Il ricordo di Carlo Bernoni
La morte di Carlo Bernoni, architetto e urbanista, segna una grande perdita per la cultura della nostra città: appassionato di arte e legato profondamente alla sua Tivoli, ha cercato fino agli ultimi giorni di impegnarsi con mostre e pubblicazioni per valorizzare la città e il suo territorio.di
Maria Antonietta Tomei
Carlo Bernoni. Vita e Attività.
La morte di Carlo Bernoni, architetto nato a Tivoli nel 1931, è stata per me dolorosa e rappresenta anche una grande perdita per la cultura, non solo di Tivoli.
Tiburtina anch’io, ho avuto fin da bambina rapporti con la famiglia Bernoni, una delle più radicate nella storia cittadina; ma Carlo, che viveva a Roma, l’ho conosciuto e frequentato solo a partire dal 2018, quando era sindaco Giuseppe Proietti. Allestimmo insieme, nel Museo della Città di Tivoli, la bella mostra (che faceva seguito a quella del 1964 a Villa d’Este) sullo zio, il pittore Adolfo Scalpelli, morto sul fronte a soli 29 anni nella Seconda Guerra Mondiale.

La frequentazione di Carlo e di sua moglie Carla, dinamica e infaticabile compagna nella vita e nell’attività del marito, è stata un’esperienza per me importante e ricca di stimoli positivi, consolidata durante gli incontri nell’amena villetta di Grottaferrata.
Carlo Bernoni dopo la laurea si formò e lavorò nello Studio dello zio, il famoso architetto razionalista Alfredo Scalpelli, morto nel 1966.
L’occupazione principale della vita di Carlo fu quella di Dirigente, prima per la SIP, poi per Telecom, con responsabilità che alla fine della carriera arrivarono a coprire tutta l’Italia.
Ma gli impegni di lavoro non gli impedirono di mantenere uno stretto legame con la sua famiglia e con Tivoli. Infatti, oltre alla sua professione, ha trovato il tempo di dedicarsi con pubblicazioni e mostre, in collaborazione con Renato Mammucari, allo studio dei pittori, soprattutto acquarellisti, che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento immortalarono nei quadri i vari aspetti e paesaggi di una Campagna Romana oggi purtroppo quasi del tutto scomparsa.
Lo zio pittore Adolfo Scalpelli

Carlo aveva assorbito questo suo profondo amore per l’arte dalla vivace atmosfera culturale che aveva respirato nell’ambiente familiare. Era infatti il nipote di due famosi personaggi: il primo zio, il pittore Adolfo Scalpelli, al quale il Comune di Tivoli ha anche intitolato una via cittadina, fu l’unico allievo del famoso pittore Ettore Roesler Franz. Adolfo nella sua breve vita, sotto la guida del suo maestro, divenne un appassionato acquarellista, ritraendo Tivoli e la Campagna romana.

Lungo la Via di Pomata, per chi passeggia sulla strada che si snoda in mezzo agli ulivi secolari e ai ruderi romani, ancora oggi bene in vista c’è la lapide da Adolfo dedicata in ricordo del suo maestro Franz

Lo zio architetto Alfredo Scalpelli

L’altro zio di Carlo, assai importante nella vita lavorativa del nipote, fu Alfredo Scalpelli, noto architetto attivo tra gli anni ’20 e ’60. Alfredo ricoprì importanti ruoli nell’urbanistica e nella progettazione modernista del periodo tra le due guerre. Attratto particolarmente dall’urbanistica, fu vincitore di numerosi piani regolatori e nel 1945 fu uno dei membri della Commissione Urbanistica di Sabaudia.
Nella sua attività professionale figurano progetti di teatri, stadi, banche; ma la sua passione furono le chiese, a partire da quella bellissima di Sabaudia, che curò personalmente. Purtroppo una grande amarezza gli venne nel 1946 proprio dalla sua città natale, quando furono bloccati gli interventi urbanistici previsti nel Piano di Ricostruzione di Tivoli a seguito dei gravi bombardamenti della guerra.

Ricordo di Carlo
Di Carlo mi resta il ricordo della sua passione, che non è mai venuta meno negli anni, per la cultura, per l’arte, per la natura, così vivamente presenti nella nostra città; fino agli ultimi tempi, sempre pronto a coinvolgersi e a contribuire con i materiali a sua disposizione, nelle mostre del Museo, nelle attività di pubblicazione, nella valorizzazione del territorio.
Mi restano, e saranno ricordi cari, alcuni acquerelli e disegni che mi ha voluto regalare e che conserverò con grande cura.
La sua generosità, finalizzata ad un incremento della cultura di Tivoli in tutte le sue forme, lo ha spinto a mettere a disposizione anche il pregevole pianoforte di E.R. Franz – un cimelio arrivato in eredità alla famiglia Bernoni- Mancini attraverso Adolfo Scalpelli – affinché sia allestito in una delle sale Museali della città.
Durante le vacanze di Natale ci eravamo sentiti per gli auguri e per fissare il giorno di visita alla casa di Grottaferrata, al fine di visionare il materiale che Carlo aveva raccolto insieme alla moglie e al figlio Mauro (che si è laureato con una tesi su Alfredo Scalpelli): tale materiale sarebbe stato necessario per organizzare una mostra su questo importante architetto razionalista da allestire prossimamente nel Teatro Imperiale di Guidonia Montecelio.
Non c’è stato il tempo per vederci; ma portare avanti oltre la morte, insieme alla sua famiglia, questo progetto di Carlo Bernoni, sarà il modo più degno per ricordarlo ed onorarlo.
Per saperne di più
Mauro BERNONI, Alfredo Scalpelli, Architetto e Urbanista, Studio Tre B, Roma 1998
Carlo BERNONI, Adolfo Scalpelli. Tra Storia e Memoria, Città di Castello 2018
Carlo BERNONI, Una ricognizione dei percorsi pittorici e fotografici del pittore E.R.Franz, in Tivoli Medievale. Una città da riscoprire. Catalogo Mostra, , Dicembre 2023, pp. 205-210
Carlo BERNONI, Via di Pomata a Tivoli, la strada degli Artisti, in “Itinerari Turistico- culturali. Da Villa d’Este a Villa Adriana”, Tivoli 2023, seconda ed., pp. 25-34
