Le ricette del Calendario dell’Avvento di Vidya It: #20 Petrali di Reggio Calabria

Le ricette del Calendario dell’Avvento di Vidya It: #20 Petrali di Reggio Calabria

Di

Gabriella Cinelli

I Petrali di Reggio Calabria

Non esiste famiglia reggina, che non prepari i Petrali dal profumo agrumato intenso con frutta secca e mosto cotto da gustare e regalare, durante le festività natalizie. In Aspromonte sono anche noti con nomi locali come Nacatuli o Nacatole (dalla forma diversa, come una sorta di culla). La morbida farcia è costituita da fichi (abbondante eredità del periodo estivo che vengono essiccati al sole) e altra frutta secca, amalgamati ad arte con caffè, mosto cotto, spezie dolci e agrumi. Un connubio di frutti tipici della stagione invernale che rimanda alla tradizione povera, poiché gli ingredienti altro non erano che gli avanzi della dispensa e che testimonia l’influenza araba nella gastronomia calabrese. Ogni famiglia custodisce la sua ricetta.

La Storia

Le ricette sono sempre influenzate dalla storia, dalla geografia e dalle connessioni che i popoli hanno con altre culture, ma a volte a queste si sovrappongono miti e leggende. La natura degli ingredienti del ripieno e la forma a mezzaluna testimonia le influenze arabe nella cultura gastronomica nel territorio calabrese.

Secondo una credenza popolare diffusa si attribuisce l’invenzione dei Pretali a un prete e alla sua perpetua; da qui il nome “prete-ali” o “petrali”.

Un‘altra teoria farebbe derivare il nome Petrali dal greco antico, chiamati anche con le varianti pratàli, pretàli, petràli, pitràli, protàli…. la cui origine etimologica del nome indicava “le offerte prenuziali” portate al tempio dai genitori della promessa sposa. Ciò è confermato dalla Suda, un dizionario enciclopedico greco redatto intorno al X sec. d. C., che alla voce protélia, indica una determinata festività ateniese che precedeva in ordine temporale quella assai più nota dei gamélia, che cadeva nel mese di gennaio, il mese delle nozze. Protélia: è questo il nome del giorno in cui i genitori conducono alla dea sull’acropoli la fanciulla in procinto di sposarsi, e compiono dei sacriflci donando cibi. Ricordiamo che nell’antica cultura magno greca avevano molta importanza i riti prenuziali (pretali) e nuziali (nacatole). Sono giunti fino a noi i rinvenimenti archeologici di frutta votiva in terracotta, le raffigurazioni di dolci a forma di culla o antropomorfici che hanno per soggetto bambini, la cui funzione dal punto di vista rituale, era quella di propiziare il concepimento e la nascita di una nuova vita nonché la cerimonia misterica del “corredo della sposa” nelle pìnakes locresi. Con il tramonto inevitabile dei rituali greco-pagani a favore della religione cristiana, questi dolci sono accostati oggi alle feste natalizie.

Ingredienti

Per il ripieno
400 g fichi secchi
100 g noci, 200 g mandorle leggermente tostate
50 g zucchero di canna
Miele artigianale che avete in casa
40 g cacao amaro
Cannella e chiodi di garofano in polvere
20 ml mosto cotto q.b.
Scorza grattugiata di 8 mandarino
50 gr arancia bella bionda Presidio Slow Food candita
100 ml caffè
Latte q.b.

Per la pasta frolla
4 uova
400 g zucchero di canna
200 g burro fuso
1 kg farina di grano tenero tradizionale locale varietà Maiorca*
Buccia di limone grattugiata
2 bustine di lievito
Un pizzico di sale fino

Per la decorazione
2 albumi, zucchero a velo, qualche goccia di limone
Zuccherini colorati q.b.

Preparazione

Per il ripieno, da preparare il giorno prima: tagliare a pezzi i fichi, metterli a bagno nel mosto cotto, insieme a metà della dose di noci e mandorle che avrete tostato leggermente in forno, e lasciare macerare. Con un economo (pelapatate), prelevate la buccia dei mandarini, facendo attenzione a non intaccare anche la parte bianca, amara. Trasferire poi la scorza e la frutta ammorbidita in un cutter, e frullare tutto molto finemente.

Tritare grossolanamente, a coltello, l’altra metà delle mandorle e noci e unirle al composto frullato in una ciotola grande abbastanza, da contenere tutti gli ingredienti del ripieno. Aggiungere le polveri, le spezie, il cacao, lo zucchero, e infine il caffè, mescolando e amalgamando bene tutti gli ingredienti. A quesfo punto è bene provare texture del composto, che deve essere mordibo e se occorre potete aggiungere per ammorbidirlo un poco di latte. Lasciar riposare, preferibilmente, per tutta la notte.

Il giorno seguente preparate la frolla e fatela riposare in frigo un’ora.

In una boule unire la Farina Maiorca, il lievito, le uova battute, lo zucchero e il burro a tocchetti aromatizzandolo con della buccia di limone ed un pizzico di sale. Amalgamare bene il tutto e formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciare riposare in frigo per un’ora.

Stendere la frolla con l’aiuto di un mattarello fino ad ottenere una sfoglia di circa un centimetro di spessore. Ricavare dei cerchi di circa 8 cm di diametro, porre al centro due cucchiaini di ripieno e chiudere la frolla pizzicando bene i bordi: si otterrà così la classica forma a mezzaluna.

Infornare in forno preriscaldato a 180° C e cuocere per circa 20 minuti fino a doratura. Sfornare e lasciar raffreddare. Preparare la ghiaccia reale con albume zucchero a velo e qualche goccia di limone e cospargere i petrali solo nella parte superiore e decorare con gli zuccherini colorati, ma sono buonissimi anche naturali. Migliorano dopo qualche giorno di riposo, diventando più morbidi e profumati.

Un ringraziamento speciale a Mariella Crucitti, ”sociamica Slow Food Reggio Calabria”, e della rete Slow Grains.

Buona lettura quotidiana per celebrare la magia dell’Avvento.
A cura di Gabriella Cinelli, Archeologa del Gusto e Cuoca Slow Food dell’Alleanza

*Cercate una buona farina di grani tradizionali locali, un buon miele, noci del territorio e mandorle, mosto cotto, mandarini. Preparate con canditi di frutta artigianali e ingredienti di territorio l’impasto e saranno sicuramente più buoni, puliti e giusti i vostri Petrali da regalare.

Scopri cos’è l’Avvento

Per sapere di più sul Calendario dell’Avvento vi rimandiamo al link dell’articolo appositamente dedicato: https://www.vidyait.net/attualita/calendario-avvento-come-funziona-quando-nacque/

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Redazione

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