IL PARCO DELLA VESTALE COSSINIA E LE RIVE DEL BACINO SAN GIOVANNI. Le proposte di valorizzazione di Italia Nostra
Con riferimento alla recente segnalazione dell’archeologo Roberto Egidi sul Parco della Vestale Cossinia, Italia Nostra presenta qualche proposta per il suo recupero e decoro ambientale. La situazione attuale del monumento, posto in posizione suggestiva lungo il fiume Aniene, nei pressi della stazione ferroviaria, non è accettabile per una Città che si propone di essere un’importante meta turistica.
di
CARLO BOLDRIGHINI: Presidente Sezione Aniene di Italia Nostra
Sistemare il giardino
L’area della vestale è un lembo della necropoli repubblicano-imperiale dell’antica Tibur tra la via Valeria e il fiume, testimonianza di un antico culto delle acque. Il giardino intorno al sepolcro della Vestale fu allestito nel 1967, ma poi cadde a più riprese in abbandono, con vegetazione infestante, rifiuti, e scritte vandaliche sui monumenti. In concomitanza con la mostra sulla vestale Cossinia allestita nel museo della città nel 2018 l’amministrazione comunale si preoccupò, in collaborazione con i restauratori dell’Istituto VILLAE, che gestisce Villa Adriana e Villa d’Este, di ripulire la stele e di restaurare il giardino, che fu poi chiuso per i lavori di scavo e di restauro della Soprintendenza, per essere riaperto e riconsegnato al Comune nel 2023. Da allora si è tornati ad uno stato di trascuratezza, con occasionali ripuliture, limitate allo sfalcio dell’erba e alla raccolta dei rifiuti, ma senza interventi sulle recinzioni, sulle panchine, sulle murature imbrattate, sui pannelli dell’apparato didattico divenuti illeggibili.

In primo luogo bisogna osservare che l’assetto attuale del giardino è inadeguato per la valorizzazione di un monumento così importante, non in grado di ottenere una reale valorizzazione del luogo. Lo spazio è angusto, chiuso a monte dalla recente recinzione di un grande pollaio, e verso il fiume da un alto canneto, che non permette la vista dell’Aniene, che scorre a pochi metri e che costituisce un elemento paesaggistico di primaria importanza. Sarebbe auspicabile, in prospettiva, che l’Amministrazione, d’intesa con la Soprintendenza di Stato cui spetta la tutela del monumento, procedesse a indire un bando di progettazione per la riqualificazione come parco archeologico e naturalistico di tutta la riva del fiume, fino alla villa Gregoriana.
Nel frattempo, per avere un immediato miglioramento, basterebbero alcune semplici misure minime: mascherare con una siepe la brutta recinzione del pollaio ed estendere il giardino aggiungendo la zona compresa tra il giardino e il fiume, prendendo accordi con l’ENEL, a cui credo appartenga. Si avrebbe in questo modo un primo passo concreto per la valorizzazione e l’apertura al pubblico delle sponde del fiume, un progetto più volte discusso dal dopoguerra in poi, ma mai realizzato.
L’apertura del giardino verso il fiume restituirebbe la visione del monumento dalla città, com’era nell’allestimento del 1967 e permetterebbe ai visitatori di ammirare l’ambiente fluviale del Bacino San Giovanni.

L’ambiente fluviale

Il Bacino San Giovanni è un invaso artificiale costruito negli anni venti del secolo scorso per alimentare la sottostante centrale dell’Acquoria. Il bacino mantiene un livello costante grazie ad uno sbarramento che devia le acque in eccesso nei Cunicoli Gregoriani e quindi alla grande cascata. Come è noto, dopo la devastante piena del 1826 l’architetto Folchi, su incarico di papa Gregorio XVI, deviò l’Aniene nei cosiddetti Cunicoli Gregoriani scavati sotto il Monte Catillo per 280 metri, originando l’attuale “Grande Cascata”. Come illustra l’eccellente pannello preparato a suo tempo da Italo Carrarini, funzionario dell’ufficio cultura del comune, qui si può osservare il tipico habitat ripariale con salici e canneti, e una ricca avifauna: folaghe e gallinelle d’acqua, aironi, cormorani, germani e altre anatre, e i graziosi tuffetti, piccoli svassi che si tuffano in continuazione alla ricerca del cibo.

Proposte di gestione
Si sa che l’Amministrazione comunale di Tivoli ha grossi problemi nel mantenere il decoro urbano, soprattutto in luoghi isolati dai principali contesti della città, come il parco di Cossinia. È sperabile tuttavia che l’attuale Amministrazione, convinta del potenziale interesse turistico che quest’area riveste si impegni maggiormente nel mantenere la manutenzione essenziale di questa zona di Tivoli.
Si potrebbe ad esempio avviare subito un accordo con l’Istituto Professionale Commerciale Turistico O. Olivieri, che si trova nelle vicinanze. Si è già parlato in passato di questa forma di collaborazione, che garantisca la manutenzione del parco nell’ambito di un’attività didattica che ne curi la sua valorizzazione, come competerebbe a un istituto per il turismo.
Inoltre la pulizia dell’ara, oggi sporca e annerita, si potrebbe concordare, come per il passato, con le Soprintendenze di Stato competenti.
Già questi semplici interventi restituirebbero una forma di decoro al giardino della Vestale, ed eliminerebbero il rischio che questo luogo, straordinario per arte e natura, sia visto come simbolo del degrado urbano della nostra città.

Bibliografia
AA:VV. Tivoli Fonte di Luce. Tivoli e la Vestale Cossinia, Catalogo Mostra (30 gennaio-31 maggio 2018), Tivoli 2018, pp. 93-218
Roberto BORGIA, “Tivoli e la Vestale Cossinia”. Catalogo della Mostra. Stesura originale ampliata. Tivoli 201
Zaccaria MARI; Una “Vestale sorprendente”, in Notizia Locale, XL, n.4, 22 febbraio 2024
