Scuole in difficoltà, gli studenti scendono in piazza: mobilitazioni tra Guidonia e Tivoli
Prima a Guidonia, poi a Tivoli: due giornate di mobilitazione per portare al centro dell’attenzione le difficoltà che attraversano il mondo della scuola e chiedere interventi concreti. Gli studenti del territorio sono tornati a far sentire la propria voce, manifestando per rivendicare ambienti scolastici più sicuri, maggiori investimenti nell’istruzione e più attenzione alle esigenze delle nuove generazioni. Le iniziative, promosse con il coinvolgimento della Rete degli Studenti Medi di Tivoli e Guidonia, hanno visto ragazze e ragazzi scendere in piazza per raccontare una realtà che, secondo le loro testimonianze, presenta diverse criticità. Non soltanto problemi strutturali degli edifici, ma anche bagni in condizioni difficili, aule sovraffollate e carenza di spazi adeguati per vivere la scuola.
Tra gli slogan comparsi durante le manifestazioni anche «Più soldi alle scuole, meno alle armi», un messaggio che riassume una delle principali richieste degli studenti: destinare maggiori risorse all’istruzione pubblica, alla manutenzione degli istituti e al diritto allo studio. A raccontare le ragioni della protesta sono stati gli stessi adolescenti, che chiedono di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro futuro. La scuola, nelle loro parole, non può essere soltanto il luogo delle lezioni, ma deve rappresentare uno spazio sicuro, accogliente e capace di rispondere ai bisogni di chi lo frequenta ogni giorno.
La mobilitazione si inserisce in una più ampia richiesta di cambiamento portata avanti dalla Rete degli Studenti Medi, rappresentata sul territorio da Sofia Vennarucci, tra le priorità indicate dall’organizzazione figurano un piano concreto per l’edilizia scolastica, maggiori investimenti e politiche che rendano l’istruzione realmente accessibile a tutti.
Il messaggio degli studenti è chiaro: le difficoltà della scuola non possono essere considerate problemi secondari. Le nuove generazioni chiedono ascolto, risposte e soprattutto la possibilità di contribuire attivamente a costruire una scuola diversa.
