IL GENIUS LOCI DEL LAPIS TIBURTINUS. LA FORMAZIONE DELL’OAR TRA STORIA, ARTE, TECNOLOGIA, E LA MAGIA DEL CASALE BERNINI

IL GENIUS LOCI DEL LAPIS TIBURTINUS. LA FORMAZIONE DELL’OAR TRA STORIA, ARTE, TECNOLOGIA, E LA MAGIA DEL CASALE BERNINI

L’evento formativo “Lapis Tiburtinus” è stato organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia (OAR) presso Palazzo Rospigliosi a Zagarolo. L’iniziativa ha proposto un percorso formativo completo sul Travertino Romano, coniugando teoria e pratica: dalle conferenze dedicate alla storia del Territorio, all’impiego nell’architettura, fino all’arte musiva tradizionale ed alle sue moderne declinazioni digitali. La giornata è culminata con un’esperienziale visita guidata presso la Cava del Casale Bernini, dove i partecipanti hanno potuto assistere dal vivo al suggestivo ribaltamento di una bancata di Travertino e riscoprire il Genius Loci di un materiale simbolo del Made in Italy che ha plasmato l’architettura di Roma e di tanti altri luoghi nel mondo.

Lunedi 15 giugno u.s. l’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia -OAR-, nella sede del palazzo Rospigliosi di Zagarolo, acquisita grazie al Protocollo d’Intesa con Lazio Innova Regione Lazio, ha organizzato un convegno formativo valido per l’erogazione di crediti professionali, intitolato Lapis Tiburtinus, per parlare della pietra che rappresenta il Genius Loci del territorioad Est della Città di Roma. L’Evento è stato ideato e coordinato dall’Arch. Lucilla Furfaro, responsabile della segreteria di progetto della sede OAR di Palazzo Rospigliosieaperto dall’Arch. Raffaele Bencardino, Consigliere OAR e Delegato della Commissione Città Metropolitana OAR.

I CREDITI FORMATIVI

L’aggiornamento è un requisito deontologico. I professionisti sono chiamati a conseguire i crediti formativi professionali (CFP), come disposto dagli Organi di riferimento di propria competenza, ed è una variazione apportata per migliorare le prestazioni, proteggere dalle vulnerabilità e mantenere le competenze in linea con lo svolgersi della professione.

La professione di Architetto richiede contezza dell’intera sequenza del processo produttivo legato alla propria attività, a partire dalla capacità di stabilire immediatamente empatia con la Committenza per poterne comprendere chiaramente le richieste, fino ad arrivare alle competenze specifiche legate al completamento delle opere. L’aggiornamento professionale dell’Architetto si svolge quindi a tutto tondo, coprendo ambiti relazionali, storici e tecnologici. Nell’ottica della completezza formativa della Professione, il programma delle attività è statostrutturato con un segmento teorico in aula, completato con una esperienza in cava, presso la cosiddetta Cava del Casale Bernini.

IL CONVEGNO

Quindi teoria e pratica, storia e tecnologia, Cultura del passato e del presente.

Il segmento teorico è stato aperto dall’intervento dal titolo “TRA ARCHITETTURA ED ARTE” del prof. Zaccaria Mari, il quale ha reso chiara la complessa sequenza legata alla conformazione territoriale del Lapis Tiburtinus indicandone le cause, gli sviluppi, gli interventi e le realizzazioni.

La trattazione è continuata con l’intervento “LAPIS TIBURTINUS: IL TRAVERTINO ROMANO” dell’Arch. Vincenzo De Gennaro, focalizzato sulle caratteristiche del materiale e le sue applicazioni contemporanee, indirizzate dalla consapevolezza del Genius Loci ormai da tempo riconosciuto anche in ambito internazionale.

Considerando la natura applicativa della formazione professionale, il focus finale è stato sulla decorazione musiva, una delle espressioni artistiche che fin dall’antichità hanno visto l’impiego del Lapis Tiburtinus; “MUSIVARIUS IL MOSAICISTA”, nel quale la professione antica del mosaicista è stata spiegata proprio da un mosaicista romano che porta avanti la tradizione antica, Fabio Bordi, e mostrata nella consistenza di alcuni dei suoi lavori presenti in aula, monocromi e policromi, in tessere di micromosaico e di mosaico.

La declinazione contemporanea della tecnica musiva è stata illustrata, dalla coordinatrice di Spazio Attivo Lazio Innova Zagarolo, Berenice Marisei insieme ad Alice Provenziani di studio 5t Fab Lab Lazio durante l’intervento conclusivo in aula, che hanno parlato delle possibilità offerte dal disegno automatico e dalle macchine a controllo numerico nella composizione e nel taglio delle tesserine di un ampio spettro di materiali tradizionali ed innovativi.

I relatori del convegno

LA VISITA PRESSO LA CAVA DEL CASALE BERNINI

Poi siamo passati in Cava. Tutti puntuali, tutti presenti, tutti curiosi.

E la prospettiva è cambiata!

L’esperienza che abbiamo lì vissuto ha trasformato il nostro ruolo da spettatori a protagonisti, siam tutti tornati professionisti che partecipano alla narrazione tramite la propria capacità percettiva.

L’antica cava del Casale Bernini

Ipnotizzati dagli inaspettati riflessi avorio su uno specchio verde acqua, abbiamo riconosciuto il panorama che Zaccaria Mari ci aveva descritto tramite le immagini antiche, guardandolo dall’alto.

L’Arch. Vincenzo De Gennaro ha riletto la storia del territorio mentre ne osservavamo l’attualità, ascoltando la sua voce e guardando ognuno il punto che più ci pareva coincidesse con il racconto.

Arrivati al momento del Casale Bernini, si è alzato un vento tiepido del pomeriggio aprendo il cielo al tramonto mentre ci raccontava della torre colombaia, antenata di internet, che permetteva il diffondersi delle informazioni tecniche dal cantiere di San Pietro alla Cava in tempo quasi reale.

Il Casale Bernini e la torre colombaia

Poi ci ha indicato la parete in primo piano, subito sotto, in corrispondenza del Casale dicendoci che presumibilmente era quella dalla quale avevano estratto le colonne di San Pietro: guardando tutti nello stesso punto, abbiamo percepito il Genius Loci del luogo, che ha dato corpo alla magnificenza di Roma e poi di molte parti del Mondo Contemporaneo.

Il modo in cui il materiale assorbe le diverse intensità della luce solare, che lo mostra solido ma brillante, fermo ma leggero, rivelandone la discendenza dalla stirpe degli Eroi e rendendo nobili coloro che possono godere della sua Ombra.

IL RIBALTAMENTO DELLA BANCATA DI TRAVERTINO

Poi siamo scesi in Cava, per assistere alla calata di una bancata di Lapis Tiburtinus.

A parte la tecnica di taglio legata al momento storico attuale e le operazioni necessarie a mantenere la sicurezza, siamo stati presenti al medesimo movimento lento e dirompente replicato nei secoli ad ogni taglio e in ogni cava, al quale avevano assistito gli scultori greci, gli architetti romani, Michelangelo e Bernini, Borromini e tutti gli artisti piccoli e grandi che nel tempo hanno voluto scegliere la propria pietra.

La bancata di Travertino in procinto del ribaltamento

La potenza del peso accentuata dalla forza di gravità distacca il blocco lunghissimo ma snello, che emette un gemito leggero, come se stesse salutando la parete alla quale apparteneva fino a poco prima.

Inesorabile e brevissimo. Un tonfo sordo, polvere, e infine silenzio.

Abbiamo applaudito in differita, per incredulità.

Benché l’operazione ci fosse stata descritta nei dettagli, la realtà ci ha stupiti tutti.

RINGRAZIAMENTI AGLI ORGANIZZATORI

Sorrisi, ringraziamenti ed abbracci a bordo bancata, sempre in sicurezza e sotto stretta sorveglianza, rivolti all’Arch. Vincenzo De Gennaro e a suo fratello Leopoldo De Gennaro, per la cultura, lo stile, la competenza e la lungimiranza proprie degli imprenditori illuminati che sono, ed al loro Staff, in particolare Andrea Di Tomasso, Mario Ene, Pierfrancesco Onorati, Marco Onorati, Roberto Bracaccia, Mauro Cellini e Gianluca Pace per la professionalità, l’entusiasmo, la cortesia, la disponibilità ed il tempo che ci hanno rivolto, concedendoci di vivere un’esperienza riservata ai soli addetti ai lavori, permettendoci di acquisire coscienza professionale del processo produttivo, proprio per avere avuto la possibilità di assistitervi in maniera guidata e completa;

Leopoldo De Gennaro ispeziona la bancata appena ribaltata

all’Arch. Raffaele Bencardino per il grande lavoro di presenza costante che svolge sul territorio di Roma Metropolitana, promuovendo la multidisciplinarietà degli Eventi formativi dell’Ordine e seguendone l’erogazione, considerandoli anche come occasioni di aggregazione culturale tra colleghi; all’Arch. Lucilla Furfaro per averci condotto lungo questo itinerario formativo che ha riportato ognuno di noi nel proprio alveo, lontano dagli impegni della quotidianità, durante il quale ci siamo ritagliati uno spazio riservato  alla crescita professionale ed alla cura dei rapporti tra colleghi e professionisti, fondati sull’empatia e la fiducia che si costruiscono grazie alla condivisione di esperienze formative complesse e complete.

LA SORPRESA FINALE, LUCI E SUONI DELLA CAVA DEL BERNINI AL TRAMONTO

Pensavamo fosse la conclusione di un pomeriggio di formazione teorica e tecnica che ci ha donato con naturalezza la consapevolezza del materiale trasportandoci in un viaggio nel tempo.

In realtà il pomeriggio è continuato.

Alla fine dell’orario formativo, espletate le procedure istituzionali e sempre in sicurezza, abbiamo attraversato lo specchio verde acqua, che nel frattempo era diventato blu, a tratti tinto del rosso della luce vibrante del tramonto.

Il lago blu tinto di rosso

Sull’altra sponda ci siamo trovati da dove eravamo idealmente partiti, ovvero sotto la parete della cava del Colonnato di San Pietro, quella ritratta in locandina. Uno spazio delimitato da tre alte pareti di pietra, aperto sul lago blu, con il sole rosso che stava per scomparire dietro il ciglio della parete di fronte, altissima, lontanissima.

E di nuovo una sensazione inaspettata: l’acustica perfetta!

Lo spazio del Teatro Musicale

L’assenza di eco, inusuale per uno spazio aperto, ma la solidità del materiale assorbe le onde acustiche e perciò abbiamo conosciuto un nuovo luogo magico, pronto per ospitare altre performances evocative.

Il Genius Loci di un luogo antico, la Cava del Casale Bernini.

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Sulla pietra di Roma. 1. Lapis Tiburtinus / 2. L’icona pietrificata / 3. Graffiti della memoria, Roma, Gangemi Editore, 1995.

Marco Giardini, IL TRAVERTINO, Aspetti naturalistici e sfruttamento industriale all’inizio del terzo millennio, 2000

AA.VV, LAPIS TIBURTINUS, La lunga storia del travertino, 2019

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Un pensiero su “IL GENIUS LOCI DEL LAPIS TIBURTINUS. LA FORMAZIONE DELL’OAR TRA STORIA, ARTE, TECNOLOGIA, E LA MAGIA DEL CASALE BERNINI

  1. Ho letto con interesse questo articolo, e sullo stesso argomento ricordo di aver visitato con altrettanto interesse al Museo di Tivoli, nel 2019, l’ampia mostra il cui catalogo è citato qui brevemente in bibliografia: M. A. Tomei, R. Borgia (a cura di), Lapis tiburtinus. La lunga storia del travertino.

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