Tivoli, Tari più cara dal 2026: tariffe in aumento del 6,15% a fronte di costi del servizio cresciuti dell’8,32%
Approvati il nuovo Piano rifiuti e le tariffe 2026: aumenti per famiglie e attività. L’assessore: “Pesano inflazione e costi esterni”. L’opposizione: “Mancano interventi per ridurre la spesa”.
Il Pef e le tariffe 2026
Via libera del Consiglio comunale di Tivoli al nuovo Piano economico finanziario (Pef) della Tari per il quadriennio 2026-2029 e alle relative tariffe rimodulate al rialzo per coprire i costi cresciuti. Il documento, obbligatorio per legge e redatto secondo i criteri fissati da Arera, certifica infatti un aumento dell’8,32% del costo del servizio di igiene urbana rispetto al precedente piano. Un incremento che si rifletterà sulle bollette dei cittadini con un rincaro medio del 6,15%: +5,80% per le utenze domestiche e +6,65% per quelle non domestiche.
A presentare il provvedimento è stato l’assessore al Bilancio, Giorgio Strafonda: “La linea dell’amministrazione è quella di affrontare con serietà e trasparenza uno dei servizi più importanti per la vita dei cittadini, che riguarda il decoro urbano e la tutela della salute pubblica”. Il Pef, ha spiegato, “è stato validato da un soggetto indipendente, elaborato secondo la metodologia nazionale di Arera e costruito sui dati forniti da Asa, integrati con i costi sostenuti dal Comune per la gestione amministrativa della Tari”.
Il costo complessivo del servizio sarà pari a 12,7 milioni di euro nel 2026, per poi scendere progressivamente fino a 12,4 milioni nel 2029. Il costo da coprire attraverso il tributo nel 2026 ammonta a 11,658 milioni di euro.
Perché sono aumentati i costi
“L’incremento dei costi – ha spiegato l’assessore Strafonda – è determinato soprattutto da fattori non discrezionali: il rinnovo del contratto collettivo nazionale, l’aumento dei costi degli impianti di trattamento, la dinamica inflattiva e il costo del capitale di Asa”. E ha aggiunto: “Bisogna sicuramente migliorare l’efficienza organizzativa, aumentare la raccolta differenziata e ridurre i conferimenti. Allo stesso tempo Tivoli presenta caratteristiche particolari, tra centro storico, numerosi nuclei abitati e una forte presenza turistica, che rendono il servizio inevitabilmente più oneroso”.
Leonardi: “Nessun intervento strutturale in due anni”
Il consigliere di opposizione Damiano Leonardi (Una Nuova Storia) ha sottolineato l’assenza di interventi strutturali nei primi due anni di mandato: “La Tari è uno dei tributi più sentiti dai cittadini – ha detto – e le azioni dell’amministrazione per ridurre il Pef non sono evidenti. I costi aggiuntivi sono dovuti a fattori eterni, ma altre scelte avrebbero potuto contenere la spesa. Come la mancata realizzazione di un impianto pubblico di compostaggio e il mancato sviluppo del modello di raccolta già sperimentato in alcune zone della città”.
