Riserva Naturale di Monte Catillo
La Riserva Naturale di Monte Catillo, interamente compresa nel territorio del comune di Tivoli, è stata istituita con la L.R. 29/97 grazie al suo elevato interesse naturalistico e botanico.
a cura di
Francesco Cervoni (ANVA, Associazione naturalistica Valle dell’Aniene) e Carlo Boldrighini (Italia Nostra)
La Riserva occupa un piccolo gruppo collinare calcareo, che costituisce l’appendice meridionale dei Monti Lucretili. Prende il nome dal Monte Catillo, l’altura che si affaccia sulla città e ricorda Catillo, uno dei tre fondatori mitici dell’antica Tibur. La quota massima nella riserva è di 612 m s.l.m. (Colle Lecinone).
Aspetti botanici
La lista floristica conta 520 specie, più di 40 sono arboree. Come per il Parco dei Monti Lucretili anche qui troviamo specie di provenienza balcanico-orientale, come il terebinto (Pistacia terebinthus), il siliquastro (Cercis siliquastrum) e lo storace (Styrax officinalis). Questa pianta aveva nei secoli passati una notevole importanza economica a Tivoli per la produzione ricavata dalla linfa, detta «calamita», che faceva le funzioni dell’Acqua di Colonia dei nostri nonni. Recenti studi genetici hanno dimostrato che non si tratta di una pianta importata in età classica, come si supponeva, ma è autoctona.

Sono state censite 20 comunità vegetali per la Carta della vegetazione della Riserva, fra queste quella
più interessante è la sughereta di Sirividola, rara sughereta su terreno calcareo, che vede la compresenza della specie arborea dominante, la sughera (Quercus suber, specie con areale a baricentro occidentale, qui al limite orientale della sua distribuzione), con la specie dominante nello strato arbustivo Styrax officinalis (di tipo balcanico-orientale, qui al limite occidentale della sua distribuzione).
In alcuni boschi della Riserva si trovano esemplari di pseudosughera (Q. x crenata), la rara quercia dalle foglie dentate. Si tratta di un ibrido fra il cerro e la sughera. Tale pianta è stata scelta come simbolo della Riserva: nel vecchio logo era riprodotta la caratteristica foglia.
Sono presenti altre specie rare fra cui Asphodeline lutea (asfodelo giallo), Allium margaritaceum e Antirrhinum tortuosum. Anche il fuoco è uno degli attori nel definire la vegetazione, e nei versanti in cui sono avvenuti più incendi nel corso degli ultimi anni risulta molto abbondante il tagliamani (Ampelodesmos mauritanicus), ma è possibile osservare anche la stipa (Erica arborea) e la ginestra odorosa (Spartium junceum). Nella Riserva sono inoltre state censite 21 specie di Orchidee.

Aspetti zoologici
Fra gli insetti sono state censite 55 specie di Coleotteri Scarabeoidei, di queste buona parte è coprofaga, quindi legata alla presenza di animali al pascolo. Ci sono anche varie specie saproxiliche, molto importanti nell’ecosistema in quanto accelerano i processi di decadimento del legno morto, rendendo disponibili risorse sia spaziali sia trofiche. Fra questi ci sono grandi coleotteri come Cerambyx cerdo e Lucanus tetraodon, ma anche più piccoli come il coleottero elateride (Megathous valtopinensis), specie endemica dell’Appennino Centrale scoperta solo nel 2005.

Fra i rettili citiamo la presenza del cervone (Elaphe quatuorlineata), il più grande serpente italiano, e del colubro di Riccioli (Coronella girondica); quest’ultimo, legato ad aree rocciose mediterranee, è ormai sempre più raro.

Nella Riserva nidificano vari uccelli fra cui il falco pellegrino (Falco peregrinus), e almeno fino a qualche tempo fa, il rigogolo (Oriolus oriolus).

Il lupo appenninico (Canis Lupus italicus) è stato documentato come presente nella riserva, così come il gatto selvatico (Felis silvestris). Eccezionale è stato anche il rilevamento di un individuo di puzzola (Mustela putorius), specie di interesse comunitario.
Fonti bibliografiche
Battisti C., Guidi A. (a cura di), 2007. Gli Uccelli nidificanti della Riserva Naturale di Monte Catillo. Check-list, distribuzione locale e status di conservazione. Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura. 144 pp.
Caucci L., Ferrante G., Salerno G., Vinci M., Burrascano S., 2024. List of vascular plant species found in the “Natural Reserve of Monte Catillo” (central Italy) [Data set]. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.10964083.
Ferrante G., Caucci L., Vinci M., Burrascano S., 2024. Riserva Naturale di Monte Catillo – Guida alla conoscenza dell’ambiente e del territorio. Città Metropolitana di Roma Capitale, Sapienza Università di Roma. PM Edizioni. 102 pp.
Guidi A. (a cura di), 2007. La Riserva Naturale di Monte Catillo. Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura, dell’Ambiente, Caccia e Pesca, collana Biodiversità e Territorio, stampato presso Tipografia Mattei, Tivoli, 352 pp.
