Il Sistema Museale di Tivoli: mostre e cataloghi per esplorare aspetti noti e meno noti del millenario passato della Città
Dieci anni di mostre, incontri e attività che hanno trasformato il Museo della Città di Tivoli in un punto di riferimento per la cultura tiburtina. Un luogo vivo, capace di raccontare la storia attraverso esposizioni originali, spesso inedite, che mettono in luce aspetti meno noti ma fondamentali del patrimonio culturale locale.
Visitare il Museo della Città di Tivoli significa accostarsi a una narrazione approfondita e plurale dell’identità tiburtina, attraverso un percorso che intreccia memoria, ricerca e valorizzazione del territorio.
Di Margherita Bedello, Archeologo già funzionario del Ministero della Cultura
Mostre importanti sempre incentrate su Tivoli, la sua storia, il suo territorio; incontri, presentazioni di libri e conferenze di alto livello scientifico, hanno caratterizzato negli ultimi anni l’attività culturale del Sistema Museale Tiburtino (Museo della Città e Rocca Pia) (Fig. 1), ad opera della sua curatrice, l’archeologa Maria Antonietta Tomei, collega per tanti anni nel Ministero dei Beni Culturali e amica carissima, alla quale si devono sia la programmazione degli allestimenti e degli eventi nelle sedi museali, sia il coordinamento delle importanti pubblicazioni scientifiche connesse.

L’attività museale
In questi anni, numerose iniziative sono state promosse dall’Amministrazione Comunale per la valorizzazione della città e del paesaggio tiburtino, famoso per un mix di fattori: le vestigia archeologiche, le meraviglie storico-artistiche, il paesaggio, straordinaria commistione di natura e di arte, nel quale si impongono gli estesi e rigogliosi oliveti; inoltre la presenza delle cave di travertino, il Lapis tiburtinus, con la secolare attività legata alla sua estrazione, lavorazione e trasporto (fig. 2).

Nell’attività museale svolta senza interruzioni, sempre condotta con grande passione e competenza scientifica, è stata operata una scelta precisa e diversa rispetto al passato, ponendosi l’attenzione su quegli aspetti di Tivoli importanti, ma meno sfruttati mediaticamente, e rimasti nel cono d’ombra di quei veri e propri giganti rappresentati da Villa Adriana e da Villa d’Este, siti Unesco, che da sempre hanno costituito una imprescindibile meta turistica per tutti i visitatori.
Un territorio straordinario da raccontare
Si è posto l’accento, con formula nuova, meno romantica rispetto al Grand Tour, sulla straordinaria mescolanza tra paesaggio, archeologia, storia e memoria dell’antico, che caratterizza questo straordinario angolo del Lazio, che conserva le tracce di un passato che risale ben oltre le più remote fasi protostoriche e diventa sempre più manifesto in età romana, con l’occupazione capillare dei suoi ‘verdi colli olivati’, popolati dalle residenze lussuose dell’aristocrazia romana e dalle fattorie destinate ad una produzione agricola di nicchia.
Un territorio da scoprire
Un contesto così articolato suggerisce anche oggi passeggiate ove natura, monumenti e attività produttive hanno sempre convissuto in grande armonia: si pensi alla posizione, naturalmente difesa e salubre, e all’abbondanza di acqua, fornita sia dai quattro acquedotti provenienti dalla zona sublacense, che nell’antichità rifornirono la capitale dell’Impero (Anio Vetus, Anio Novus, Aqua Marcia e Aqua Claudia) (fig. 3), sia dal fiume Aniene, che rappresentava, a valle, una praticabile via navigabile, in aggiunta all’itinerario di terra della via Tiburtina Valeria.

Mostre sui monumenti e la storia di Tivoli
Queste caratteristiche così singolari a pochi passi dalla capitale sono state decisive nell’orientare le scelte culturali e promozionali del Comune, che ha voluto dedicare una serie di eventi ai monumenti e alla storia di Tivoli, alla sua economia agricola ed estrattiva, e alle inaspettate sperimentazioni di cui è stata protagonista, grazie proprio alle sue caratteristiche geomorfologiche. Così, se una serie di conferenze nella bella sala del Museo della Città ad esse destinata ha volto lo sguardo verso tematiche culturali di ampio respiro, le Mostre degli ultimi anni hanno puntato su argomenti nei quali la storia, la natura, l’arte e le attività commerciali tiburtine si sono strettamente intrecciate; e inoltre sono state arricchite da Percorsi turistico – culturali nel Territorio, che hanno arricchito i temi trattati negli allestimenti museali, indirizzando i visitatori verso passeggiate all’aperto e soggiorni più lunghi in città.
Progetti curati da numerosi studiosi
Un folto gruppo di studiosi – per lo più provenienti dai ranghi del Ministero della Cultura, del mondo accademico e dalla vivace tradizione culturale locale – ha dato il suo contributo ai progetti, presentando nei Cataloghi, che hanno sempre accompagnato i singoli allestimenti, il frutto delle loro più recenti ricerche (fig. 4).

Ne è derivato un lavoro corale, raccolto in volumi importanti, oggi presenti nelle più frequentate Biblioteche nazionali ed estere, ove professionalità diverse hanno posto l’attenzione su distinte problematiche, affrontando, pur sempre nell’ampia cornice storica e ambientale che il territorio tiburtino offre, quelle che oggi attirano i maggiori interessi: la salvaguardia dei luoghi, il restauro, la manutenzione, soprattutto la valorizzazione, accompagnata da una adeguata didattica. Tutto si è svolto mantenendo sempre al centro dell’attenzione la secolare vicenda di Tivoli dall’antichità, che molto ha forgiato città e paesaggio, fino ad oggi, offrendo spunti numerosi e diversificati per gli allestimenti del Sistema Museale della Città (fig. 5).

La mostra sulla Vestale Cossinia
Il legame con l’antico, a Tivoli sempre presente, in ogni angolo, è stato al centro della mostra dedicata alla Vestale tiburtina Cossinia, inserita in un’oasi naturalistica lungo l’Aniene, con la sua tomba/cenotafio, particolarmente preziosa essendo l’unica sepoltura conosciuta di una Vestale, che neppure Roma può vantare, pur conservando, nel Foro romano, la sede di queste sacerdotesse di origine antichissima. Scoperta nel 1929 lungo la frondosa sponda destra dell’Aniene, ha restituito un prezioso corredo d’avorio e ambra, tipicamente femminile, famoso per la presenza di una bambolina di cui, per l’occasione, fu consentito dal Museo Nazionale Romano il prestito per l’esposizione nella mostra al Museo, nel 2018 (fig. 6).

Le grandi ville romane
All’antichità romana rimanda anche un altro importante allestimento del 2021, accompagnato da un dettagliato Catalogo, “Le grandi ville romane del territorio tiburtino”. Vi si presentavano i resti di ville e residenze appartenenti all’aristocrazia politica e intellettuale romana dall’età repubblicana fino al tardo impero, meno famose della celeberrima Villa Adriana, ma suggestive per l’inserirsi delle loro poderose rovine in un paesaggio unico, mosso da colli e pendii ondeggianti di olivi (fig. 7).

Entrambe le manifestazioni espositive, dedicate al mondo romano, sono state pensate in concomitanza con la sistemazione e la valorizzazione didattica di Iinerari naturalistici e culturali: il Percorso Piranesiano, (fig. 8), la via di Pomata (fig. 9), l’Itinerario San Marco Pisoni, quest’ultimo in via di completamento e al quale ha fatto riferimento recentemente in questa stessa sede editoriale Maria Antonietta Tomei.


La storia medioevale
A conclusione di questo ciclo della memoria si pone la mostra “Tivoli medievale. Una città da riscoprire“, tuttora aperta e prorogata fino al termine dell’anno Giubilare (figg. 10-11): essa si rivolge al meno noto medioevo tiburtino, suggerendo anche in questo caso Itinerari all’interno del borgo antico e dei luoghi che videro ancora protagonista una città sopravvissuta al crollo della potenza romana, ma di cui aveva saputo custodire il potere evocativo attraverso la conservazione e il riutilizzo dei suoi monumenti. (fig. 12)



Infatti Tivoli, con il territorio circostante, grazie alla sua posizione geografica, alla vicinanza a Roma e alla possibilità di utilizzare, anche come simbolo di autorità e prestigio, numerose preesistenze sopravvissute, si trovò inserita nelle lotte che caratterizzarono il basso medioevo, diviso tra l’adesione al Papato e quella al Potere imperiale.
La mostra “Tivoli, fonte di luce”
Ad un elemento fondamentale della città, l’acqua, ha fatto riferimento la mostra su “Tivoli, Fonte di luce”, aperta insieme a quella della Vestale Cossinia; mostre non così idealmente distanti come potrebbe sembrare, in quanto collegate entrambe ad uno dei principali elementi caratterizzanti il territorio, le acque dell’Aniene. Tanto il complesso della Vestale traeva autorevolezza e suggestione dal paesaggio fluviale su cui tuttora domina, tanto la onnipresenza del fiume parla di una risorsa, tra il 1886 e il 1892, grazie alla potenza e vigore delle sue acque in caduta, consentì a Tivoli di realizzare la prima linea al mondo di trasmissione di elettricità in corrente alternata, ed il primo esperimento di illuminazione urbana a Tivoli.
Il lapis
Certamente non ultima in importanza è stata la mostra sul “Lapis tiburtinus. La lunga storia del Travertino“, che ha celebrato una delle eccellenze del territorio, il travertino romano, qui estratto e lavorato fin dal III sec. a.C e arrivato a godere ancor oggi di una meritata fama e di un utilizzo diffuso sul mercato globale (fig. 13).

L’attività dell’Amministrazione Comunale in campo culturale, anche solo a partire dall’ultimo decennio, è stata dunque densa e articolata, come non sempre accade, e costituisce un prezioso lascito per una città, sempre presente nell’immaginario collettivo per la bellezza del suo comprensorio, tanto vicino a Roma da meritare una visita. L’invito è dunque anche quello di affacciarsi all’ultima mostra sul Medioevo, ancora in atto, e consultare i preziosi cataloghi, frutto della passione di tanti studiosi che hanno voluto così celebrarne il glorioso passato, non ignorandone le potenzialità future.
Bibliografia
“Le Bellezze di Tivoli nelle immagini e negli Scritti del Grand Tour”, Catalogo a cura di R. Borgia, Tivoli 2017, pp. 1-267
AA.VV. “Tivoli Fonte di Luce. Tivoli e la Vestale Cossinia”, Tivoli 2018, pp. 1-218
“Lapis Tiburtinus : La lunga Storia del Travertino . The long History of Travertine” . A cura di Maria Antonietta Tomei e Roberto Borgia, Tivoli 2020, pp. 1-238
“Tivoli Medievale. Una città da riscoprire “ A cura di Maria Antonietta Tomei con Alessandro Tomei, Tivoli 2023, pp. 1-293
“Adolfo Scalpelli. Tra Storia e Memoria “, A cura di Carlo Bernoni, Tivoli 2018, pp. 1-96
“Itinerari turistico-culturali. Da Villa d’Este a Villa Adriana. Via di Pomata e Percorso San Marco-Pisoni. “, a cura di Maria Antonietta Tomei, pp. 1-138
AA.VV. “Complesso della Rocca Pia. Percorso Museale”, Viterbo 2019, pp. 1-93
