NUOVI DATI SUL PALAZZO COCCANARI de’ FORNARI E SULL’ARCHIVIO DELLA FAMIGLIA
Con riferimento alla recente inaugurazione dell’Archivio Coccanari de’ Fornari nell’omonimo Palazzo, si illustrano di seguito i punti salienti del mio intervento frutto di ricerche che hanno condotto a importanti nuove scoperte.
di
Maria Luisa Angrisani
In qualità d’Incaricata del Sindaco in materia di Biblioteca e Archivio storico, specializzata in Archivistica e Biblioteconomia alla Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari presso la Bibliotheca Apostolica Vaticana, accolsi con estremo interesse la generosa proposta della professoressa Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari, nobile di Tivoli, rappresentante della famiglia storica in quanto discendente diretta del ramo primogenito, di recuperare l’imponente archivio della famiglia Coccanari Fornari e collocarlo nel Palazzo omonimo, quest’ultimo lasciato da Maria Coccanari Fornari per testamento olografo alla famiglia Vergelli affinché provvedesse a una donazione volta a creare in città un Ente di alto profilo culturale. La scelta fu la collocazione nel Palazzo divenuto poi Biblioteca comunale, mentre le carte di famiglia furono dalla Contessa Maria amichevolmente affidate al prof. Fulvio Cairoli Giuliani che le depositò presso la Società Tiburtina di Storia e d’Arte la quale, su sollecitazione di Maria Antonietta Coccanari, le ha di recente ufficialmente consegnate all’Archivio Comunale.

Nel corso della cerimonia del 17 aprile u.s., chi scrive ha presentato la storia del Palazzo, fondato nel XVI secolo da Egidio Coccanari, e della Famiglia gentilizia, a seguito di uno studio approfondito, effettuato esclusivamente su base documentaria, fin dagli esordi che risalgono al I secolo dopo Cristo. Dalla documentazione è emerso che la Famiglia Coccanari appartiene alla più antica e nobile stirpe tiburtina, nota principalmente con il titolo di “Patrizi di Tivoli”. Nei secoli i suoi membri furono costantemente protagonisti della vita politica della città anche se, nonostante l’uso del titolo di “conte” con cui la famiglia è stata in genere identificata, non è emersa una specifica acquisizione di questo titolo tramite un atto di concessione feudale chiaro.

L’unica assonanza, puramente linguistica che può essere stata recepita a livello consuetudinario può risalire alla legge dei Burgundi (Lex Burg. Add. 2, c. 13): “Judicem fiscalem quem c o m i t e m vocant“ con l’esplicazione dell’estensore: “chez les Lombardes le “judex civitatis” is un officier “comparable” au c o m t e francaise (e “In the Longobard Kingdom the “Judex civitatis” is an officier analogus with Frankish c o u n t (Editto di Rotary c. 343). Quindi, poiché i documenti storici indicano che molti membri della Famiglia, fin dal Basso Medioevo hanno costantemente ricoperto, oltre ruoli di rilievo come “capo milizia” e “notai”, quello di “giudice sediale” figura che in passato, ai tempi dei Regni Romano-Barbarici, poteva essere equiparata o talvolta designata col titolo di “conte”, di qui l’equivoco, perpetuato per secoli e accolto nell’immaginario collettivo, di attribuire alla famiglia una “contea” che non sembra mai esistita (cfr. J. F. Niermeyer, Mediae Latinitatis Lexicon Minus, additamentum et index fontium a c. di C. van Kieft, Leiden 1984, s.v. Judex).
Il punto chiave emerso dalle ricerche storiche effettuate è il titolo nobiliare di riferimento:
la Famiglia è iscritta nell’Elenco ufficiale nobiliare italiano dell’Albo d’Oro con il titolo di “Nobile di Tivoli” m f.
Circa il ramo Coccanari de’ Fornari dell’antichissima famiglia Coccanari, esso nasce nel 1702 quando Girolamo Coccanari, discendente dal Giannuzzo del XIII secolo, e in linea diretta, dal giudice sediale di Tivoli Beltramo de’ Cocanariis, e poi dal medico Fabrizio Coccanari Riformatore dello Studium Urbis, sposò Livia, ultima discendente della famiglia de’ Fornari che, come in uso nelle famiglie nobili, portò anche il suo cognome nel ramo gentilizio dei Coccanari. Dal loro figlio Andrea discese un primogenito capomilizia Tarquinio (nome che sarà dato poi al padre della professoressa Coccanari), da cui la Nobile Maria Antonietta discende in linea retta primogenita, e un secondogenito, Filippo, da cui discende la Nobile Maria cui è intitolata la Biblioteca.

Questa linea cadetta rimase nel palazzo in quanto il primogenito, tra i tanti Palazzi Coccanari disseminati nella città, andò ad abitare in altro proprio Palazzo Coccanari in via della Missione, dove è poi vissuto il padre della concittadina discendente Maria Antonietta.
Tutto questo risulta dai documenti conservati nella sezione araldica dell’Archivio di Stato, presenti in copia presso il Comune di Tivoli.

Un grazie ineffabile alla prof.ssa Angrisani per l’incredibile dedizione e la impareggiabile competenza con cui si dedica, tra i suoi grandi innumerevoli studi anche a quello della mia famiglia. Un onore grandissimo, una gioia senza fine
pro historica veritate !