Caso semafori, Picarazzi: “Studio chiesto da due anni, intanto Tivoli diventa una città lampeggiante”
Antonio Picarazzi attacca il sindaco dopo lo stop ai semafori e l’annuncio di nuove analisi sui flussi: “Un piano del traffico basato su dati aggiornati lo chiediamo da due anni”.Nuovo attacco al primo cittadino
Un nuovo studio sui flussi di traffico per largo San Giovanni, ma proprio quelle analisi che le opposizioni avrebbero chiesto per due anni e che l’amministrazione avrebbe ritenuto finora non necessarie. È su questo punto che Antonio Picarazzi concentra il nuovo attacco al sindaco Marco Innocenzi dopo lo stop alla sperimentazione dei semafori “intelligenti” e il passaggio dell’impianto alla modalità lampeggiante: “Sono due anni che gli viene ricordato che bisogna fare un piano del traffico basato su indagini probanti e su misure adeguate connesse con quelle stesse indagini”.
Nel mirino finisce la lettera aperta con cui Innocenzi ha spiegato le ragioni dello stop. Secondo Picarazzi, il sindaco sarebbe arrivato soltanto adesso a conclusioni che gli erano state prospettate da tempo: prima di intervenire su un nodo complesso come largo San Giovanni occorre disporre di dati aggiornati e di una pianificazione complessiva.
“Proposte bocciate in aula”
Dai dati alla politica: “Negli ultimi due anni sono state avanzate anche iniziative formali sul tema. Innocenzi ha sempre detto che non era necessario, arrivando a bocciare in Consiglio comunale mozioni ed emendamenti al Dup che facevano esplicito riferimento alla necessità di un piano del traffico”. E l’affondo: “ ora si ricorda che per adottare soluzioni è necessario prima capire e avere gli elementi di analisi necessari”.
Contestato anche il richiamo di Innocenzi alle responsabilità della precedente amministrazione, sotto la quale furono progettati i semafori sulla base di uno studio del traffico del 2020. Per Picarazzi, il principio della continuità amministrativa non basta a spiegare perché siano trascorsi due anni prima di arrivare alla sperimentazione e, soprattutto, alla conclusione che servano nuove analisi.
Il fronte sui dati
C’è poi la questione dell’intelligenza artificiale. All’avvio del test, il 17 luglio, il sindaco aveva spiegato che telecamere e algoritmo avrebbero raccolto i flussi reali per ottimizzare i tempi dei semafori. Dopo le code estive Innocenzi ha fermato la sperimentazione e annunciato un nuovo studio aggiornato al 2026: “Ci ha informati che spenderà altri soldi per capire finalmente la natura e la qualità dei flussi del traffico dell’area”. La domanda: perché quelle analisi non siano state effettuate prima.
“Una città lampeggiante”
Dai semafori lasciati in lampeggiante alle luminarie natalizie il passo è breve: “A Natale – ironizza – avremo una “città lampeggiante” con i giochi luminosi finanziati dalla Regione per 30.000 euro e tutti i semafori di largo San Giovanni lampeggianti. Poi, chissà, ci sarà anche il villaggio della porchetta a Piazza Garibaldi, sempre lampeggiante, e l’altrettanto lampeggiante pista di pattinaggio?”.
