Andrea Lattanzi debutta alla regia tra Tivoli e San Polo dei Cavalieri: «Sono i miei posti del cuore»

Andrea Lattanzi debutta alla regia tra Tivoli e San Polo dei Cavalieri: «Sono i miei posti del cuore»

di
Dajana Mrruku

Tornare nei luoghi dell’infanzia, questa volta per raccontarli attraverso la macchina da presa. Andrea Lattanzi sceglie Tivoli e San Polo dei Cavalieri per il suo primo cortometraggio da regista. L’attore racconta nell’intervista a Vidya.it l’emozione del ritorno e la voglia di sperimentare un ruolo diverso sul set: «Ritornare qui oggi e girarci per me è una grande vittoria».

Vidyati l’intervista a Lattanzi

Il ritorno nei luoghi dell’infanzia

La scelta delle location nasce da un legame personale. «Sono molto emozionato e contento perché questi sono un po’ i posti del cuore che mi porto dentro da quando ero un bambino», spiega Lattanzi. A San Polo dei Cavalieri è cresciuto, mentre a Tivoli ha trascorso molto tempo anche per gli studi: «Andavo all’istituto Fermi». Sono luoghi che associa a un’infanzia felice, ai nonni e alle esperienze che lo hanno accompagnato prima del lavoro nel cinema. Oggi ritrovarli come ambientazione della propria opera prima aggiunge un significato particolare alle riprese. «Spero che non sia l’ultima volta», dice, con il desiderio di tornare a lavorare in un territorio al quale continua a sentirsi vicino.

«Volevo mettermi in gioco»

Il passaggio alla regia nasce soprattutto dalla curiosità: «In realtà era una sperimentazione». Dopo l’esperienza davanti alla macchina da presa, Lattanzi ha voluto provare a costruire una storia assumendosi responsabilità nuove: «Volevo vedere com’era mettersi in gioco, proporre qualcosa di nuovo, di diverso». Conoscere il funzionamento di un set da attore è un punto di partenza, ma dirigere significa affrontarlo da un’altra prospettiva. «Faccio l’attore e so benissimo come funziona stare su un set», osserva. Sperimentare il lavoro del regista gli sta però facendo scoprire quanto impegno richieda seguire ogni fase: «Mi sto accorgendo che è veramente una fatica continua». Una difficoltà che fa parte della sfida cercata: «Volevo mettermi in gioco, punto. È questo».

Un apicoltore protagonista del cortometraggio

Sulla trama Lattanzi mantiene il riserbo, ma offre una prima anticipazione: «Si intitola “Honey”. Parla di questo apicoltore che vivrà varie vicissitudini in questo piccolo borgo». Il racconto si muove tra Tivoli e San Polo dei Cavalieri, con gli spazi di campagna a fare da ambientazione a una parte della storia. Al centro ci sono il protagonista e gli avvenimenti che ne attraverseranno la quotidianità: «Una piccola storia con varie vicissitudini che accadranno e che non posso dire». Per conoscere il resto bisognerà aspettare. Intanto, il primo passo da regista coincide con un ritorno alle origini: «Sono molto emozionato e contento».

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Redazione

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