Guidonia, assistenza domiciliare: “Stipendio di agosto non pagato”. La Cgil proclama lo stato di agitazione

Guidonia, assistenza domiciliare: “Stipendio di agosto non pagato”. La Cgil proclama lo stato di agitazione





La denuncia della FP Cgil Rieti Roma EVA riguarda anche i ritardi nei rimborsi spese. Il sindacato chiede l’intervento dell’ente committente e contesta il comportamento del gestore durante un incontro al Consorzio Pagus.

La situazione degli assistenti domiciliari


Stipendio di agosto ancora da ricevere e rimborsi spese arretrati di oltre due mesi. È la situazione denunciata dalla FP Cgil Rieti Roma EVA per le lavoratrici e i lavoratori dell’assistenza domiciliare nel territorio di Guidonia Montecelio e dell’ex distretto sociosanitario RM 5.2, oggi gestito dal Consorzio Pagus. Il sindacato ha proclamato formalmente lo stato di agitazione, chiedendo un intervento immediato dell’ente committente.

La denuncia sui pagamenti

Al centro della vertenza c’è il servizio domiciliare gestito dal Consorzio Valcomino. “Il pagamento della mensilità di agosto risulta scaduto da oltre un mese. A questo si aggiungono ritardi cronici nei rimborsi delle spese sostenute dal personale per garantire l’assistenza quotidiana alle persone fragili – dice la FP Cgil -. Una condizione che, sottolinea il sindacato, penalizza chi continua a svolgere un servizio essenziale di cura e pesa sulle famiglie dei dipendenti”.

Il confronto al Consorzio Pagus

La protesta riguarda anche quanto sarebbe avvenuto durante l’ultimo incontro istituzionale convocato al Consorzio Pagus, alla presenza del direttore e dell’assessora alle Politiche sociali del Comune di Guidonia Montecelio: “Di fronte alle contestazioni sui pagamenti – sdicono i sindacalisti – la parte datoriale ha utilizzato toni inaccettabili e lesivi del ruolo del sindacato e dei lavoratori stessi”. Il comunicato, firmato dal responsabile del dipartimento Terzo settore Crescenzo Aniello e dal segretario generale Francesco Frabetti, denuncia un tentativo di delegittimazione dell’organizzazione sindacale: “Non è tollerabile che a pagare il prezzo di una gestione opaca e inadempiente siano le famiglie dei lavoratori e la dignità di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale di cura”, afferma la FP Cgil.

Stato di agitazione e richiesta di intervento

Con la proclamazione dello stato di agitazione, il sindacato annuncia l’attivazione dei percorsi legali e istituzionali necessari a tutelare il personale.

La richiesta è rivolta all’ente committente: “Chiediamo con forza l’intervento immediato e risolutivo”, conclude la FP Cgil, sollecitando una soluzione alla vertenza sui salari e sui rimborsi arretrati.

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Elena Ceravolo

Elena Ceravolo, giornalista professionista, cronista che da più di 30 anni racconta fatti e storie della provincia di Roma. Dalla cronaca nera alla bianca, con una passione speciale per l’archeologia e i viaggi, piccoli e grandi.