“Sorprese di carta” di Vidya It: la Colazione di Pasqua
Con la fine della Quaresima, una nuova “sorpresa di carta” di Vidya It, a cura dell’Archeologa del Gusto e Cuoca dell’Alleanza Gabriella Cinelli.
Di
Gabriella Cinelli
La Colazione di Pasqua
Lo spazio culturale dedicato alle tradizioni gastronomiche e i prodotti tipici riprende dal mese di Aprile con il racconto di una delle tradizioni più celebrate nei nostri territori: la Colazione di Pasqua. Nelle prime ore del mattino, il giorno di Pasqua, si usa allestire la tavola a festa, celebrando la Resurrezione di Cristo e la primavera o rinascita della natura dei riti appartenenti alle civiltà classiche. Con fare sacrale le donne stendono sulla tavola la tovaglia più bella, quella deputata al rito della colazione e, con arte, sistemano sopra di essa i simboli gustosi della Rinascita. L’uovo, simbolo di vita per tutti i popoli e in tutte le epoche è il dono augurale protagonista. Si aggiungono uova dipinte, sode o farcite, simbolo di fertilità, e a volte la versione contadina della frittata ai carciofi e mentuccia. Al centro, contornata di merletti e fiori, la pizza cresciuta all’anice, profumata di Alchermes e Vermouth; accanto la pizza sbattuta romana, dolce e soffice, sorella del pan di spagna, riservata ai bambini. Sul tagliere di legno la salamella corallina e la lonza, ovvero i salumi artigianali, preparati in gennaio, dopo il rito dell’uccisione del porco. In molti borghi della Valle dell’Aniene si creano ancora bambine, cavallucci, galli, leprotti di pasta biscottata, contenenti uova sode da regalare ai bambini come augurio. Presente anche l’agnello, ricordo della tradizione pastorale e richiamo del sacrificio biblico, preparato con la ricetta della coratella con cipollotti e carciofi al profumo di alloro e mentuccia. Nel tempo si sono aggiunti ai prodotti della tradizione altri ospiti gastronomici, entrati nel rito per arricchire la tavola, la Colomba e l’Uovo di cioccolato. Chi si affretta a fare anche prelibatezze di altre regioni come pastiera e casatiello, chi rispetta la tradizione regionale. L’ultimo ritocco femminile della tavola, i rami di pesco fioriti e le roselline, che annunciano la stagione primaverile. Tutte opere d’arte gustose, preparate in famiglia. La Colazione di Pasqua dei nostri territori è uno scrigno di bontà, da aprire in quella mattinata sia che ci si rechi in Chiesa sia che si rimanga a casa, aspettando gli ospiti. Anche quest’anno, come sempre, si compirà il rito del cibo della rinascita primaverile, rispettando natura e calendario liturgico. Il Carnevale è alle spalle, la Quaresima è finita, la Pasqua o giorno della Resurrezione è alle porte. Seguirà il Lunedì dell’Angelo, Pasquetta, che subito evoca natura, passeggiate, picnic, giochi e divertimenti sui prati con la famiglia. Simboli della pasquetta, l’immancabile coperta da stendere sull’erba per poter appoggiare tutto il necessario e il cestino pieno dell’essenza di recupero del cibo, in modo da riciclare tutti gli avanzi di Pasqua facendo, panini, frittate e timballi, flan e crostate, torte rustiche.

Con queste poche righe abbiamo raccontato una piccola pillola gastronomica per chi avrà voglia di ricominciare a gustare con entusiasmo la vita. La Primavera arriverà con i suoi ritmi naturali e con le prelibatezze delle nostre comunità che custodiscono saperi e gesti dalle tradizioni millenarie.
Buona Pasqua
Gabriella Cinelli, Archeologa del gusto e Cuoca Slow Food dell’Alleanza
