Diritti, equità e lavoro autonomo al centro dell’incontro alle Scuderie Estensi
Il lavoro non è invisibile, ma spesso viene reso tale. È questo il messaggio emerso con forza dall’incontro “Partite IVA ,”Il lavoro che l’Italia non vuole vedere”, che si è svolto venerdì alle Scuderie Estensi di Tivoli, richiamando cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori autonomi, professionisti e rappresentanti istituzionali.
Il dibattito ha acceso i riflettori su una realtà che riguarda milioni di persone in Italia: chi lavora con Partita IVA continua a essere essenziale per l’economia e per i servizi, ma resta spesso escluso da tutele fondamentali. Malattia, maternità, discontinuità del reddito e compensi bassi sono stati al centro degli interventi, a partire da una domanda cruciale: può esistere giustizia sociale se i diritti dipendono dal tipo di contratto?
L’incontro ha messo in discussione una narrazione diffusa che descrive il lavoro autonomo come una scelta sempre libera. Al contrario, è emerso come per molti l’apertura della Partita IVA rappresenti l’unica possibilità di lavorare, in un sistema che scarica il rischio sulle singole persone e normalizza forme di precarietà strutturale.
Al centro anche il ruolo della politica, chiamata a superare interventi frammentari per affrontare in modo strutturale la condizione del lavoro autonomo.
L’iniziativa ha confermato quanto il tema delle Partite IVA non riguardi una categoria ristretta, ma il futuro del lavoro nel suo complesso. Rendere visibile il lavoro autonomo significa riconoscerne il valore e la dignità, contrastando disuguaglianze che rischiano di diventare la norma.
Come ricordato nel corso dell’incontro, partecipare a momenti di confronto come questo non è mai neutro: è già una scelta politica.
