Diritto di replica. Precisazioni all’articolo dell’8 maggio 2026 “PRESENTAZIONE FONDO COCCANARI DE’FORNARI E STORIA DEL PALAZZO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE”
In merito all’articolo “PRESENTAZIONE FONDO COCCANARI DE’FORNARI E STORIA DEL PALAZZO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE” riceviamo e pubblichiamo le seguenti precisazioni da parte di Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari.
In merito alle gravissime affermazioni a firma Vergelli relative all’estinzione della famiglia Coccanari de’ Fornari, invito a pubblicare con estrema urgenza le obbligatorie rettifiche insieme con i documenti allegati, e a quelli che seguiranno, compreso lo stemma depositato presso l’Archivio di Stato, a riprova e sintesi della imponente documentazione relativa a una famiglia bimillenaria:
- posto che non venne discusso nel Convegno Archivio Coccanari de’ Fornari (e, signorilmente, mai) il desiderio della de cuius Maria d’indicare come eredi i signori Vergelli in quanto ciascuno è libero di lasciare le proprie sostanze a qualunque essere vivente desideri;
- la famiglia Coccanari Fornari o Coccanari de’ Fornari (dicitura più corretta che infatti viene preferita come dimostra il nome della prima antenata Maria Livia de’ Fornari e come infatti è denominato il Palazzo dalle origini) non è mai estinta, vivente la sottoscritta che, come verificabile in qualunque documentazione, dimostra di rappresentarne il ramo diretto (da Tarquinio primogenito di Andrea Coccanari de’ Fornari e Teresa Bernini) essendo quello di Maria il ramo cadetto (dal secondogenito Filippo), tanto che la domanda di riconoscimento di Nobiltà negli anni ’30 per l’iscrizione nell’Albo d’Oro della Nobiltà Italiana, avanzata da suo padre Giuseppe, veniva più volte rigettata fino al felice accoglimento che venne invece immediatamente “pienamente” accordato a mio zio Gustavo, e a mio padre Tarquinio e discendenti, ma solo con il titolo di Nobile;
- infatti il titolo di Conte da sempre adottato dalla famiglia Coccanari e che in senso stretto sarebbe spettato unicamente a mio zio Gustavo e discendenti diretti attualmente cittadini di Todi, in assenza di documentazione incontrovertibile non venne riconosciuto dal Re che ne vietò la continuazione dell’uso, divieto al quale si attennero i miei antenati diretti ma non il ramo cadetto;
- con iter simile a quello adottato da Giuseppe in quegli anni per l’aggiunta del cognome Fornari o de’ Fornari al suo cognome Coccanari, doppio cognome non sempre anagraficamente presente dal 1702, ho avuto rapidamente anch’io l’aggiunta nel 2001 documentando a mia volta la discendenza da Gerolamo Coccanari de’ Fornari, peraltro come ramo diretto, e come precisato sul mio Estratto di nascita “in quanto identificativo della casata a cui” appartengo;
- detta mia appartenenza mi ha consentito di ottenere dal Comune di Tivoli nel 2005 tramite causa civile il restauro del Palazzo abbandonato per oltre due decenni con vero disprezzo del bene, e attualmente il trasferimento dell’Archivio nella sua sede naturale, realizzando così appieno le volontà testamentarie di Maria di fare di questa sua dimora un luogo di elevato registro culturale.
Ringrazio anticipatamente per dette doverose rettifiche.
Ferma ed impregiudicata, comunque, rimane ogni mia azione a tutela della lesa onorabilità del mio nome e di quello dei miei avi.
I documenti storici sono pubblicamente consultabili presso la Sezione araldica dell’Archivio di Stato.
Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari












