Oltre il Silenzio: la Rinascita di Benedetta Puorro commuove Guidonia​ Montecelio.

Oltre il Silenzio: la Rinascita di Benedetta Puorro commuove Guidonia​ Montecelio.

Oggi pomeriggio, in una Sala della Cultura gremita, la comunità di Guidonia si è stretta attorno a una storia di sofferenza e speranza. L’evento, patrocinato dal Comune e organizzato dai Club Rotaract del territorio, ha messo al centro i disturbi del comportamento alimentare, un tema spesso confinato nell’ombra, ma che oggi ha trovato voce attraverso le pagine di “L’inchiostro del silenzio”.
​Protagonista assoluta della serata è stata Benedetta Puorro, autrice del libro. Intervistata a margine dell’incontro, Benedetta ha ripercorso con estrema lucidità la sua coraggiosa rinascita. “C’è stato un tempo in cui il silenzio era l’unica lingua che conoscevo,” ha spiegato l’autrice. “Uscire dai momenti bui non è stato un percorso lineare, ma una scelta quotidiana di volersi bene.” Alla domanda su cosa volesse trasmettere ai giovani che oggi combattono la sua stessa battaglia, ha risposto con fermezza: “Voglio che sappiano che non sono il loro disturbo. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo atto di una rivoluzione personale verso la libertà.”
​Il motore dell’iniziativa è stato il Rotaract. Matteo Di Cicco, tra i principali organizzatori, ha chiarito l’impegno del club service: “L’obiettivo di promuovere eventi di questo genere è creare una rete di protezione sul territorio. Come Rotaract, crediamo che la nostra missione sia quella di intercettare i bisogni dei nostri coetanei e trasformare la consapevolezza in azione. Portare il libro di Benedetta qui significa dire a tutti i ragazzi che la comunità è pronta ad ascoltare.”
​A guidare il dibattito è stato il professor Eusebio Ciccotti, docente universitario e moderatore, la cui esperienza è stata fondamentale per inquadrare il problema sotto l’aspetto educativo. Secondo Ciccotti, il legame tra letteratura e prevenzione è inscindibile: “La letteratura e la cultura sono strumenti pedagogici potentissimi. Leggere storie come quella di Benedetta permette ai giovani di dare un nome alle proprie emozioni. Quando un ragazzo trova le parole per descrivere il proprio disagio, ha già iniziato a vincerlo. La cultura educa lo sguardo: ci insegna a guardare oltre l’immagine riflessa allo specchio, nutrendo l’autostima attraverso la bellezza del pensiero e non la perfezione del corpo.”
​L’incontro si è concluso con un lungo applauso, segno di una città che ha voglia di parlare, capire e, soprattutto, non lasciare nessuno da solo.

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Federica Mancini

Appassionata di comunicazione e informazione, sono diplomata e attiva tra televisione, cinema e contenuti digitali. Ho collaborato come opinionista in programmi Rai e in ambito cinematografico, maturando esperienza nel racconto dei fatti e dell’attualità. Credo in una comunicazione chiara, accessibile e vicina alle persone. Amo il confronto diretto e il contatto con il pubblico, perché l’informazione nasce dall’ascolto. Racconto storie e realtà del territorio con attenzione, empatia e spirito dinamico. Pratico danza aerea e canto in un coro, convinta che anche corpo e musica siano strumenti di espressione. Per me comunicare significa creare connessioni autentiche e dare voce alle persone.