezza aiutano a vivere…
Giovanna Bandini Fancelli
Breve ma illuminante disamina della mostra a Palazzo Bonaparte. Anche io sono un archeologo e conosco molto superficialmente l’arte del novecento italiano. Questo intenso ed appassionato articolo della collega ed amica Margherita Bedello mi ha veramente emozionato e mi spinge a visitare la mostra. E’ proprio vero : le sensazioni di pace e benessere che genera,
anche nei momenti più difficili, la visione delle opere d’arte, è una medicina insostituibile.
Breve ma illuminante disamina della mostra a Palazzo Bonaparte. Anche io sono un archeologo e conosco molto superficialmente l’arte del novecento italiano. Questo intenso ed appassionato articolo della collega ed amica Margherita Bedello mi ha veramente emozionato e mi spinge a visitare la mostra. E’ proprio vero : le sensazioni di pace e benessere che genera,
anche nei momenti più difficili, la visione delle opere d’arte, è una medicina insostituibile.