Pozzo del Merro. Una straordinaria meraviglia naturale presso Guidonia Montecelio

Pozzo del Merro. Una straordinaria meraviglia naturale presso Guidonia Montecelio

Il Pozzo del Merro sui Monti Cornicolani, in comune di Sant’Angelo Romano, è forse il sinkhole (voragine carsica) più profondo del mondo

di 
Carlo Boldrighini, Presidente della sezione Aniene di Italia Nostra, già ordinario di Fisica Matematica presso l’Università di Roma La Sapienza

Il Sinkhole.

Visualizzazione delle varie profondità raggiunte nel Pozzo (Ph. Giorgio Caramanna, www.ocean4future.org)

Il Pozzo del Merro (e non Pozzo del Merlo, come compare in alcune carte), in comune di Sant’Angelo Romano, si trova nei Monti Cornicolani, all’interno della Riserva Naturale della Macchia di Gattaceca e della Macchia del Barco, in un paesaggio suggestivo di colli e piccole valli. Merro è un termine che si usava nel Lazio e in Abruzzo per indicare voragini o doline profonde. E’ un sinkhole, cioè una voragine carsica, di forma pressoché circolare con un diametro di circa 150 m, e ripide pareti che scendono per circa 80 metri fino ad un laghetto di acqua moderatamente sulfurea, che si è creata nel quadro dei fenomeni geologici che hanno prodotto le Acque Albule e i travertini.

Le indagini. Voragine senza fondo.

Esplorazione del Pozzo da parte di un sommozzatore (Ph. Giorgio Caramanna, www.ocean4future.org)

I primi studi risalgono alla fine dell’Ottocento. Negli anni venti del secolo scorso fu esplorata da speleologi, e i risultati di studi ed esplorazioni del Pozzo del Merro, e di altri fenomeni carsici di cui è ricca la zona, furono pubblicati nel libro di Aldo G. SegreI Fenomeni Carsici e la Speleologia del Lazio, nel 1948. Si ignorava però la straordinaria profondità del lago: si riteneva fosse di circa 80 m, anche se in uno resoconto speleologico si legge: “A detta della gente del luogo la voragine del Merro si prolungherebbe in un inghiottitoio stretto e profondo di cui non si conosce il fondo”.

A prova della verità di questa credenza popolare, il geologo subacqueo Giorgio Caramanna, nel quadro di un programma di ricerca dell’Università La Sapienza e con l’aiuto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, si immerse nel 1999 fino a 100 m. Nel 2000 il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco raggiunse la profondità di 210 m. In seguito Caramanna partecipò ad un progetto di ricerca con l’aiuto di robot sottomarini, e nel marzo 2022 il ROV (Remote Operated Vehicle) “PROMETEO” si fermò a 392 metri di profondità, per ragioni tecniche, senza trovare il fondo. Era una quota sufficiente per dichiarare il Merro sinkhole più profondo del mondo. Il primato fu perso però nel 2012 quando un ROV riuscì a giungere a 404 m di profondità nel sinkhole di Hranice, nella Repubblica Ceca. Ma né al Merro né a Hranice si è raggiunto il fondo, per cui la questione è aperta.

Flora e Fauna.

Visione aerea del pozzo (Ph. https://ilterritorio.net/)

Il paesaggio carsico intorno al pozzo del Merro, ricco di grotte, anfratti e piccoli specchi d’acqua, ospita anche una fauna e flora di grande interesse, descritta nelle pubblicazioni di studiosi, in particolare di Marco Giardini dell’Università La Sapienza, e dei suoi collaboratori (*).  Le acque ospitano una specie unica di crostaceo anfipode d’acqua dolce, scoperta solo nel 2005 e chiamata Niphargus cornicolanus, un piccolo crostaceo di circa 2 cm, che vive solo nel Merro, in acque profonde, e in una grotta a 6 km di distanza, a testimonianza di una rete sotterranea di acque comunicanti.

Situazione attuale. Prospettive.

Vegetazione presente vicino il Pozzo (Ph. ilnuovoterraglio.it)

Negli ultimi anni non ci sono purtroppo state altre ricerche nel Pozzo del Merro , che ora è anche difficile da raggiungere, per la crescita della vegetazione dovuta all’abbandono dell’agricoltura. Nel 2002 furono avanzate proposte da studiosi e associazioni alla Regione Lazio, per attrezzare sul luogo un Centro Visite con un piccolo Museo del Carsismo. La sede era già pronta: un edificio abbandonato costruito da ACEA negli anni 70. Ma la Regione rifiutò le proposte, per ragioni di sicurezza. Per quanto riguarda Hranice, molto ben attrezzata, basta dare un’occhiata su internet per capire che i problemi di sicurezza si possono risolvere.

Alcuni ritengono che è meglio lasciare le cose come stanno, perché, nonostante la presenza di un valido personale, si affaccia il timore che la Regione Lazio e la Città Metropolitana non sarebbero in grado di progettare e gestire una reale valorizzazione, particolarmente in una situazione di grande fragilità ambientale, in cui è facile incorrere in danni irreparabili.

Certo è una triste situazione quella di avere nel nostro territorio il sinkhole forse più profondo del mondo, e doverlo ignorare. E’ sperabile che la situazione cambi, e si possa giungere ad una corretta valorizzazione di questa vera e propria meraviglia naturale, promuovendo nuove ricerche per accertare la reale profondità della voragine, e tutelandola adeguatamente da danni ambientali, come inquinamenti delle acque e scarichi di rifiuti. Questo può avvenire solo con uno sviluppo della conoscenza e dell’interesse del pubblico.

BIBLIOGRAFIA

Per la storia e gli aspetti geologici e naturalistici del Pozzo del Merro dei Monti Cornicolani si veda l’ottimo libro: Marco Giardini (curatore), Sant’Angelo Romano (Monti Cornicolani, Roma) Un territorio ricco di storia e di natura. Ediz. Grafica Ripoli, Villa Adriana (Tivoli, Roma), 2012

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