Sant’Angelo Romano, dall’11 al 13 luglio si tiene il Festival Internazionale del Folklore
Abbiamo intervistato l’organizzatore principale di questo importante e variopinto festival, Lamberto Croce.
A Sant’Angelo Romano da venerdì 11 a domenica 13 luglio si terrà un’importantissima manifestazione che esiste da ormai un quarto di secolo, il Festival Internazionale del Folklore, con vari artisti in rappresentanza di diversi paesi sparsi per il mondo. Abbiamo sentito a riguardo l’organizzatore del Festival, Lamberto Croce, che ci ha spiegato qualche dettaglio in più su questo curioso evento.

Qual è il programma dell’edizione di quest’anno?
“Il Festival Internazionale del Folklore nel 2025 raggiunge la sua 25esima edizione: il venerdì alle 21 ci sarà l’apertura ufficiale, con una particolare cerimonia di inagurazione, dopodichè mezz’ora dopo inizieranno le varie esibizioni sul palco in piazza dei gruppi provenienti dai paesi ospiti. L’ingresso è gratuito per tutti. Saranno già allestiti verso le 18,30 degli stand gastronomici, bancarelle eccetera. Il sabato ci saranno sempre le esibizioni dei gruppi con annessi stand gastronomici che offriranno patatine fritte e cibi tipici del paese come le pizze fritte. La domenica invece è previsto alle 18 l’arrivo degli ambasciatori dei paesi ospiti, ovvero Colombia, Panama, Messico, Lituania e Taiwan. Mezz’ora dopo ci sarà la sfilata per la pace dei gruppi dei paesi già citati, oltre alle delegazioni delle due città spagnole di Ibiza e Maiorca, per le vie di Sant’Angelo, con il saluto del sindaco a tutte le rappresentanze e agli ambasciatori per rendere omaggio a loro e agli artisti partecipanti. Poi alle 19,30 ci sarà il concerto della banda musicale locale, “Medullia”, e alle 21 si terranno le esibizioni con i successivi ringraziamenti finali.
Come è nata l’idea di organizzare questo tipo di Festival?
“Il nostro gruppo nasce già nel 1977, e in questi anni ha girato tutta l’Europa sbarcando anche in Brasile, a Panama, in Corea del Sud, un pò per tutto il mondo insomma. E il fondatore, colui che ideò il festival, mio padre, che voglio ricordare con grande affetto, voleva portare il mondo a Sant’Angelo Romano. Questo era il suo scopo. E ideando questa cosa, lui è praticamente riuscito nel suo intento.”
Perchè questo Festival è diventato sempre più prestigioso con il passare del tempo?
“Beh intanto perchè i gruppi che partecipano sono altamente selezionati e il livello è veramente elevato. Non sono i classici gruppi di paese che di solito siamo abituati a vedere in Italia. Anche perchè nel nostro paese i gruppi folkloristici sono tutti basati sul volontariato e sul tempo libero che ciascuno può dedicare ogni tanto ad hobby di questo genere. All’estero invece non è affatto così: ci sono delle scuole di ballo, delle competizioni internazionali e nazionali, tra l’altro l’anno scorso partecipò anche il gruppo del Perù, di cui faceva parte anche la campionessa nazionale di Marinera, il ballo tipico peruviano, ciò significa che il livello dei partecipanti è davvero molto alto. E poi c’è anche la partecipazione popolare, dato che adesso per chi vive davvero il paese è diventato un appuntamento imprescindibile ed imperdibile, al punto da chiederci ogni volta in questo periodo dell’anno quando sarebbe iniziato il festival e quali gruppi sarebbero venuti, insomma è un evento sentito tantissimo. Tutto ciò ci inorgoglisce perchè dietro questo festival c’è davvero tantissimo lavoro, noi gestiamo qualcosa come 110 artisti all’incirca, venuti da tante parti del mondo, e sono tutt’altro che poca roba. Anche perchè in questi giorni sono arrivati solamente i gruppi europei, tutti gli altri invece sono già arrivati nello scorso weekend. Parliamo di ben 70-80 persone, e lo sforzo per gestirli è molto grande, non si tratta solo di procurargli vitto e alloggio, ma anche accompagnarli a Roma, Tivoli e Guidonia per fargli visitare le città.”
