A Monterotondo i cittadini protestano per l’abbattimento di alberi storici
Abbattimento di alberi nel centro storico di Monterotondo. La cittadinanza reagisce con un «funerale». Le associazioni presentano esposti e si preparano a difendere le alberature storiche
di Carlo Boldrighini, Presidente della Sezione «Aniene» di Italia Nostra.
Si sa che la presenza di alberi in città riduce di molto gli effetti negativi delle isole di calore urbane (Urban Heat Islands, UHI) che si formano intorno alle nostre città nella calura estiva, causando forti aumenti di mortalità: le temperature sotto le alberature si abbassano anche di 10-15 gradi. Oltre a riparare dal sole gli alberi attutiscono i rumori, un fattore importante per chi vive in città. Ripetuti studi hanno anche mostrato la grande efficacia del fogliame arboreo per intercettare le polveri sottili dell’inquinamento atmosferico, sia le particelle PM10, che le PM2.5, che sono la principale causa delle malattie respiratorie e del cancro al polmone. I grandi alberi hanno anche un notevole valore estetico, particolarmente importante nei contesti di valore paesaggistico.
La normativa di tutela
Le alberature urbane sono tutelate da leggi nazionali, come la Legge 14/01/2010 n. 10, e, per i comuni che li hanno approvati, dai regolamenti comunali del verde. Eppure non poche amministrazioni della nostra zona, tra cui il comune di Roma, trattano le alberature urbane con poco riguardo, con abbattimenti anche massicci, spesso eseguiti senza preavviso.
La protesta dei cittadini
Qualche volta i cittadini protestano, ed è esemplare, in questo senso, il caso di Monterorondo, dove lo scorso 26 giugno sono stati abbattuti tre tigli, ancora in fiore, di almeno 30 anni. Erano nella Piazza Martiri della Libertà, nella fascia di rispetto del centro storico e non lontano dallo storico Palazzo Orsini. Per tutti e tre erano presenti perizie tecniche che li dichiaravano in buone condizioni.

Albero di Tiglio

Dopo l’abbattimento
Purtroppo, spesso la reazione a questi eventi si limita a singole proteste. Ma a Monterotondo non è così, e la cittadinanza, animata dall’associazione Centro Storico in Movimento e dal gruppo attivo di Monterotondo di Italia Nostra, già qualche anno fa riuscì a bloccare, in gran parte, un massiccio abbattimento di alberature nel centro storico progettato dall’amministrazione comunale. Questa volta, dopo l’abbattimento dei tre tigli si è celebrato la sera del 2 luglio un funerale degli alberi, un flashmob con un notevole afflusso di pubblico, tra cui bambini vestiti di verde e di nero, che hanno sfidato il caldo per esprimere la loro protesta. I contatti su Facebook sono stati decine di migliaia.

Logo flashmob

Il funerale
Il sindaco ha dovuto reagire, e ha dichiarato che in compensazione dei tigli abbattuti verranno piantati dieci nuovi alberi, e ci saranno quindi benefici ecosistemici complessivi.
Purtroppo non è il numero degli alberi che conta per i benefici ecosistemici, ma la massa foliare. E la massa foliare delle nuove piantumazioni sarà molto inferiore a quella degli alberi abbattuti. Quindi per i benefici ecosistemici bisognerà aspettare qualche decennio. Semprechè le piantumazioni sopravvivano alla stagione secca, cosa che nella gestione attuale del verde urbano accade raramente. Si veda per esempio la condizione delle piantumazioni che hanno sostituito i grandi lecci a Piazza dei Cinquecento a Roma. E siamo in uno dei luoghi più visibili dai turisti della capitale!

L’appello delle associazioni Il Centro Storico in Movimento e Italia Nostra
Intanto il comune di Monterotondo, sta elaborando un piano per la costruzione di un parcheggio interrato nelle immediate adiacenze del centro storico, con espansione delle aree pedonali. Le rimanenti alberature storiche verranno quasi tutte eliminate (nella comunicazione al pubblico si usa l’espressione «sostituzione di alberi» al posto della brutta parola «abbattimento»). Sembra che la ditta appaltatrice gestirà per 20 anni, sia i parcheggi interrati che la maggioranza delle aree di sosta più utilizzate nel comune di Monterotondo. Se così fosse, ci auguriamo che i cittadini di Monterotondo non si lascino incantare dalle sirene «ambientaliste» dell’amministrazione e seguano con attenzione tutta la situazione.
Eppure norme per la tutela delle alberature storiche ci sono e sono chiare. Ad esempio la legge 14/01/2013 n. 10, all’art.7 comma 4 prevede che gli abbattimenti possano essere effettuati solo per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione. La sanzione va da 5.000 a 100.000 euro.
Sulla situazione di Monterotondo Il Centro Storico in Movimento e Italia Nostra si appellano alle autorità competenti. Un dettagliato esposto è stato già inviato al Corpo dei Carabinieri Forestali, ed è allo studio un esposto alla magistratura.
