Il “nuovo” acquedotto Acea a Pomata infiamma il consiglio comunale

Il “nuovo” acquedotto Acea a Pomata infiamma il consiglio comunale

Dopo due ore di acceso confronto e due emendamenti il Consiglio comunale di Tivoli, martedì 22 giugno, ha approvato all’unanimità la mozione presentata dai gruppi di opposizione (Una Nuova Storia, M5S, Pd, Psi, Avs) sul tema del nuovo acquedotto Marcio, l’infrastruttura realizzata da Acea Ato 2 lungo la Valle dell’Aniene tornata al centro del dibattito pubblico per i suoi possibili impatti ambientali e territoriali. Clicca qui per non perdere “Le osservazioni di Italia Nostra e Legambiente” ela lettera aperta inviata ai Sindaci di Roma, Tivoli, Guidonia Montecelio e quelli di tutti gli altri comuni bagnati dal fiume Aniene.

Le proteste

Il dibattito si è riaperto a 15 mesi da un atto analogo approvato dalla stessa assise e dopo le polemiche emerse nelle scorse settimane durante la commissione Ambiente, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini, associazioni ambientaliste e rappresentanti delle forze politiche e dalla quale è emersa la mancanza di informazioni aggiornate sullo stato dell’opera e l’assenza di un confronto strutturato tra Acea, istituzioni locali e comunità interessate. I partiti di opposizione hanno infatti evidenziato come non fossero stati messi a disposizione elaborati tecnici aggiornati in grado di chiarire l’effettiva portata degli interventi previsti, in particolare nella zona di Pomata, dove residenti e associazioni temono l’apertura di un importante cantiere e possibili interventi su ulivi secolari.

La mozione

Con la mozione approvata ieri il Consiglio comunale impegna il sindaco e l’amministrazione a promuovere l’istituzione di un tavolo permanente con i sindaci dei Comuni della Valle dell’Aniene e con le comunità montane interessate, la richiesta ad Acea Ato 2 di trasmettere la documentazione progettuale aggiornata relativa al proseguimento dell’opera, un confronto istituzionale affinché vengano illustrati lo stato di avanzamento dei lavori, eventuali varianti progettuali intervenute nel tempo, le opere di mitigazione ambientale previste e i programmi di ripristino delle aree interessate dai cantieri. Per il consigliere Damiano Leonardi (Una Nuova Storia), che ha illustrato in aula la mozione sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza, “il Comune ha abdicato al ruolo di regia del territorio sin dal primo giorno”. Un ruolo invocato da Alessandro Fontana (Pd) perché sia trovata una soluzione per preservare Pomata, “un luogo che rappresenta l’equilibrio perfetto tra natura, ambiente e socialità”. E ha aggiunto: “Non siamo contrari all’acquedotto, ma sarebbe un prezzo troppo alto da pagare. Bisogna trovare una soluzione. Ed è stato perso tempo perché 15 mesi fa il sindaco si era già impegnato con la prima mozione, ma in commissione nei giorni scorsi ci è stato detto che non è stato fatto nulla”.

Il sopralluogo

Per questa mattina il sindaco Marco Innocenzi, intanto, ha annunciato un sopralluogo a Pomata. “Rassicuro che mi farò promotore non solo del tavolo permanente ma anche attraverso tutte le interlocuzioni necessarie, tra cui l’impegno a convocare Acea. L’obiettivo è garantire al massimo i diritti dei concittadini e la salvaguardia dell’ambiente, ma dobbiamo essere realistici e non fare demagogia. Puntare sicuramente sulle compensazioni, ma non si possono fare promesse che non stanno né in cielo né in terra. L’acquedotto si farà”.

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Elena Ceravolo

Elena Ceravolo, giornalista professionista, cronista che da più di 30 anni racconta fatti e storie della provincia di Roma. Dalla cronaca nera alla bianca, con una passione speciale per l’archeologia e i viaggi, piccoli e grandi.