“CArMe”, il progetto di valorizzazione dell’Area Archeologica Centrale di Roma

“CArMe”, il progetto di valorizzazione dell’Area Archeologica Centrale di Roma

Il 20 febbraio scorso, si è tenuto un incontro (il secondo della serie) sul progetto “CArMe”, (“Centro Archeologico Monumentale”), incentrato sulla situazione degli interventi da realizzare nel centro di Roma.

di
Claudio Salone

il nuovo “Urban Center”

L’importante incontro si è tenuto presso il nuovo “Urban Center”, centro polivalente della Città Metropolitana disposto su quattro piani, situato a viale Manzoni 34, inaugurato lo scorso dicembre, che “nasce per informare e coinvolgere i cittadini nelle politiche pubbliche e sulle trasformazioni urbane della Capitale e dei 120 comuni dell’hinterland”, Tivoli compresa.

Il progetto “CArMe” è stato presentato due anni fa circa, con l’ambizioso programma di dare un nuovo assetto territoriale organico all’area compresa tra i Fori Imperiali, il Colosseo, il Colle Oppio, il Celio, le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, il Foro Boario e il Campidoglio, inserendoli in un disegno unitario e fruibile in modo articolato dalla generalità dei cittadini.

Render del progetto CArMe

Il “CArMe”. La Storia

La storia degli interventi urbanistici in questa parte della città, un tempo centro economico e amministrativo dell’intero Mediterraneo, si può dire parta dal 1870, all’indomani della presa di Roma da parte delle truppe del neonato regno d’Italia e prosegua, con alterne vicende, fino ad oggi. Si va infatti dal tracciamento di via Cavour – via Giovanni Lanza che, parallela all’antichissimo asse dell’ Argiletum romano, inadeguato al traffico veicolare della nuova capitale italiana, connetteva la valle dei Fori con la stazione Termini, allo sventramento della collina Velia per la costruzione della via dell’Impero ( via dei Fori Imperiali), all’intenso e spesso infuocato dibattito del secondo Dopoguerra sul destino della stessa via dell’Impero, fino all’intervento recente del sindaco Ignazio Marino sulla chiusura alla circolazione delle auto sullo “stradone”, alla elaborazione del progetto CArMe e al bando di concorso internazionale, vinto dallo studio romano Labics.

Render dei Fori Imperiali

L’incontro del 20 febbraio

Ad aprire l’incontro, introdotto da Walter Tocci, delegato del Sindaco al Piano di Riqualificazione dell’area dei Fori Imperiali e “anima” del progetto CArMe, è stato il prof. Domenico Palombi, professore alla “Sapienza” di Roma.

La sua relazione, ampia e articolata, si è distinta per un approccio che personalmente considero affatto condivisibile e che spero venga tenuto nel debito conto al momento dell’attuazione del progetto, soprattutto laddove mette in guardia, in una questione così stratificata e complessa, che coinvolge politica, cultura, archeologia, urbanistica, contro soluzioni semplicistiche e facili unilateralismi.

In particolare, nell’ambito del CArMe si dovrà fare molta attenzione a interpretare il dato archeologico in senso ermeneutico, ovvero come un’acquisizione aperta di dati che, pur se scientificamente fondati, restano comunque “astratti”. Nessuno possiede infatti “la verità” del dato storico, che si rivela piuttosto in un continuum cangiante, anche laddove sembra essere ben noto e definito, come nel caso dei cinque fori imperiali di Cesare, Augusto, Domiziano-Nerva, della Pace e Traiano, “scatole” a se stanti, nella definizione tranchant, ma NON nella sostanza corretta di Palombi.

Integrazione nella città moderna

Tali spazi andranno riproposti alla città non più come quinte scenografiche o come sfondi venerandi, ma come parti integrate e integranti della città moderna nella loro complessità storica, ben più ricca di quanto la loro monumentalità non lasci trasparire.

Di qui la necessità di rendere fruibile l’intera, complessa gamma stratigrafica della zona, la cui “leggibilità” è stata condizionata in passato dalla centralità attribuita all’antichità classica già ben prima del Ventennio mussoliniano e che ha condotto alla distruzione sistematica del tessuto medievale e successivamente barocco e ottocentesco che, secondo il lessico di qualche tempo addietro, “aduggiava” i grandiosi monumenti della Roma imperiale.

In particolare il prof. Palombi, definendo “una genialata” la realizzazione del Foro c.d. di Nerva o “Transitorio” ( posto all’incrocio con l’inizio di Via Cavour), ha proposto un esempio di come un monumento, che pure rispetta formalmente la comune sintassi architettonica degli altri Fori, vada messo in relazione con l’intorno, mantenendo leggibile la sua funzione originaria di “passaggio”, sostanzialmente diversa rispetto a quelle degli altri Fori, punti di arrivo e di contenimento dei flussi.

Foro di Nerva, all’angolo con Via Cavour

Compito difficilissimo, quello di “ricucire” (si vedano i tre anelli concentrici previsti dal progetto, che inglobano e connettono l’area di intervento fino al parco dell’Appia Antica) gli strappi operati nel passato, mantenendo nello stesso tempo la fruibilità massima di “tutte” le testimonianze monumentali presenti nella zona.

CArMe –ambiti di progetto

Questa resta la scommessa centrale del progetto CArMe, che potrà essere vinta solo se non si procede più in chiave ideologica, alimentando fatalmente il conflitto tra archeologia e città contemporanea, ma facendo dell’archeologia un’importante risorsa per quest’ultima. Non è casuale che il titolo dell’incontro sia stato “CArMe per l’Archeologia: tra interferenza e interpretazione.”

Bibliografia essenziale

Italo INSOLERA – Francesco PEREGO, Storia moderna dei Fori di Roma, Roma – Bari, 1999
Raffaele PANELLA, Roma la città dei Fori. Progetto di sistemazione dell’area archeologica tra Piazza Venezia e il Colosseo, Roma, 2013
Domenico PALOMBI, I Fori prima dei Fori. Storia urbana dei quartieri di Roma antica cancellati per la realizzazione dei Fori imperiali, Roma 2016
Carlo PAVOLINI, Che fare dei Fori?, Torino 2022.
Italo INSOLERA – Paolo BERDINI, Due secoli di storia urbanistica, Torino 2024

https://waltertocci.blogspot.com/2023/10/il-progetto-per-il-centro-archeologico.htm

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