Da Tivoli Terme a Villalba, la Marcia della Pace: «La diversità è una ricchezza per il territorio»

Da Tivoli Terme a Villalba, la Marcia della Pace: «La diversità è una ricchezza per il territorio»

La pace comincia anche dalla possibilità di conoscersi, trovare ascolto e condividere le difficoltà quotidiane. È da questa convinzione che nasce la Marcia della Pace e dell’Inclusione Tivoli Guidonia, arrivata alla quarta edizione. L’appuntamento è per sabato 7 novembre 2026 alle 15, in piazza della Queva a Tivoli Terme, con arrivo in piazza della Repubblica a Villalba.

A raccontare il lavoro dietro la manifestazione sono Felice Esposito e Massimiliano Rossini, componenti del coordinamento promotore: un impegno che parte dal dialogo tra le culture e guarda a progetti di sostegno per chi vive nel territorio.

Una marcia nata per far incontrare le comunità

L’idea ha preso forma dall’incontro tra persone che avvertivano un’esigenza comune: creare occasioni di aggregazione tra le diverse comunità di Tivoli Terme e Villalba. Quartieri nei quali convivono provenienze, tradizioni e religioni differenti, ma dove non sempre esistono spazi per conoscersi.

«Siamo convinti che la diversità di queste culture sia una ricchezza per il territorio», spiegano Esposito e Rossini. La marcia vuole favorire proprio questo incontro, nella convinzione che la costruzione della pace passi anche dai rapporti tra vicini di casa: «La pace nel mondo nasce dal fatto di creare una convivenza tra le diverse persone».

Il messaggio scelto, “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”, accompagna un invito rivolto ad associazioni, cittadini, realtà politiche e comunità religiose. Il coordinamento ha inoltre diffuso un manifesto contrario al riarmo e all’invio di armi nei territori di guerra, raccogliendo adesioni tra le realtà locali. L’invito a partecipare è stato esteso anche al vescovo di Tivoli e alla comunità ortodossa di Tivoli Terme.

Il percorso e le “Bandiere in movimento”

Il corteo partirà da piazza della Queva e attraverserà via dei Fauni, via Cesare Augusto e via Bari, per raggiungere piazza della Repubblica a Villalba. Durante il pomeriggio sono previsti interventi e momenti di riflessione sui popoli colpiti dalle guerre e dalle oppressioni. Tra questi ci sarà “Bandiere in movimento”: le bandiere diventeranno il punto di partenza per raccontare storie, conflitti e difficoltà vissute dalle popolazioni. Ci sarà anche quella italiana, in uno spazio aperto a chiunque voglia unirsi.

«Non abbiamo messo nessun limite, chiunque vuole partecipare si può unire a noi», sottolineano gli organizzatori. «L’inclusione è proprio questa: includere tutti quanti insieme».

Lingua, casa e lavoro: le richieste alle istituzioni

Dietro la manifestazione c’è anche una proposta rivolta ai Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio: costruire un raccordo stabile tra istituzioni, associazioni culturali e comunità religiose, attraverso una possibile consulta per l’immigrazione.

Gli organizzatori indicano alcune difficoltà incontrate da chi arriva nel territorio: la scarsa conoscenza dell’italiano, la ricerca di una casa e l’accesso a un lavoro regolare. «Bisogna andare alla fonte», osservano, chiedendo interventi capaci di affrontare le condizioni di marginalità.

Nel ragionamento del coordinamento, alla sicurezza deve affiancarsi un lavoro sociale continuativo: offrire orientamento e sostegno può aiutare a prevenire situazioni di sfruttamento e vulnerabilità. L’obiettivo è dare alle persone riferimenti ai quali rivolgersi prima che le difficoltà si trasformino in isolamento.

Dai pacchi alimentari al progetto di uno sportello salute

L’impegno raccontato nell’intervista comprende anche la distribuzione di pacchi alimentari, occasione per ascoltare da vicino i problemi delle famiglie. «Non solo gli stranieri, ma anche le famiglie italiane», precisano Esposito e Rossini, richiamando l’attenzione sulle difficoltà economiche che attraversano il territorio.

Tra le idee c’è una mensa per le persone più disagiate. Un altro progetto, che il coordinamento intende promuovere insieme all’associazione La Sesta Stella, riguarda l’apertura a Guidonia di uno sportello salute: un punto di orientamento per aiutare cittadini italiani e stranieri ad affrontare le procedure necessarie per accedere alle visite sanitarie.

Sono proposte ancora da realizzare, che raccontano la volontà di dare continuità alla mobilitazione. «Il coordinamento non si ferma qui», assicurano gli organizzatori. La marcia del 7 novembre sarà quindi anche un’occasione per far conoscere questo lavoro e coinvolgere altre persone.

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Dajana mrruku