Guidonia, i cittadini possono chiedere le “Zone a 30”: parte il piano per rallentare le auto nei quartieri

Guidonia, i cittadini possono chiedere le “Zone a 30”: parte il piano per rallentare le auto nei quartieri




Il Comune apre alla creazione delle nuove Zone residenziali con limite a 30 km/h: cittadini e comitati potranno segnalare le strade più pericolose e chiedere interventi per rallentare le auto e tutelare i pedoni

L’atto di indirizzo della giunta

Una “Zona a 30” sotto casa potrà partire anche dalla richiesta dei residenti. Cittadini e comitati di quartiere potranno infatti segnalare al Comune di Guidonia Montecelio le strade considerate pericolose e chiedere interventi per rallentare le auto. Le istanze saranno valutate insieme ai dati sugli incidenti per individuare progressivamente le nuove “Zone residenziali”, dove la velocità massima sarà fissata a 30 chilometri orari, o anche meno nei punti più critici.

È quanto prevede l’atto di indirizzo approvato dalla giunta di Palazzo Guidoni per introdurre sul territorio uno strumento strutturale di moderazione del traffico e tutela di pedoni e utenti più deboli.


Dalle richieste dei quartieri alle “Zone a 30”


Il provvedimento nasce anche dalle numerose segnalazioni che già arrivano agli uffici comunali e alla polizia locale da residenti e comitati, soprattutto per chiedere l’installazione di dossi contro le auto che sfrecciano nelle strade interne. I rallentatori, però, non possono essere collocati ovunque: sono vietati, ad esempio, lungo gli itinerari utilizzati dai mezzi di soccorso o dal trasporto pubblico di linea.

Da qui la scelta delle Zone residenziali, che consentono di intervenire con un insieme più ampio di misure.


Limite a 30 e precedenza ai pedoni


All’interno delle aree individuate il limite massimo sarà di 30 km/h, con possibilità di abbassarlo ulteriormente in base alle caratteristiche della strada. Sarà inoltre previsto il principio della coesistenza e della precedenza pedonale, insieme a specifica segnaletica e agli altri presidi consentiti dal Codice della strada.


Non tutte le strade potranno diventarlo

Saranno escluse le principali arterie necessarie alla fluidità del traffico, gli itinerari fondamentali per mezzi di soccorso e trasporto pubblico e le strade fuori dai centri urbani. Ogni richiesta dovrà quindi superare una valutazione tecnica sulla compatibilità della strada e sull’impatto sulla viabilità principale.

Le istruttorie saranno affidate alla polizia locale, mentre l’area Lavori pubblici dovrà occuparsi della fattibilità degli interventi e della successiva posa di segnaletica e arredi stradali, nei limiti delle risorse disponibili.



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Elena Ceravolo

Elena Ceravolo, giornalista professionista, cronista che da più di 30 anni racconta fatti e storie della provincia di Roma. Dalla cronaca nera alla bianca, con una passione speciale per l’archeologia e i viaggi, piccoli e grandi.