Il Canaro della Magliana, Antonio Del Greco su Dogman: «Ha commesso un delitto»

Il Canaro della Magliana, Antonio Del Greco su Dogman: «Ha commesso un delitto»

Il Canaro della Magliana, dalla cronaca nera al cinema, è al centro dell’incontro aperto da Marcello Fonte con la lettura di un estratto del libro di Massimo Lugli e Antonio Del Greco. Dopo gli approfondimenti sul delitto di via Poma e sul caso di Denise Pipitone, il percorso affronta una vicenda che invita a interrogarsi sugli abissi della mente e sul confine tra comprensione e giustificazione.

Il caso del Canaro della Magliana

Nel febbraio del 1988, alla Magliana, Pietro De Negri, titolare di un negozio di toelettatura per cani, uccise l’ex pugile Giancarlo Ricci. Tra i due esisteva un rapporto segnato da complicità criminali e sopraffazione. De Negri confessò l’omicidio, descrivendo sevizie prolungate: una ricostruzione che gli accertamenti medico-legali smentirono in diversi particolari. Condannato a 24 anni, divenne noto come il Canaro della Magliana. Alla vicenda si ispira liberamente Dogman di Matteo Garrone, interpretato da Marcello Fonte.

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Antonio Del Greco e le reazioni a Dogman

Sul rischio di confondere l’empatia con la giustificazione è intervenuto Antonio Del Greco, già dirigente generale della Polizia di Stato, che partecipò all’interrogatorio di De Negri. Ricordando le reazioni degli spettatori al film, ha raccontato: «Quando sono andato a vedere Dogman, la gente usciva fuori e diceva “Ha fatto bene”… ma ha fatto bene un cavolo! Lui è un assassino, non ha fatto bene per niente, ha commesso un delitto».

Un richiamo a distinguere il coinvolgimento emotivo suscitato dalla narrazione dal giudizio sull’omicidio: ricostruire le umiliazioni e il rapporto tra i protagonisti aiuta a interrogarsi sulle origini della violenza, ma non rende giustificabile la scelta di uccidere.

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Redazione

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