Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico – Colosseo, 12 giugno – 14 ottobre 2026
La Mostra, allestita all’interno del Colosseo, dal 12 giugno al 14 ottobre 2026, espone oltre 220 opere di cui 50 mai viste in Italia
di
Claudio Salone
La grande mostra aperta al Colosseo, frutto della collaborazione tra Italia e Turchia nell’ambito dei beni culturali all’interno del “Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo”, rappresenta un evento di politica culturale importante e, per molti versi, inedito.

L’ampiezza e la qualità dei materiali esposti è davvero notevole (oltre 220 le opere in prestito da 19 musei turchi) consente al visitatore di esplorare non tanto e non solo i luoghi del mito quanto di ripercorrere il mito stesso della fondazione di Roma, sottolineandone gli apporti provenienti dall’Asia Minore e dall’Anatolia, attuale Turchia.
Sezioni della Mostra
La mostra è divisa in cinque sezioni.
La prima sezione, che illustra il sito di Troia nel contesto anatolico del III/II millennio a.C. è aperta dalla preziosa tavoletta in cuneiforme con il Trattato di mutua assistenza tra Alaksandu di Wilusa (Ilio) e il re ittita Muwatalli II; il testo accredita la storicità di Ilio, esistita ben prima della città omerica, come testimonia peraltro la sua ricca stratificazione urbana.

La seconda è dedicata alla Guerra di Troia, raccontata in buona sostanza dal punto di vista dei Troiani e si conclude con la caduta della città e l’inizio della diaspora che ha come protagonista Enea – di cui, in un pannello iniziale si riporta persino l’ipotetico anno di nascita!

La terza sezione affronta in particolare il viaggio mitico di Enea, l’eroe “asiatico” della pietas, illustrato anche dalle testimonianze archeologiche provenienti dall’Italia meridionale e dal Lazio. Di particolare interesse il culto dell’Atene iliaca attestato a Castro, nel Salento.

La quarta inquadra invece più propriamente il mito della fondazione di Roma e focalizza il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana riallacciandola alla tradizione italica.
La quinta e ultima sezione – forse la meno persuasiva in quanto a organicità dei materiali esposti – riguarda la canonizzazione del mito di Enea in età augustea, ben rappresentata dall’Eneide di Virgilio.
Il filo conduttore della Mostra è chiaro fin dall’inizio ed è in buona sostanza “politico”. In realtà si tratta di una mostra che sarebbe piaciuta allo stesso Augusto, impegnato nel porre l’origine di Roma in un orizzonte mediterraneo più vasto, e non considerarla una fortunata appendice della civiltà greca. La discontinuità della civiltà romana rispetto a quella greca si misura infatti proprio nella sua apertura alle diversità: non più la contrapposizione tra greci e “barbari”, ma l’accoglimento delle diversità culturali come risorse all’interno di un mondo mediterraneo, unificato da Roma sulla base del diritto e non più della “razza”. Il mito di Enea, che Virgilio ricondusse al modello omerico, con il suo viaggio sulle sponde del Mediterraneo tra Asia, Africa ed Europa “ricuce” quel mondo.

Percorrendo i pannelli esplicativi, non può non saltare all’occhio la pressoché totale assenza delle parole “greco”, “Grecia” e la perifericità che nel contesto assume la prima scoperta di Troia omerica per il mondo occidentale, quella dovuta a Heinrich Schliemann, con la relativa “sottrazione coloniale” del cosiddetto “Tesoro di Priamo”.
Le ragioni di ridurre nella Mostra la presenza e l’importanza della Grecia, sono evidenti, se si pensa al determinante apporto della Turchia all’allestimento.
Tuttavia, questo filo conduttore esplicito fa guadagnare in chiarezza il discorso che con la mostra si è voluto fare. Un discorso politico e ancora attuale, non di mera esposizione di bei pezzi.

In ogni caso le testimonianze spesso di altissima qualità artistica e storica, consentono comunque al visitatore di uscire alla fine del percorso “sapendone di più” su un argomento complesso come quello del rapporto tra Roma e le sue radici mediterranee.
Per saperne di più
Russo, Alfonsina, Roberta Alteri, e Alessio De Cristofaro (a cura di). Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico. Catalogo della mostra (Roma, Parco archeologico del Colosseo, 12 giugno – 18 ottobre 2026). Roma: De Luca Editori d’Arte, 2026.
Immagini tratte da: https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-08/archeologia-roma-troia-colosseo-mostra.html
