Il mistero del Ponte Scotonico

Il mistero del Ponte Scotonico

Una impresa complicata quella per arrivare a visitare il misterioso Ponte Scotonico, di età romana, situato al Km. 58 della via Tiburtina Valeria

di
Antonio Amati (Comitato per l’Aniene) e Carlo Boldrighini (Italia Nostra, Valle dell’Aniene)

Chi transita sulla via Tiburtina Valeria vede nei pressi del km 58, sul lato sinistro, per chi viene da Roma, cinque torri di legno di aspetto singolare, ed un cartello indicante Ponte Scotonico Area Archeologica, con una bella immagine di un antico ponte romano.

Il cartello indicante l’area archeologica

Chi si vuole fermare per una visita può facilmente accedere e trovare parcheggio su un lastricato a pietra bianca ormai coperto in parte dall’erba. Da qui però è difficile proseguire, anche se sono ancora visibili tabelle che indicano alcuni percorsi.
I sentieri, infatti, dotati anche di panchine, sono ormai chiusi da rovi ed altra vegetazione e si possono seguire solo per brevi tratti. Chi è dotato di scarpe e vestiario adeguati può arrivare a scorgere il ponte, ormai quasi del tutto coperto dal canneto che cresce sull’acqua sottostante.
Sul ponte passava l’antica via romana, e il principale sentiero di visita la percorre fino al cimitero di Arsoli. L’area archeologica, come indicano i cartelli, è, o era, gestita, dal Museo della Civiltà Contadina di Roviano.

Una breve indagine.

Abbiamo svolto una piccola indagine per conoscere la storia e le ragioni del grave degrado dell’area archeologica, e siamo riusciti a ricostruire i punti salienti della vicenda, grazie soprattutto all’archeologo Zaccaria Mari, che per conto della competente Soprintendenza, si è occupato degli scavi e della sistemazione di questa area archeologica.

Le 5 torri

Il Ponte Scotonico, sulla via Valeria Nova (ramo principale della via consolare Tiburtina-valeria), venne restaurato dall’imperatore Nerva nel 97 d.C. È largo 5,30 m e l’arco a tutto sesto su cui poggia ha una luce di 8,40 m e un’altezza di 5,50 m. La sua struttura si conserva ancora integra, unitamente alla strada a basoli di calcare locale. Reperti trovati sul posto e nelle vicinanze si trovano nel museo della Civiltà Contadina di Roviano.

I lavori nell’area archeologica sono iniziati nel 2000 e si sono svolti a più riprese fino al 2013. Per i dettagli si veda l’articolo [1] in bibliografia. Si noti che il ponte è stato interamente smontato, per togliere le radici infiltrate nelle strutture, e poi rimontato sul posto. Fu inoltre allestita una rete di sentieri di visita, in particolare lungo la Via Valeria Nova, con sbocco presso il cimitero di Arsoli. Ma il progetto era molto più ambizioso, come testimoniano le cinque torri di architettura insolita, visibili dalla strada, che sono tuttora in buono stato e accessibili da una porta metallica. Alla vista, è difficile capire la loro funzione, ma abbiamo appurato che dovevano essere ambienti al servizio delle attività programmate nel piazzale lastricato a pietra bianca della zona: spettacoli musicali e teatrali, allestimenti di esposizioni e vendita di prodotti locali. Le torri avrebbero ospitato, all’interno, bagni, depositi di macchinari e attrezzi, camerini per attori, ed altro.

Il ponte ricoperto dalla vegetazione

La spesa totale, a carico della Regione sembra sia stata più di un milione e mezzo di euro. Ma, appena terminati i lavori, o quasi, l’area archeologica attrezzata è stata abbandonata, e non sappiamo nemmeno se sia stata mai usata per gli scopi ambiziosi per cui è stata realizzata. Fino a qualche anno fa era accessibile agli escursionisti che potevano percorrere un percorso fino ad Arsoli e Riofreddo, ma ora anche questo sentiero è inaccessibile.

Non abbandoniamo il Ponte Scotonico.

Ponte Scotonico e via Tiburtina Valeria

Si dice che l’ammistrazione di Roviano non sia stata in grado di gestire l’area e di sostenere le spese di manutenzione.
Tuttavia, nonostante la precaria situazione, sarebbe auspicabile non mandare definitivamente in malora l’area archeologica, vanificando la spesa e le competenze utilizzate. Il museo della Civiltà Contadina di Roviano dovrebbe essere almeno in grado di garantire lo sfalcio dell’erba e del canneto e di mantenere aperti i sentieri, permettendo la visita di un luogo che resta assai suggestivo.

Bibliografia

[1] Atti del Convegno Lazio e Sabina vol. 10, a cura di: Giuseppina Ghini, Zaccaria Mari, Alfonsina Russo Tagliente. Anno edizione: 2016, pp 95 segg.

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Redazione

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Un pensiero su “Il mistero del Ponte Scotonico

  1. Buongiorno, ottimo articolo! Ne parlo nel mio prossimo libro, del Ponte Scotonico. Vi posso suggerire luoghi dimenticati nel territorio laziale?

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