Lo Sguardo di Escher: una giornata di cultura, storia e memoria a Montecelio

Lo Sguardo di Escher: una giornata di cultura, storia e memoria a Montecelio

Vidya.it ha già pubblicato le interviste al Presidente del Rotary Club di Guidonia Montecelio e allo scrittore Antonio Capitano. Per alimentare il fascino di una giornata intensa, le righe che seguono intendono fornire le ulteriori articolazioni della iniziativa, che ha avuto un successo di pubblico e di critica per l’importanza degli argomenti trattati

Si è svolto il 22 ottobre presso la Biblioteca comunale di Guidonia Montecelio il convegno Lo Sguardo di Escher, una giornata di approfondimento culturale dedicata al rapporto tra Maurits Cornelis Escher, Montecelio e il patrimonio storico, artistico e architettonico del territorio.

L’incontro si è svolto alla presenza dell’Amministrazione Comunale della Città di Guidonia Montecelio, rappresentata dal Sindaco, dall’Assessore alla Cultura e dal Dirigente alla Cultura, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso iniziative capaci di restituire al territorio una dimensione culturale di ampio respiro.

La giornata, organizzata dal Rotary Club Guidonia Montecelio e dall’Inner Wheel Guidonia Montecelio, ha proposto un percorso ricco e articolato, nel quale differenti prospettive di lettura hanno saputo intrecciarsi in maniera armonica: la letteratura, la storia locale, la memoria degli abitanti, l’urbanistica, l’architettura e, naturalmente, l’arte di Escher.

Un viaggio tra arte e suggestione narrativa

Ad aprire gli interventi è stato Antonio Capitano, che ha proposto una particolare lettura del rapporto tra arte e narrazione, muovendosi tra suggestioni letterarie e ipotesi narrative.

Al centro del suo intervento anche la vicenda personale e sentimentale di Escher, con particolare riferimento alla storia d’amore con quella che sarebbe diventata sua moglie. Una vicenda che, nella suggestione proposta, sembra intrecciarsi in qualche modo con l’opera realizzata dall’artista a Montecelio, riscoperta nel 2015.

Un approccio affascinante e coinvolgente, capace di restituire alla figura di Escher non soltanto la dimensione dell’artista e dell’incisore, ma anche quella dell’uomo, delle sue emozioni, dei suoi incontri e delle esperienze che hanno contribuito a costruire il suo particolare sguardo sul mondo.

Montecelio attraverso le persone e le storie

Alfonso Masini ha invece relazionato sulla scoperta dei mutamenti del borgo di Montecelio attraverso il punto di vista degli abitanti e delle storie che nel tempo ne hanno costruito l’identità.

Un racconto profondamente legato alla memoria del territorio, nel quale hanno trovato particolare rilievo le figure di Padre Michelangelo Cianti e di Don Celestino Piccolini, protagonisti di vicende e testimonianze che appartengono alla storia della comunità.

A completare il percorso è stato l’intervento di Patrizia Pollice, dedicato agli aspetti urbanistici e architettonici di Montecelio.

Il confronto tra il borgo osservato da Escher nel 1924 e quello contemporaneo ha permesso di evidenziare quanto, nonostante i cambiamenti intervenuti nel corso di un secolo, l’impianto del borgo abbia mantenuto elementi sostanzialmente riconoscibili.

Attraverso raffronti tra immagini e configurazioni ante e post la presenza di Escher, è stato possibile comprendere meglio ciò che l’artista olandese incontrò durante il suo soggiorno e, al tempo stesso, ciò che ancora oggi può essere riconosciuto di quella stessa realtà. Un modo per guardare Montecelio attraverso gli occhi di Escher e, contemporaneamente, per riscoprire Escher attraverso il paesaggio che lo aveva affascinato.

Una giornata di cultura dal respiro internazionale

Lo Sguardo di Escher ha quindi rappresentato molto più di un semplice convegno dedicato a un grande artista del Novecento.

È stata una giornata nella quale arte, letteratura, storia, memoria, architettura e identità territoriale hanno dialogato tra loro, offrendo al pubblico differenti chiavi di lettura di uno stesso luogo e di una stessa esperienza.

Il filo conduttore è stato Montecelio: il borgo che Escher conobbe nel 1924, il borgo raccontato dalle sue opere, quello conservato nella memoria dei suoi abitanti e quello che ancora oggi, attraverso le sue strade, i suoi edifici e le sue architetture, permette di riconoscere molte delle suggestioni che colpirono l’artista olandese.

La riscoperta dell’opera nel 2015 ha contribuito a riaccendere l’attenzione su questo straordinario legame, restituendo centralità a una pagina importante della storia culturale di Montecelio e offrendo nuove occasioni di studio, confronto e valorizzazione.

La partecipazione dell’Amministrazione Comunale e il contributo del Rotary Club Guidonia Montecelio e dell’Inner Wheel Guidonia Montecelio hanno confermato l’importanza di fare rete intorno alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio locale.

Una giornata, dunque, ricchissima di contenuti e di prospettive, nella quale relatori provenienti da ambiti diversi hanno saputo costruire un racconto unitario e armonico.

E proprio questo è forse il valore più significativo de Lo Sguardo di Escher: aver dimostrato come, partendo dallo sguardo di un artista olandese arrivato a Montecelio oltre un secolo fa, sia ancora possibile interrogarsi oggi sulla storia, sull’identità e sulla bellezza di un territorio.

Un dialogo tra passato e presente, tra dimensione locale e respiro internazionale, che pone Montecelio al centro di una storia culturale capace di oltrepassare i confini del territorio e di parlare, ancora oggi, attraverso lo sguardo universale dell’arte.

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Redazione

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