Tivoli: recuperiamo il parco della Vestale Cossinia!

Tivoli: recuperiamo il parco della Vestale Cossinia!

Un turista archeologo segnala il grave stato di abbandono e degrado del Parco della Vestale Cossinia, un angolo di archeologia e natura nel cuore di Tivoli

di
ROBERTO EGIDI, già funzionario del Ministero della Cultura

Tomba della Vestale Cossinia

Sono un archeologo molto amante di Tivoli, dove spesso mi reco per visitare le innumerevoli bellezze, spesso non sufficientemente pubblicizzate, di questa splendida città.

Nel 2018 ebbi modo, arrivando a Tivoli dalla Stazione ferroviaria, di visitare, dopo il suo restauro, il Parco, che custodisce la tomba della vestale Cossinia, un monumento unico, che era stato da poco restaurato.

A Tivoli infatti, lungo la riva destra dell’Aniene si trova la tomba della vestale Cossinia, venuta alla luce nel 1929 nel corso di scavi.

Fig. 1 – Il complesso con l’ara della Vestale Cossinia a fine lavori di scavo e consolidamento, 1930

E’ l’unica tomba di vestale che ci sia pervenuta, una testimonianza storica di eccezionale importanza. Il ritrovamento archeologico è costituito da due basamenti gradonati in travertino su cui è posta un’ara pulvinata recante due iscrizioni. Nella principale compare il nome di Cossinia, figlia di Lucio, vergine vestale .Nell’iscrizione è nominato anche il nome di Lucius Cossinius Electus, che fece erigere il monumento. Nel lato posteriore un’altra iscrizione, in esametri, dice “Poiché obbedì a Vesta per 11 volte 6 anni la vergine è sepolta e riposa qui, dopo essere stata trasportata dal popolo. Il luogo è stato concesso per decreto del Senato.”

La Gens Cossinia, originaria di Tivoli, è ricordata da Cicerone, Varrone e Plinio il Vecchio.

Le Sacerdotesse Vestali

Il ritrovamento della tomba di Cossinia ebbe a suo tempo risonanza sulla stampa nazionale. Come noto le vestali erano sacerdotesse della dea Vesta, scelte fin da bambine tra le famiglie aristocratiche di Roma: erano tenute alla castità e al mantenimento del fuoco sacro nel tempio di Vesta al Foro Romano, un culto antichissimo le cui origini si perdono nella preistoria. Le vestali indossavano abiti ed acconciature distintive, ed erano tenute in grande onore e consultate per le decisioni politiche più importanti.

Fig. 2 – Vestale Massima, dal Foro Romano (foto Museo Nazionale Romano)

La tomba addossata e il corredo rinvenuto

Fig. 3 -Rilievo dell’area del ritrovamento, architetto Italo Gismondi, da “Notizie scavi”, 1930, pag. 362

L’interpretazione dei ritrovamenti dello scavo di Cossinia non è stata però facile. Infatti la tomba della vestale è affiancata da un’altra sepoltura, parzialmente addossata a quella di Cossinia e ugualmente costituita da un basamento gradonato, senza iscrizione; al di sotto del basamento lo scavo ha messo in luce una cassa di lastre marmoree, intatta, che conteneva una deposizione femminile, con un corredo tipico di una giovinetta e consistente di un cofanetto di ambra e di una bambolina snodabile in osso, ornata di monili d’oro al collo, ai polsi e alle caviglie, ora esposta al Museo di Palazzo Massimo.

Fig. 4 – Bambolina in avorio trovata
nel sarcofago a lastre, a fianco dell’ara della
Vestale Cossinia. Palazzo Massimo alle Terme, Roma

Si pensò inizialmente che il corredo  appartenesse alla vestale, ma l’iscrizione sulla tomba è databile al I secolo d.C., mentre la bambola ha un’acconciatura tipica della seconda metà del II secolo.

Risultati degli scavi recenti

Nuovi scavi condotti recentemente dalla Soprintendenza e le analisi  effettuate con i più moderni metodi hanno dimostrato che i resti umani rinvenuti, sono riferibili ad una giovane donna, e non potevano quindi essere di Cossinia che, secondo l’iscrizione, morì ultra settantenne. Forse il corredo rinvenuto era scivolato dalla tomba vicina – le ipotesi sono varie – mentre Cossinia fu cremata come usava nel I secolo d.C..

La Mostra sulla Vestale nel Museo di Tivoli

Nel 2018 l’Amministrazione Comunale organizzò nel Museo della Città, con notevole successo, una  bella mostra sulla tomba della vestale Cossinia, mostra che ho visitato con interesse e di cui ho visionato il Catalogo.

Fig. 5 – L’Ara della Vestale prima del restauro

In concomitanza con la mostra, la tomba e il giardino che la circonda, ridotti in un grave stato di degrado con vegetazione infestante, rifiuti e scritte vandaliche sull’ara, furono ripuliti, sistemati, e valorizzati con pannelli didattici.

Fig. 6 – L’area della Vestale Cossinia riqualificata, gennaio 2018

Il parco della vestale, quando lo visitavo anche con amici di Roma, appariva come un luogo suggestivo e ricco di interesse, non solo storico e archeologico, ma anche importante dal punto di vista naturalistico, per la sua posizione felice lungo la riva dell’Aniene, che favorisce anche una rigogliosa vegetazione fluviale e una ricca avifauna

Fig. 7 – Airone cenerino

Situazione attuale del Parco della Vestale

fig. 8 – Pannelli didattici vandalizzati

Dopo la lunga chiusura del Parco motivata dagli interventi effettuati negli anni scorsi dalla Soprintendenza, ho salutato con piacere la riapertura di questo luogo straordinario, un’oasi culturale e paesaggistica meritevole di visita e di sosta.

Pertanto, la settimana scorsa, arrivato a Tivoli insieme ad alcuni amici, uscendo dalla Stazione li ho invitati ad entrare nel Parco, aperto tutti i giorni, dalle 9 al tramonto, come segnala il pannello all’esterno.

fig. 9 – Recinzioni lignee mancanti

Mi è veramente difficile descrivere la sensazione di incredulità provata alla vista della situazione di degrado in cui nuovamente oggi è ridotto il luogo: immondizia, bottiglie, lattine, cartacce e plastica mescolati a cumuli di foglie secche, particolarmente nella zona bassa, dove si trova l’ara della vestale che, anche se non ancora vandalizzata da scritte, ha perduto l’originario colore del travertino e necssiterebbe almeno di un intervento di ripulitura; la recinzione impropria di un pollaio verso monte, la presenza di vegetazione infestante che soprattutto verso l’Aniene forma una fitta cortina che impedisce la vista del fiume, hanno tolto visibilità e decoro ad un luogo che ricordavo assai diverso.

fig. 10 – Muri coperte da scritte colorate

Si aggiunga che parte delle recinzioni di legno sono mancanti, le panchine sono danneggiate e coperte di cartoni, vistose scritte colorate deturpano i muri, i pannelli didattici sono resi illeggibili dagli scarabocchi colorati che li ricoprono. Mi fermo qui, tralascio i miei pensieri e gli scoraggiati commenti dei visitatori.

fig. 11 – Panchine sporche e vegetazione infestante

Spero solo che questa mia segnalazione sia letta e presa in considerazione dagli Enti competenti e che il Parco della vestale possa tornare ad essere luogo ameno, suggestivo, ricco di storia e di natura,  il primo, per il turista che arriva a Tivoli in treno, a dover segnalare non solo le bellezze di qusta straordinaria città, ma anche la cura che Tivoli riserva ad esse.

fig. 12 – Ara annerita e piena di vegetazione

Bibliografia

AA:VV. Tivoli Fonte di Luce. Tivoli e la Vestale Cossinia, Catalogo Mostra (30 gennaio-31 maggio 2018), Tivoli 2018, pp. 93-218

Roberto BORGIA, “Tivoli e la Vestale Cossinia”. Catalogo della Mostra. Stesura originale ampliata. Tivoli 201

Zaccaria MARI; Una “Vestale sorprendente”, in Notizia Locale, XL, n.4, 22 febbraio 2024

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