A Modena la XXXIX edizione di Modenantiquaria

A Modena la XXXIX edizione di Modenantiquaria

di
Andrea Bruciati

La vera opera d’arte trascende il suo tempo e si configura come un palinsesto di senso capace di trascendere le contingenze cronologiche, preservando una presenza ontologica immutata nonostante il succedersi delle epoche. Essa non subisce il decorso del tempo, ma lo abita come entità metastorica, agendo da catalizzatore di significati che ne riaffermano la perennità e l’attualità in ogni contesto culturale. Necessaria premessa per introdurre il più importante appuntamento annuale dell’alto antiquariato in Italia, per amanti del bello o per neofiti collezionisti.
Dal 7 al 15 febbraio 2026, il capoluogo estense ospita la XXXIX edizione di Modenantiquaria, autorevole osservatorio internazionale dedicato ad un viaggio diacronico nella storia dell’arte. L’architettura istituzionale della rassegna è garantita dal prestigioso patrocinio dell’Associazione Antiquari d’Italia e della FIMA, ai quali si affianca un consolidato ecosistema di supporto che include la Confcommercio, l’ENIT e i principali organi di governance territoriale (Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena e Camera di Commercio). Tale sinergia istituzionale sottolinea la rilevanza scientifica e il valore strategico della manifestazione nel panorama del collezionismo d’eccellenza e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
L’impianto espositivo è stato strutturato secondo criteri di rigore filologico e leggerezza formale, al fine di ottimizzare la fruizione delle opere e instaurare una dialettica osmotica tra operatori e visitatori attraverso un percorso di curatela narrativa immersiva. L’edizione 2026 di Modenantiquaria riafferma il proprio posizionamento internazionale grazie alla partecipazione di prestigiose gallerie, selezionate sulla base di rigorosi standard di professionalità e proposta qualitativa.
L’architettura sistemica dell’evento si avvale di una rete di partenariati strategici che consolidano la manifestazione quale polo nevralgico dell’ecosistema culturale ed economico del territorio. In questo scenario, Modena si riconferma baricentro elettivo per l’Alto Antiquariato: un vero e proprio museo provvisorio, ma sempre uno spazio di sintesi critica, dove la storicità del manufatto dialoga con le istanze della contemporaneità e le dinamiche del mercato globale.

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, San Filippo Neri, 1640, Galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, Bologna. Courtesy di Galleria Fondantico

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Redazione

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