Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili
Il Parco dei Monti Lucretili, istituito con la Legge Regionale 41/89, comprende diversi Comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale e tre Comuni della Provincia di Rieti.
a cura di
Francesco Cervoni (ANVA, Associazione naturalistica Valle dell’Aniene) e Carlo Boldrighini (Italia Nostra)
Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, istituito con la L.R. 41/89, è compreso nei comuni di Palombara Sabina, Marcellina, San Polo dei Cavalieri, Vicovaro, Licenza, Percile, Monteflavio, Montorio Romano, Moricone e Roccagiovine, per la Città Metropolitana di Roma Capitale, e Orvinio, Scandriglia e Poggio Moiano per la Provincia di Rieti.
I Lucretili costituiscono il sottogruppo meridionale dei Monti Sabini. I rilievi più alti sono il Monte Pellecchia (1369 m) e il Monte Gennaro (1272 m), quest’ultimo meta tradizionale per gli escursionisti romani. Il toponimo “Lucretili” si rifà ad Orazio (Mons Lucretilis, Odi, i. 17,1), la cui villa è situata nel territorio di Licenza.
All’interno del Parco ricadono altre aree protette. Per la rete di aree protette di interesse comunitario “Natura 2000” abbiamo la Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Monti Lucretili”, e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) “Monte Gennaro (versante Sudovest), “Monte Pellecchia” e “Torrente Licenza e Affluenti”. Infine per la Convenzione di Ramsar, che tutela le zone umide, e fu il primo trattato internazionale di protezione ambientale, c’è il sito “Lagustelli di Percile”.
Possiamo trovare un paesaggio vegetale molto vario, ma il maggior interesse botanico è dato dalle specie di provenienza balcanico-orientale come il siliquastro (Cercis siliquastrum), il bagolaro (Celtis australis), il carpino orientale (Carpinus orientalis) e lo storace (Styrax officinalis). Notevole è anche la presenza dell’endemico giaggiolo sabino (Iris sabina) sulle cime più elevate. Sono state inoltre censite 66 entità di Orchidacee.

Tra gli elementi più interessanti della fauna spiccano sicuramente l’aquila reale (Aquila chrysaetos), nidificante sul Monte Pellecchia (che costituisce il sito di nidificazione di questa specie più vicino a Roma), il gatto selvatico (Felis silvestris), il capriolo (Capreolus capreolus), il lupo appenninico (Canis lupus italicus) e un grazioso anfibio endemico l’ululone appenninico (Bombina variegata pachypus).



Lo storace (Styrax officinalis)

Questa pianta, chiamata localmente «mella bianca», è originaria del Mediterraneo orientale ma si può diffusamente osservare in Italia esclusivamente in un’area ristretta del Lazio, in particolar modo sui Monti Lucretili, Tiburtini, Cornicolani e in qualche stazione dei Monti Prenestini, Ruffi e Colli Albani, e in due stazioni in Campania. Questa specie è giunta in Italia attraverso l’Egeide, striscia di terra che univa la nostra penisola a quella balcanica nel periodo miocenico, e solo le nostre popolazioni riuscirono a sopravvivere alle glaciazioni. Si tratta dunque di un «relitto terziario». Pianta a portamento arbustivo (raramente arboreo), fiorisce in aprile – maggio, i fiori sono bianchi e molto profumati. Data la sua particolare distribuzione in Italia e la sua abbondanza sul territorio, lo storace è stato scelto come logo del Parco dei Monti Lucretili e come pianta simbolo del Lazio. E protetto dalla L.R. 61/74.
Fonti bibliografiche
De Angelis G. (ed.), 1995. Monti Lucretili. Parco regionale naturale (V ed.). Parco Regionale Naturale Monti Lucretili, Consorzio di gestione – Comitato promotore, 830 pp
De Angelis G, (a cura di), 2010. / Monti della Lince. Aspetti storico-geografici, geo-paleontologici, floristici, faunistici e paletnologici. Ente Parco Naturale Regionale Monti Lucretili, Comitato Promotore Parco Naturale Regionale Monti Lucretili, Roma. 280 pp.
De Angelis G., Lanzara P. (a cura di), 1987. Le Orchidee spontanee dei Monti Lucretili (Sabina meridionale, Lazio). Regione Lazio, Comitato Promotore Parco Naturale Regionale Monti Lucretili, Roma. 195 pp.
Guida al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. Tipografia Mattei, Tivoli, 119 pp.
Scalera R., Di Croce A., Calvario E. (a cura di), 2012. Natura 2000 nel Lazio. Per conoscere e conservare il patrimonio naturalistico regionale di imporanza europea. Regione Lazio, 298 pp.
