Citta Metropolitana di Roma Capitale, decine di migliaia gli alberi abbattuti dal sistema degli appalti
La gestione del verde pubblico tramite affidamenti in appalto si rivela distruttiva dell’Ecosistema e del Paesaggiodi
Carlo Boldrighini, Presidente della Sezione Aniene di Italia Nostra
Le proteste dei Cittadini
Proseguono nella Città Metropolitana di Roma (CMRC) le proteste per l’indiscriminato abbattimento di alberi nei viali e nei parchi pubblici. Abbiamo già riferito su Vidya it (11/08/2025) di una protesta dei cittadini di Monterotondo. Ma casi ancor più eclatanti si registrano a Roma. Notizie recenti riguardano viale Europa (EUR), dove il comune vuole abbattere centinaia di alberi di alto fusto (foto 1), a via di S. Gregorio (foto 2) presso il Colosseo, e perfino nelle principali ville storiche, Villa Ada, Villa Borghese, Villa Doria Pamphili e Villa Glori (1).


Le proteste sono gestite da Associazioni Nazionali, come Italia Nostra e il Gruppo di Intervento Giuridico, e da spontanei comitati di cittadini. Spesso hanno un seguito considerevole ed ottengono risultati: per esempio, il Comitato Tutela Alberi di Monteverde ha eseguito a proprie spese perizie che hanno salvato molti pini destinati all’abbattimento a Villa Doria Pamphili. Ma è una lotta impari!
La gestione del verde tramite appalti
Quanti siano gli alberi di alto fusto abbattuti a Roma negli ultimi anni non si sa con sicurezza. L’assessora Alfonsi dà la cifra di 13.000 nel periodo 2021-2025. Altre fonti danno circa 30.000. Numeri enormi se confrontati con quelli della vecchia gestione del Servizio Giardini di Roma (2), fondato nel 1810, che ancora negli anni 80 aveva 1500 dipendenti. Allora gli abbattimenti erano eccezionali, forse qualche decina all’anno, e i parchi di Roma erano celebrati per la loro bellezza da scrittori e musicisti, come Respighi, che scrisse il poema sinfonico I Pini di Roma. Ma il Servizio Giardini è stato ridotto da successive esternalizzazioni a 300 dipendenti, di cui solo 150 tecnici operativi. I lavori oggi sono gestiti tramite appalti. Non è chiaro se ci sia un risparmio di spesa, perchè gli appalti sono spesso occasionali e difficili da controllare. Per esempio, a Guidonia per abbattere i pini, del tutto sani, del quartiere Colleverde, sono stati usati i fondi per la Ryder Cup 2023 (Foto 3).

Ma, se c’è qualcosa che non è gestibile con appalti occasionali, assegnati a ditte che gareggiano al ribasso, sono proprio i parchi e giardini, che richiedono piuttosto l’occhio attento e costante di giardinieri esperti formati localmente, che giudicano quando e dove intervenire nel corso delle stagioni. Le ditte appaltatrici invece intervengono quando ci sono fondi, spesso con tempi stretti, come per il PNRR, e sono pagate a misura, cioè sulla base degli interventi effettuati.
I vantaggi fittizi degli appalti
Su come funzionano in dettaglio gli appalti per la manutenzione del verde della CMRC ci informa Dario Tamburrano (3), già deputato europeo, e consulente per il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima di Roma Capitale e per il Piano di Transizione Ecologica della Regione Lazio. Se in linea di principio il committente è il comune – dice Tamburrano – in realtà sono le ditte appaltatrici che segnalano gli alberi pericolosi da abbattere, senza però obbligo di effettuare gli esami che giustifichino la decisione. Se anche gli esami li fanno, con i loro tecnici, non sono obbligate a presentare i risultati. Le ditte quindi decidono della sicurezza, in pratica senza controllo. Il comune paga l’abbattimento, concede alla ditta il legno, che può essere venduto come biomassa (in contrasto, dice Tamburrano, con la normativa UE), e paga l’impianto di un albero in sostituzione, spesso più di uno. E’ ovvio allora che gli alberi sani e longevi sono un serio ostacolo per le ditte, e si cerca di superarlo permettendo al comune di dichiarare che gli alberi aumentano.
I danni reali all’ecosistema
In realtà per compensare i benefici ecosistemici di un tiglio o platano di 80 anni, come la mitigazione delle ondate di calore e la riduzione dell’inquinamento, servirebbe non una, ma qualche migliaio di giovani piante. Il recupero avverrà nel corso di qualche decennio, se le piante sopravvivono; ma, come spiega Tamburrano (4), buona parte dei nuovi impianti si secca per mancanza di manutenzione, difficile da mantenere con una gestione basata sugli appalti.
Oltre alla funzione ambientale i grandi alberi hanno anche un’importante funzione paesaggistica. Ma invocando la sicurezza si abbatte senza alcun rispetto dei vincoli ambientali e monumentali, mentre i controlli della Soprintendenza e della Magistratura sono poco efficaci. Così nel 2024 si è giunti ad abbattere i pini colossali del Pincio (foto 4) che dominavano lo skyline di Piazza del Popolo.

Gli abbattimenti sono i fatti più clamorosi, ma non sono il solo danno prodotto ai nostri parchi e giardini dalla gestione tramite appalti. Di questo parleremo in dettaglio in un prossimo articolo. I risultati comunque sono sotto gli occhi di tutti: parchi e alberature stradali a Roma sono spesso in condizioni di degrado tale che è difficile trovare di peggio nel resto d’Europa, dove molto spesso la gestione è affidata ad enti pubblici con personale fisso qualificato. L’Italia infatti, come ci racconta Gabriele Guzzi nel suo recente “Eurosuicidio” (5) è di gran lunga il primo paese in Europa per le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi pubblici, gestiti tramite appalti. Il degrado di parchi e giardini di Roma non è forse il peggiore dei danni prodotti da questo entusiasmo neoliberista, ma è il più visibile e ne può essere preso come emblema.
L’abusato appello alla Sicurezza
In conclusione un commento sulla sicurezza. Grazie alle continue dichiarazioni del comune di Roma molti credono che gli alberi siano tra i maggiori pericoli. Ma i decessi per caduta di alberi o di rami sono in media circa 5 all’anno in tutt’Italia, per lo più dovuti a tagli di radici o altri interventi sbagliati. Per contro a Roma muoiono circa 50 pedoni all’anno investiti da automezzi, più che in tutte le altre maggiori città d’Italia messe insieme. Che in politica si abusi di appelli alla sicurezza non è un segreto, ma qui siamo al paradosso!
(2) https://www.diarioromano.it/il-mitico-servizio-giardini/
(5) Gabriele Guzzi: Eurosuicidio, Fazi Editore, 2025
