Le ricette del Calendario dell’Avvento di Vidya It: #14 Giglietti di Palestrina e Castel San Pietro Romano

Le ricette del Calendario dell’Avvento di Vidya It: #14 Giglietti di Palestrina e Castel San Pietro Romano

Di

Gabriella Cinelli

Il dono natalizio, gesto di affetto e assaggio gustoso

Negli anni ‘50 molte donne che lavoravano nelle famiglie benestanti come tate o domestiche a Roma, provenivano dai Monti Prenestini (Palestrina, Castel San Pietro Romano, ecc.), e a Natale era tradizione che portassero loro in dono i giglietti, dolcetti semplici ma simbolici fatti con uova, farina e zucchero, legati alla storia nobiliare dei Barberini di Palestrina, che richiamavano il giglio dei Borbone. I giglietti oltre che un regalo rappresentavano un gesto di affetto e un assaggio della loro terra. Questo gesto e forse anche il Tempio della Fortuna primigenia di Preneste generò la fortuna del biscotto, famoso ed unico che regna nel cestino dei biscotti natalizi del Lazio.

La Storia

La ricetta dei giglietti, a forma di giglio, affonda le sue radici nella storia della casata Barberini, Principi di Palestrina dal 1630. Dopo la morte di Papa Urbano VIII avvenuta nel 1644, i contrasti con il suo successore Innocenzo X portarono la famiglia Barberini a fuggire in Francia, ospite del Re Luigi XIV. E’ qui che conoscono i Giglietti, biscotti a forma di giglio simbolo dei Borbone. Una volta tornati a Palestrina, i cuochi dei Barberini cominciano a replicarli. Entrati a far parte della cultura gastronomica prenestina, la loro tradizione è stata tramandata con la forma del giglio fino ai giorni nostri, diventando un simbolo per i Monti Prenestini. La ricetta fu custodita per anni dalle Monache Clarisse del Monastero S. Maria degli Angeli di Palestrina che la consegnarono ad una famiglia locale dedita all’arte bianca, che iniziò una produzione legata ai matrimoni e a delle feste importanti, dove il Giglietto rappresentava il dolce preferito e si prestava a varie composizioni di torte. Grazie all’impegno del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini, Arsial, Slow Food Lazio e le amministrazioni comunali di Palestrina e Castel San Pietro Romano, nel 2014 il Giglietto è stato riconosciuto come Presidio Slow Food.*

Questo biscotto semplice realizzato con farina, uova e zucchero, buccia di limone grattugiata. Nonostante la semplicità degli ingredienti, la lavorazione del Giglietto richiede una manualità particolare, tramandata da poche famiglie. In altri possedimenti dei Barberini, a Segni, Priverno, Sermoneta, Subiaco, Ienne, pur chiamandosi Giglietti, questi biscotti sono stati semplificati proprio perchè non si è tramandata questa arte; li trovate in forma di cerchi, di bastoncino, di S, ma non sono i veri Giglietti.

L’unico forno, ad oggi, che realizza, custodisce e tramanda l’arte dei Giglietti Presidio Slow Food si trova in uno dei Borghi Più Belli d’Italia, Castel San Pietro Romano. Le Gigliettaie Laura ed Erminia Fiasco, il Comune del Borgo e Slow Food hanno un progetto virtuoso in campo: una vera e propria Scuola del Giglietto per mantenere questo artigianato gustoso che affonda le radici nella storia.

Ingredienti

250 gr di farina di grani teneri tradizionali cosiddetti antichi **
3 uova intere di gallina allevate a terra
250 gr di zucchero di canna bianco
Buccia finemente grattugiata di limone

Preparazione

In una planetaria lavorate le uova e lo zucchero per almeno 10 minuti, fino a ottenere un composto spumoso. Incorporate a mano con un passino, lentamente, la farina e con una spatola fate un movimento dal basso verso l’alto. Dovete ottenere un impasto uniforme.

Ora passiamo all’Arte di Laura ed Erminia nel creare la forma al biscotto: con le mani ben infarinate, prelevate una quantità di impasto (1 cucchiaio abbondante), cremoso, da maneggiare con cura, e lavoratelo a forma di serpente. Dividetelo in tre piccoli pezzi, che vanno allungati a mano, affiancati e arricciati per creare la forma del giglio. Distanziate accuratamente i gigli e infornate in forno caldo a 180° per 15 minuti circa fino a una leggera doratura. Un po’ difficile perché il vero segreto è la manualità, un insieme di gesti che rendono un biscotto diverso dall’altro e la mano che li ha lavorati esperta, ma se verrete il 14 e il 21 Dicembre a Castel San Pietro Romano ci sarà un bel laboratorio del Giglietto, per imparare a farli.

Buona lettura quotidiana per celebrare la magia dell’Avvento.
A cura di Gabriella Cinelli, Archeologa del Gusto e Cuoca Slow Food dell’Alleanza

*I Presidi sono progetti di Slow Food che tutelano piccole produzioni di qualità da salvaguardare, realizzate secondo pratiche tradizionali.

**Cercate una buona farina tradizionale tra le aziende iscritte a Slow Grains, la rete di Slow Food che tutela la biodiversità dei grani tradizionali, valorizza i produttori e trasformatori locali e nazionali che li coltivano e trasformano in modo sostenibile, e rilancia la filiera dei cereali tradizionali per rigenerare le aree interne e creare comunità più sostenibili.

Scopri cos’è l’Avvento

Per sapere di più sul Calendario dell’Avvento vi rimandiamo al link dell’articolo appositamente dedicato: https://www.vidyait.net/attualita/calendario-avvento-come-funziona-quando-nacque/

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Redazione

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