Italia Nostra sollecita l’adesione di Tivoli all’Associazione Nazionale Città dell’Olio.
SOS per gli ulivi secolari e la promozione dell’olio tiburtino. Italia Nostra propone l’adesione L’Associazione Nazionale città dell’Olio, l’Amministrazione concorda ma al momento non ci sono i fondi.
Di Carlo Boldrighini, Presidente della Sezione Aniene di Italia Nostra

L’Associazione Nazionale città dell’Olio (ANCO) ha lo scopo di valorizzare l’olivicoltura, anche come fattore ambientale, culturale e turistico, e di sostenerla sul piano economico e sociale con marchi specifici e varie iniziative. E’ un’attività in sintonia con programmi dell’UNESCO e della FAO per la conservazione della biodiversità agricola e dei paesaggi rurali storici.
Tivoli e i suoi olivi

Tivoli può vantare un’olivicoltura bimillenaria, come risulta da citazioni e documenti, dall’antichità classica fino all’epoca moderna. Un fatto raro, se non unico. Negli anni settanta si stimava che Tivoli avesse circa 150.000 ulivi, in gran parte alberi pluricentenari, alcuni anche millenari, appartenenti a circa 20 varietà selezionate localmente nei secoli. Il paesaggio degli ulivi secolari tra le rovine delle antiche ville di otium, soprattutto lungo la via di Pomata e nell’area di Quintiliolo, è stato riprodotto in quadri e stampe dai tempi del Grand Tour fino ad oggi.
Manca un riconoscimento per l’olio tiburtino

Ma Tivoli non fa parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, mentre ne fanno parte quasi tutti i comuni confinanti, inclusa Roma, e non ha nemmeno un DOP o altro marchio di qualità. Fa eccezione l’oliveto che si trova all’interno del parco di Villa Adriana, gestito dall’Istituto VILLAE, che ha registrato il marchio «Olio di Adriano», prodotto dalla varietà locale dominante. Si tratta però di una piccola porzione degli oliveti tiburtini. Il resto negli ultimi decenni ha subito un forte degrado, soprattutto per l’abbandono dei terreni e gli incendi estivi. Molti olivi secolari sono già spariti nel fuoco, tra cui anche l’esemplare millenario certificato dal Corpo Forestale, detto Albero delle Spade, presso il fontanile di Pomata.
L’Associazione Nazionale città dell’Olio
L’autunno scorso, dopo una conferenza su Archeologia e Territorio, presso il Museo della Città, Italia Nostra e l’AIAPP (Associazione Italiana Architettura del Paesaggio) hanno proposto all’amministrazione comunale di aderire all’ANCO. Oltre ai vantaggi per l’olivicoltura e l’immagine della città, si tratta di un passo essenziale per l’inserimento nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici presso il Ministero (MASAF) degli oliveti nell’area di Quintiliolo; un suggestivo tratto ben conservato del nostro territorio, che, con il nome di Agro Tiburtino Sabino, ha già superato la valutazione preliminare del Ministero in base alla documentazione fornita dalle associazioni promotrici.
La proposta di Italia Nostra

La nostra proposta è stata accolta favorevolmente dalla nuova Amministrazione comunale, almeno a giudicare dalle risposte che abbiamo avuto dagli Assessori competenti. Italia Nostra si è quindi impegnata a prendere contatti con gli uffici dell’ANCO, per fornire le necessarie informazioni sulle modalità di adesione, cosa che abbiamo fatto entro gennaio. L’adesione all’ANCO richiede l’approvazione di una delibera della giunta comunale.
I problemi di bilancio
La pratica andava avanti, ci dicevano, e aspettavamo la conclusione per poter organizzare prima dell’estate un incontro tra ANCO, produttori, Amministrazione e Associazioni sulle prospettive di valorizzazione dell’olivicoltura tiburtina. Ma la scorsa settimana abbiamo saputo che la delibera non è passata per mancanza di copertura finanziaria. Fatto piuttosto sorprendente, visto che si tratta di una spesa di circa 2500 euro, assai modesta per i bilanci comunali. Non è un segno incoraggiante per la sorte dei nostri olivi secolari.
Ci hanno detto che bisogna attendere le variazioni di bilancio del prossimo luglio, e che resta ferma la volontà dell’amministrazione di aderire all’ANCO. C’è solo da sperare che sia una volontà abbastanza forte da portare a conclusione la procedura.
