Le ricette del Calendario dell’Avvento di Vidya It: #2 Struffoli Napoletani
Di
Gabriella Cinelli
Non c’è Natale a Napoli senza Struffoli, ma la loro origine è greca, sembra infatti che questi coriandoli di frolla che compongono il dolce siano stati portati nel porto di Napoli dai Greci ai tempi di Partenope.
Le origini degli Struffoli
Gli Struffoli sono la ‘variante’ napoletana di un dolce appartenente, in forme simili, alle tradizioni gastronomiche di molti paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Ecco perché in Italia, si possono trovare preparazioni analoghe, le cui origini affondano nel medesimo passato. Scopriamo questi tesori:
‘Strufoli’ (con una effe) palermitani.
‘Cicerchiata’, diffusa in Molise, Abruzzo, Marche e in parte del Lazio.
‘Cicerata’ o ‘Cicirata’ della Basilicata.
‘Pignolata’ al miele, diffusa in Calabria e in parte della Sicilia
‘Sannacchiudere’, nella provincia di Taranto.
‘Purceddhruzzi’, in provincia di Lecce
‘Giggeri’, specialità di Carloforte, località situata in provincia di Carbonia-Iglesias, nel sud della Sardegna.
Ma non possiamo dimenticare che “Neapolis” era uno dei più importanti centri della Magna Grecia quindi sono gli Struffoli che col passare dei secoli sono diventati ambasciatori del gusto partenopeo in Italia e nel mondo. A Napoli in ogni famiglia si tramanda la ricetta degli struffoli e i propri struffoli sono gli unici autentici, quelli tramandati in linea femminile da una nonna, una mamma o una zia monaca. Con il loro numero molteplice, così come l’uva e il melograno, sembra che portino abbondanza, ricchezza e salute in tutte le case, napoletane e non. Per i bambini è molto divertente farli, mentre gli adulti friggono.
Buona preparazione!
Da cosa deriva il nome Struffoli
Il nome deriverebbe dal greco antico “strongoulos” che significa arrotondato, e “pristos” che vuol dire tagliato. Oppure deriverebbe da strofinare, per il gesto che si compie per lavorare la pasta. Non a caso in Grecia si prepara un dolce chiamato “Loukoumades” (ghiottonerie) che ricorda proprio gli struffoli. Nell’impasto originale si trovavano oltre l’indispensabile miele, anche fichi, noci, melograno. Prodotti tipici della Grecia fin dall’antichità. La diffusione degli struffoli tuttavia avvenne in epoca più moderna grazie ai conventi napoletani dove venivano preparati dalle suore per offrirli come dono alle famiglie nobiliari che si erano distinte per atti di carità. Nel tempo ha conquistato un ruolo anche sulle tavole di altre regioni dove ha assunto denominazioni diverse; nel Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria la ricetta degli struffoli viene chiamata cicerchiata, per via della somiglianza con il legume cicerchia.

Ingredienti
400 g di farina di grano tenero tradizionale*
½ kg miele o più
3 uova intere e 3 tuorli
120 gr zucchero
80 gr Burro ammorbidito
La scorza di 1 arancia e di 1 limone grattata
1 bicchierino di liquore di anice
Frutta candita per decorare
5 gr di lievito per dolci
Confettini colorati
Arilli di melograno per decorare
Olio extravergine di oliva per friggere
Preparazione
Disponete la farina precedentemente setacciata a fontana, inserite nel centro lo zucchero, il lievito, le uova intere, i tuorli, il burro e un pizzico di sale. Impastate con cura fin quando non avrete ottenuto un impasto omogeneo poi lasciatelo riposare coperto con un canovaccio per circa un’ora.
Trascorso il tempo di riposo riprendete l’impasto staccatene dei pezzetti e rullandolo fra le mani dategli la forma di un cilindro spesso 1,5 cm, adagiatelo su di una spianatoia infarinata e ricavate da ogni cilindro dei tocchetti lunghi 1 cm date ad ogni pezzetto la forma di una pallina.
Mettete l’olio extravergine di oliva in una pentola di acciaio dal fondo spesso. Raggiungere la temperatura, circa 160°/170° e friggetevi gli struffoli pochi per volta; ogni volta che diventano dorati toglieteli con un mestolo forato e adagiateli su di un vassoio ricoperto di carta assorbente.
A parte scaldate il miele a fuoco dolce con l’anice e la buccia dell’arancia e del limone, quando risulterà ben sciolto versateci dentro gli struffoli fritti e mescolate bene con un cucchiaio di legno in modo che siano ricoperti di miele su tutti i lati. In un bel piatto di portata dategli la forma di corona o di una cupola e decorateli con i confettini, gli arilli di melograno e i canditi.
Buona lettura quotidiana per celebrare la magia dell’Avvento.
A cura di Gabriella Cinelli, Archeologa del Gusto e Cuoca Slow Food dell’Alleanza
*Cercate una buona farina tradizionale tra le aziende iscritte a Slow Grains, la rete di Slow Food che tutela la biodiversità dei grani tradizionali, valorizza i produttori e trasformatori locali e nazionali che li coltivano e trasformano in modo sostenibile, e rilancia la filiera dei cereali tradizionali per rigenerare le aree interne e creare comunità più sostenibili.

Scopri cos’è l’Avvento
Per sapere di più sul Calendario dell’Avvento vi rimandiamo al link dell’articolo appositamente dedicato: https://www.vidyait.net/attualita/calendario-avvento-come-funziona-quando-nacque/
