Acquedotto Marcio a Pomata, Mct: “Tavolo ancora fermo dopo tre mesi. Il sindaco tace”

Acquedotto Marcio a Pomata, Mct: “Tavolo ancora fermo dopo tre mesi. Il sindaco tace”

Nel mirino l’impegno assunto dopo la mozione approvata all’unanimità sul Nuovo Acquedotto Marcio. Italia Nostra e Legambiente avevano chiesto di partecipare al confronto

Dopo tre mesi dal voto in Consiglio comunale

Tre mesi dopo il voto unanime del Consiglio comunale, il tavolo sulla Strada di Pomata e sui lavori per il Nuovo Acquedotto Marcio non è stato ancora convocato. A denunciare lo stallo è il Movimento Civico Tiburtino, che torna all’attacco dell’amministrazione comunale e chiama direttamente in causa il primo cittadino, Marco Innocenzi: “Il sindaco tace”.

Il riferimento è alla seduta del 23 giugno scorso, quando, dopo circa quattro ore di dibattito, maggioranza e opposizione avevano approvato all’unanimità una mozione dedicata al progetto di Acea Ato 2. In quella sede al primo cittadino era stato affidato il compito di promuovere un tavolo di lavoro con consiglieri, assessori, dirigenti tecnici e associazioni ambientaliste.

L’obiettivo era acquisire dagli enti interessati la documentazione progettuale riguardante Pomata, approfondire le caratteristiche tecniche dell’intervento e le ulteriori captazioni previste dalle sorgenti dell’Aniene, oltre ad aprire un confronto diretto con Acea Ato 2.

Il timore dell’impatto su Pomata

A preoccupare il Movimento è soprattutto l’impatto che il progetto potrebbe avere sulla Strada di Pomata, dove, secondo quanto riferito dal gruppo civico, sarebbe previsto un cantiere di circa cinque ettari. Un territorio caratterizzato da oliveti secolari, testimonianze archeologiche di epoca romana e inserito nella Buffer Zone di Villa Adriana.

“L’attraversamento di quel territorio, eseguito con sistemi tecnici estremamente invasivi, sarebbe un disastro”, sostiene il Movimento, richiamando anche gli interventi già visibili lungo la Valle dell’Aniene, nella Riserva di Monte Catillo e a piazzale Saragat. Sotto osservazione resta inoltre l’ipotesi di un’ulteriore captazione di 2.500 litri al secondo dalle sorgenti dell’Aniene.

A giugno il Movimento Civico Tiburtino aveva accolto positivamente il voto del Consiglio, parlando dell’apertura di uno “spiraglio”. Insieme a Italia Nostra e Legambiente Tivoli aveva quindi chiesto formalmente di partecipare al tavolo, mettendo a disposizione competenze e proposte.

“Ancora nulla si è mosso”

A distanza di tre mesi, però, secondo i civici quel percorso non sarebbe partito. “Nulla ancora si è mosso – denunciano – e siamo costretti a constatare che le mozioni che impegnano il sindaco restano atti vuoti anche se votate all’unanimità”.

Il Movimento collega infine la vicenda al recente dibattito consiliare sull’interesse pubblico relativo a una proposta di lottizzazione a Tivoli Terme e rilancia la propria richiesta all’amministrazione: “Tutelare la Strada di Pomata è interesse pubblico da tutelare in modo assoluto”.

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Elena Ceravolo

Elena Ceravolo, giornalista professionista, cronista che da più di 30 anni racconta fatti e storie della provincia di Roma. Dalla cronaca nera alla bianca, con una passione speciale per l’archeologia e i viaggi, piccoli e grandi.