Con una lettera aperta inviate ai Sindaci di Roma, Tivoli, Guidonia Montecelio e quelli di tutti gli altri comuni bagnati dal fiume Aniene, le sezioni Aniene e Consiglio Regionale di Italia Nostra e quelli di Tivoli e Lazio di Legambiente lanciano un grido d’allarme.
Il malato è l’Aniene, la cui portata è già ridotta ai minimi, e il cui futuro potrebbe essere minacciato dal nuovoAcquedotto e dalla maggioricaptazioni alle sorgenti del fiume.
Il cantiere
“Cari Sindaci della Val d’Aniene – si legge nella lettera aperta – e, siamo certi che ognuno di voi abbia visto, percorrendo la Via Tiburtina Valeria e la Via Sublacense da Tivoli a Marano Equo, i giganteschi e devastanti cantieri di ACEA Ato2. Alcuni dei vostri uffici tecnici hanno, sicuramente, ricevuto a suo tempo, un corposo carteggio relativo ad un progetto di lavori in Val d’Aniene dal valore di 186 milioni di euro. Un progetto che non riguardava sondaggi alla ricerca di petrolio ma di acqua! Avete visto a ridosso del fiume e arrivare imponenti trivelle, scavatrici, enormi tubi. Da mesi si lavora, a volte anche in orario notturno, per creare un nuovo Acquedotto Marcio che servirà a trasportare un liquido che, se continua la corsa per accaparrarselo, sarà ancora più prezioso del petrolio: l’acqua pura delle sorgenti delle Aniene!”
Un dato che preoccupa: “Se fate i conti, dal tratto del fiume Aniene che va da Agosta a Roma, con l’entrata in servizio del Nuovo acquedotto Marcio, verranno a mancare 3.076 litri al secondo”.
Il livello del fiume
“È facile in realtà vedere che la situazione attuale del fiume è critica – aggiungono Italia Nostra e Legambiente -. Gli igrometri installati sul Ponte di Marano equo e sul Ponte Lucano antico lo dimostrano, non toccano più neanche il pelo dell’acqua, anzi ne distano buon mezzo metro. L’acqua non c’è più o quasi. In alcuni punti è addirittura possibile guadare il fiume a piedi”.
I prelievi di acqua e la sopravvivenza del fiume
“Da dati forniti qualche anno fa l’ACEA immette negli acquedotti di Roma acqua potabile per 18 mc/sec, che a conti fatti sono più di 500 litri al giorno per abitante, per l’80% pura acqua di sorgente. Un dato molto superiore alla media europea, che è intorno ai 150-200 litri al giorno. Un record, che rimane tale anche considerando che le perdite di rete sono, secondo recenti dati ACEA, intorno al 40%. Ci sarebbe quindi spazio per garantire il Minimo Deflusso Vitale del fiume, seguendo le direttive europee, l’indice che testimonia se in un corso d’acqua pesci e piante acquatiche possono sopravvivere. Ma già anni fa, nel tratto alto del fiume, analisi della Regione Lazio ne testimoniarono l’assenza. Secondo noi dovreste preoccuparvi del vostro territorio e dell’Aniene che è anche il fiume storico per eccellenza, un fiume la cui acqua alimenta la seconda cascata d’Italia per altezza ed un sito monumentale patrimonio del’UNESCO: la Villa d’Este”.
Giornalista, social media manager, mobile journalist, papà, rugbista, scout e volontario di protezione civile. Nel campo lavorativo, le parole sono la mia passione e la mia professione. Che siano scritte, speakerate o riprese, poco importa. Ho scelto di vivere raccontando fatti, esperienze, emozioni. Dalle parole stampate sulla carta a quelle pubblicate in digitale. Dalle immagini fotografate su pellicola al mobile journalism, il tempo – più di vent’anni – ha cambiato gli strumenti, ma non la passione.