Monterotondo. Rivolta per il parcheggio

Monterotondo. Rivolta per il parcheggio

Lo scorso 6 giugno abbiamo riportato su Vidyait un documento delle associazioni Italia Nostra e Centro Storico in Movimento sulla vicenda del progetto di parcheggio interrato a Monterotondo. Riportiamo qui gli sviluppi recenti, che coinvolgono migliaia di cittadini.

di
Carlo Boldrighini

Monterotondo vista dall’alto

Il progetto

Nel 2016 il comune accettò la proposta della ditta AJ Mobilità per la costruzione di un parcheggio interrato sotto la Piazza della Libertà, in regime di Finanza di Progetto,cioè l’investimento, di circa 5 milioni, sarà remunerato dalla gestione dell’opera.  Nel 2022 la ditta si presentò alla gara in RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) con l’impresa di costruzioni D&D Costruzioni S.r.l. e si aggiudicò la concessione. Nel 2025 fu presentato un nuovo progetto, con spesa raddoppiata (circa 10 milioni).

Le condizioni proposte sono da considerare una versione «estesa» del regime di Finanza di Progetto, perché non saranno solo gli utenti del nuovo parcheggio a pagare l’opera, ma la ditta incasserà anche le quote di tutti i parcheggi del Comune per 21 anni. Inoltre sarà soppressa la sosta gratuita entro 1500 m dalla piazza, e sarà trasferita all’impresa una quota delle multe.

Ma la razionalità del regime di Finanza di Progetto consiste nel fatto che l’opera è pagata da chi la usa, a garanzia del fatto che corrisponda alle esigenze del pubblico. Ma se l’opera la paga anche chi non la usa, le condizioni di pagamento si configurano piuttosto come un tributo, incassato da un privato.

Si pianifica inoltre un aumento del traffico a beneficio di esercizi commerciali sulla piazza, per lo più bar e ristoranti, mete della movida che invade i centri storici e rende spesso la vita difficile agli abitanti.

Si aggiunga, elemento non trascurabile, che l’ aspetto della Piazza della Libertà sarebbe stravolto. La cortina dei 24 alberi monumentali, che nel parere della Soprintendenza competente per il progetto del 2016 doveva essere mantenuta, sarebbe eliminata, senza possibilità di ripristino, perché il suolo naturale sarebbe sostituito da uno strato impermeabile di gres. Come denunciato dalle associazioni il danno paesaggistico e il danno ecosistemico, con le sue conseguenze sulla salute dei cittadini, sarebbero notevoli.

Infine sul gres dovrebbe sorgere un nuovo manufatto commerciale in vetro e cemento di 700 mq, alto circa 16 m, visibile fin da piazza del Duomo. Un edificio più adatto ad uno shopping center che ad una caratteristica piazza storica. Infatti per autorizzarlo è necessario invocare deroghe alle norme urbanistiche comunali, per motivi di pubblico interesse. E certo vanno spiegati meglio ai cittadini di Monterotondo i motivi per cui è previsto che il parcheggio allo scadere dei 21 anni diventi proprietà comunale, mentre l’edificio in vetrocemento, pur pagato loro, rimarrebbe proprietà della ditta.  

Simulazione 3D dell’edificio (ph. https://www.pressenza.com)

Questioni di trasparenza

Un progetto di tale portata dovrebbe, secondo chi scrive, essere discusso con i cittadini ed eventualmente sottoposto a referendum, e non passare per gli usuali canali sotto l’innocuo nome Riqualificazione Verde attrezzato, e Autorimessa interrata in Piazza della Libertà, per cui l’abbattimento degli alberi viene definito come «riqualificazione verde attrezzato».   

In base alle norme sulla traparenza le associazioni hanno pertanto chiesto chiarimenti e la visione del progetto e degli atti anmministrativi relativi. Non è stato facile procurarseli, ma dopo averli visionati, si è visto che i documenti della Conferenza dei Servizi (CdS) presentano numerose anomalie. Non risulta che la Soprintendenza competente sia stata invitata nel modo dovuto: infatti l’Amministrazione intendeva usare il parere favorevole relativo al progetto del 2016, non più valido, perché scaduto e riferito ad altro progetto, e che inoltre richiedeva il mantenimento della cortina di alberi, che il nuovo progetto invece elimina.

In base alla Legge, il parere della Soprintendenza è obbligatorio e vincolante, visto che l’area del parcheggio si trova nella fascia di rispetto del centro storico. Da notare anche che il parere idrogeologico presentato alla CdS, essenziale per un parcheggio sotterraneo, si riferiva ad un progetto di pale eoliche in provincia di Viterbo!

La protesta

La protesta

Alla luce di quanto sopra, le Associazioni hanno pertanto inviato osservazioni in merito chiedendo all’amministrazione di prolungare i termini della CdS per poter adeguare la documentazione tecnica: dovrebbe essere interesse dell’amministrazione evitare di concludere la CdS sulla base di relazioni tecniche inadeguate.

Il Centro Storico in Movimento ha dato voce alla la protesta dei cittadini per l’abbattimento degli alberi, che è stata organizzata in modo originale e pittoresco, con due manifestazioni (flashmob), il 20 giugno e l’8 luglio (vedi foto), che si sono svolte con notevole gusto artistico, con un logo a forma di cuore, e la presenza di numerosi partecipanti, tra cui molti bambini, vestiti di rosso (3 foto). E’ stato costituito un apposito Comitato per difendere l’assetto storico delle piazza della Libertà, a cui hanno aderito centinaia di cittadini. Sono state raccolte, finora, circa 5000 firme in tutto il Comune.

Notevole anche l’eco sulla stampa: oltre alla stampa locale hanno riportato la notizia anche l’Espresso, il Fatto Quotidiano e, a fine luglio, il Messaggero.

Il Comune è ancora in tempo per rivedere il progetto, chiedendo eventualmente una variante più adeguata, come richiedono a gran voce i cittadini e le associazioni.

La protesta

La risposta

Il sindaco Varone è intervenuto sui social annunciando due assemblee pubbliche, il 14 e il 21 luglio.

Alla prima si è presentato come portavoce il dott. Franco Milito, consulente del comune di Roma, noto per la vicenda di viale Europa, all’EUR. La sua proposta di abbattere 185 grandi alberi, da lui classificati in classe D (da abbattere) fu bloccata dalla protesta dei cittadini: fatte le perizie, risultò che 150 alberi non erano in realtà in classe D, ma sani. Milito ha rassicurato la cittadinanza di Monterotondo che gli alberi monumentali non sarebbero stato abbattuti, ma solo «trapiantati», come in realtà oggi è possibile, a costi però esorbitanti, e solo per alberi con diametro fino a 30 cm, mentre a piazza della Libertà vi sono anche alberi monumentali con diametro di un metro.

Il 21 luglio l’incontro pubblico è stato gestito dalla stessa ditta che ha presentato un rendering suggestivo, per quanto possibile, della piazza a lavori ultimati, con vista anche sul mare. Negli interventi di risposta si è parlato di riorganizzazione complessiva della mobilità, creazione di spazi di socialtà, eliminazione di barriere architettoniche, ma si sono evitati i punti dolenti. L’effetto sui cittadini è stato scarso. La protesta continua, così come la raccolta delle firme, in vista della conclusione della CdS, che è prevista per i primi di settembre.

I cittadini di Monterotondo sperano che l’amministrazione comunale ascolti le loro voci di protesta, che sono più che fondate, finché è possibile intervenire sul progetto.

Per saperne di piu

Accedere al sito web https://www.centrostoricoinmovimento.org

Visualizare il canale YouTube https://www.youtube.com/@centrostoricoinmovimento1364

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Redazione

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